In libreria “I segni del Natale”, un racconto natalizio per bambini dai 6 ai 99 anni

di Alessandro SCACCIANOCE

Ci sono domande dei bambini alle quali non avremmo mai pensato di rispondere. O perché sono troppo scontate o, forse, perché sono state sopite nel mucchio delle cose da fare. Eppure alcune di queste domande sono in grado di risvegliare in noi una coscienza e un sapore di vivere davvero inaspettati.

«Perché Natale è una festa? È la festa di chi?»: ruota tutto attorno alle domande della piccola Anna il libro “I segni del Natale” di Cristina Arrondini, un breve racconto natalizio arricchito dalle illustrazioni di Elena Fabi, edito da Lindau.

Anna, protagonista del racconto, si stupisce davanti alle luci che colorano il naviglio, davanti all’albero di natale, alla carta da pacchi del negozio, davanti alle statuine del presepe. I suoi occhi sono spalancati sulla realtà, pieni di meraviglia! Qual è il significato di questi segni? Nella sua innocenza di bambina c’è la capacità di andare oltre l’apparenza, e le sue domande costringono la mamma a fermarsi a riflettere sul senso delle azioni diventate vuota abitudine. «L’abbiamo sempre fatto» è il ritornello della mamma, ma per lei, piccola, è tutto nuovo. Questi segni le parlano d’altro: perché la città non è così bella tutto il resto dell’anno? Perché tutti a Natale si comportano in un certo modo?

Gli occhi di Anna diventano la lente attraverso cui il lettore può guardare la realtà stessa, passando dai segni al significato, poiché un evento o una cosa hanno senso quando, oltre all’apparenza più superficiale, ci comunicano qualcos’altro. È un libro per bambini? Forse, in realtà, fa più bene agli adulti! Ciò spiega anche l’indicazione dell’autrice, che ne consiglia la lettura “dai 6 ai 99 anni”.

A supporto delle parole vi sono delle tavole illustrate con tecnica mista, a conferma del fatto che il pensiero è più grande della parola. Con veloci pennellate è espressa la vivacità dei sentimenti e delle emozioni della piccola protagonista, rivelando verso la fine anche il volto della mamma che al fondo delle domande della figlia ritrova se stessa. Una storia da leggere, da guardare… e da raccontare.

Questo libro non serve a risparmiare ai genitori la fatica di spiegare il Natale ai bambini, ma li aiuta in questo compito. Non a caso nasce dalla sinergia di due appassionate insegnanti. Non è una favola o una fiaba, è l’inizio di una storia che può diventare vita, proseguendo nel divano di casa nostra, con i nostri bambini, ritrovandoci a leggere con loro… e insieme porre le domande e cercare le risposte, quelle che danno significato ai tanti segni che ci circondano. Un racconto che nasce dalla vita (potrebbe essere la storia di ogni bambino in giro per la città con i suoi genitori) e può diventare esso stesso vita, come in un gioco di specchi rifrangenti, all’infinito. Dopo averne terminato la lettura resta un buon sapore, insieme alla nostalgia di famiglia, di casa. E il desiderio di un’innocenza da riconquistare.

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