La biblista Laura Invernizzi illustra i corsi estivi promossi dalla sezione Apostolato biblico del Servizio Catechesi, rivolti a bambini, adolescenti e giovani: in luglio in programma tre laboratori per le diverse fasce d’età

di Annamaria BRACCINI

Ragazzi

«È un’esperienza residenziale che porta i ragazzi a vivere per cinque giorni pieni il mondo della Bibbia, nella speranza che la Scrittura diventi per loro un orizzonte di apprendimento e di conoscenza». Laura Invernizzi, docente di Teologia biblica presso la Facoltà teologica dell’Italia settentrionale, definisce così, in estrema sintesi, il corso che ormai da oltre un decennio è dedicato ai bimbi, ai ragazzi e ai giovani. Promosso dalla sezione Apostolato biblico del Servizio Catechesi della Diocesi, il ciclo prevede Laboratori nel periodo estivo per cui sono già aperte le iscrizioni: dal 4 al 9 luglio a Villa Sacro Cuore di Triuggio per chi frequenta la IV e la V elementare; a Villa Grugana di Calco (Lecco) dal 3 all’8 luglio per le medie, dal 9 al 13 luglio per gli adolescenti. «Come sempre cercheremo di rendere vitali e attraenti i personaggi che popolano la Bibbia per i bimbi delle elementari, i ragazzi delle Secondarie di I grado, per gli adolescenti e i giovani delle Superiori – specifica Invernizzi -. In particolare quest’anno affronteremo la Passione di Gesù nel Vangelo di Luca, con modalità diverse, a secondo delle differenti fasce di età, ma con l’unico titolo “Capaci di riconoscere Gesù”».

In che modo?
Come educatori, per quanto riguarda i più piccoli, stiamo già lavorando da ottobre su una presentazione che verrà realizzata nello spazio che chiamiamo “Sala della Terra” in cui si ascoltano le vicende dei protagonisti della Scrittura, si narrano le storie, si ricostruiscono gli ambienti per una piena immersione nel tema e, talvolta, con l’ausilio di materiale audiovisivo e persino assaggiando qualche cibo, si tenta di rendere chiaro e familiare ciò che si descrive. Inoltre, si fa la lectio divina con la lettura di un brano che poi si invita a riprendere a livello personale nella riflessione e nella preghiera. Per i più grandi, invece, si inverte l’approccio: non sono gli educatori che offrono il contesto biblico, ma i ragazzi stessi, guidati da domande mirate e, comunque, dagli adulti, realizzano una sorta di ricerca sui testi biblici. E tutto questo in una dinamica di gruppo, con tanti compagni di avventura, che porta infine a comporre uno studio, adeguato naturalmente alle singole età. È interessante che tra gli educatori vi siano non solo sacerdoti e laici, ma anche alcuni dei giovani che abbiamo formato.

Quanti ragazzi frequentano in media il corso?
Difficile dirlo perché nelle ultime edizioni abbiamo registrato un calo delle iscrizioni. Infatti, se per i bambini eravamo intorno alle centinaia di iscritti, per gli adolescenti la cifra era di una trentina, e per i più grandi venti-venticinque, ultimamente ci si è ridimensionati, tanto che l’anno scorso non abbiamo avuto giovani delle Superiori.

A cosa è dovuta questa diminuzione? È la crisi economica che colpisce o un interesse minore da parte dei genitori?
Direi che la ragione principale risiede nella difficoltà a diffondere l’iniziativa. Ci siamo infatti resi conto che – al di là di alcuni canali come quello relativo all’ambito dei chierichetti – né i sacerdoti, né il mondo oratoriano e neppure le famiglie sono molto spesso a conoscenza della nostra proposta. Esauritosi il gruppo delle centinaia che hanno iniziato alle elementari a frequentare il corso, è stato, poi, difficile avvicinare altri.

 

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