Padre Ionut Radu, romeno, illustra la liturgia, le particolarità e anche le similitudini con il rito ambrosiano della solennità che la sua Chiesa celebra domenica 28 aprile

di Annamaria BRACCINI

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Padre Ionut Radu

A una settimana dalla Pasqua cattolica, domenica 28 aprile il mondo dell’Ortodossia, sempre in crescita nella nostra Diocesi, festeggerà la Pasqua del Signore. A spiegarne la liturgia e le particolarità è padre Ionut Radu, parroco della parrocchia ortodossa romena dei Santi Martiri Gervaso, Protaso, Nazario, Celso e Santa Parasceve.

Vi sono riti specifici per avvicinarsi al giorno della Pasqua?
L’intera Settimana Santa è molto intensa dal punto di vista spirituale, ma anche della simbologia. Per questo ogni sera si celebrano diverse funzioni. La Risurrezione viene festeggiata sabato notte, a partire dalla mezzanotte, con l’accensione del cero pasquale.

Il rito ambrosiano, nella Veglia, si avvicina al Rito delle Chiese ortodosse orientali…
Ci sentiamo fortunati a vivere qui, perché il nostro rito è molto simile a quello ambrosiano. Nella nostra Chiesa la Veglia inizia con la proclamazione della Risurrezione e con la chiamata, da parte del sacerdote rivolta ai fedeli, a prendere la luce di Cristo. Nel buio completo della chiesa, rimane solo una candela accesa sull’altare. La simbologia è chiara: Cristo entra nel buio di questo mondo e nell’oscurità della nostra solitudine, per arricchirci con la sua luce. Seguono il Mattutino e la Divina Liturgia, al termine della quale vengono benedetti gli alimenti, che interrompono un digiuno dai cibi di origine animale, durato per l’intera Quaresima.

Nella Veglia si canta il Preconio pasquale?
Cantiamo il Tropario della Pasqua, che recita: «Cristo è risorto dai morti, con la morte ha calpestato la morte e ai morti nei sepolcri ha donato la vita». Questo Tropario viene intonato come ritornello durante l’intero periodo pasquale, per quaranta giorni.

I fedeli ortodossi sentono profondamente il significato di questi riti?
La Risurrezione di Cristo è il punto centrale dell’intera vita religiosa della Chiesa ortodossa. Basti pensare che anche l’anno liturgico inizia per noi con la Pasqua. Le persone la sentono molto, come testimonia non solo il grande numero di fedeli che ogni anno partecipa alla celebrazione nella notte di Pasqua, ma anche l’intera vita spirituale di ognuno, centrata sempre sul modello pasquale.

Nel giorno di Pasqua cosa accade?
Durante il primo giorno di Pasqua si celebra un Vespro speciale, chiamato popolarmente “secondo”. È un Vespro molto interessante perché, mentre la notte si annuncia la Risurrezione fuori dalla chiesa, simbolicamente proclamandola per tutta la natura, il primo giorno – la domenica -, viene letto il Vangelo in varie lingue moderne, così che non solo la natura, ma i popoli tutti possano sentire che Cristo è risorto.

Come Chiesa romena dove vivrete la liturgia pasquale?
A Milano ci sono due parrocchie: la più antica, vicina alle Colonne di San Lorenzo, è nella chiesa di Santa Maria della Vittoria, ma da quasi un anno si è avviata una seconda parrocchia ospitata dalla Comunità Nocetum in zona Corvetto. Qui, per il primo anno, festeggeremo Pasqua.

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