Le istituzioni (Formigoni, Pisapia e Podestà) e la società (Guzzetti, Sangalli e Colombo Clerici) riflettono sul VII Incontro mondiale delle famiglie e sulla straordinaria presenza del Santo Padre

di Pino NARDI

Family_Stendardo Duomo

Cresce l’attesa per un evento che lascerà un segno a Milano. Di fronte alla presenza di Benedetto XVI e dei partecipanti all’Incontro mondiale delle famiglie, prevalgono i sentimenti di emozione e gratitudine da parte delle voci della città, sia delle istituzioni sia dei mondi della società milanese. 

«È con immensa gratitudine e commozione che saluto l’arrivo a Milano del Santo Padre, Benedetto XVI, e di migliaia di famiglie provenienti da tutto il mondo per il VII Incontro mondiale – sostiene Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia -. L’istituzione familiare è una risorsa per questo Paese e per la nostra Regione, va sostenuta e riconosciuta come soggetto attivo nella società civile, con politiche improntate alla sussidiarietà. In questa direzione il governo regionale lombardo da anni ha messo in campo interventi a sostegno della crescita delle persone, riconoscendo in particolare il ruolo sociale ed economico della famiglia».

«Sono emozionato e felice di accogliere il Santo Padre nella nostra città – afferma il sindaco, Giuliano Pisapia – e insieme a lui una grande comunità di persone che arrivano da 145 Paesi, un pezzetto di mondo. So che la famiglia è il primo mattone della società, è la vera colonna che sostiene chi è più in difficoltà. Con mia moglie abbiamo subito deciso di unirci a coloro che erano disponibili ad accogliere le famiglie che partecipano al VII Incontro mondiale. Siamo entrambi ansiosi e curiosi di sapere chi ospiteremo. Sarà bello parlare e confrontarsi con loro».

«Milano, per una settimana, diverrà la capitale mondiale delle famiglie – dichiara il presidente della Provincia, Guido Podestà -. Il VII Incontro costituisce, del resto, un appuntamento che accredita, al cospetto della comunità internazionale, la cellula fondamentale della nostra società. Si tratta, infatti, di un’occasione per riflettere su quell’insostituibile pilastro capace di introdurre i più giovani alla vita e ai suoi valori. Tale evento consente al nostro Paese di porre, con più forza, all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni il ruolo della famiglia anche alla luce dei rapidi mutamenti che contraddistinguono, oggi, il mondo».

Dalla realtà delle fondazioni bancarie spicca la riflessione di Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo: «Credo che un messaggio importante che Sua Santità porterà a Milano con la sua visita, nell’ambito del VII Incontro mondiale, sia quello di ribadire la centralità indiscutibile della famiglia all’interno della nostra società, un fattore ineludibile e al tempo stesso preziosissimo che va difeso e sostenuto da tutti, perché tutti siamo e abbiamo una famiglia. Un concetto semplice quanto ovvio che spesso viene dimenticato. Il nostro sistema oggi non è organizzato e strutturato per favorire questa crescita. Le famiglie – già duramente colpite dalla crisi non solo economica, ma sociale e valoriale – non possono fare a meno di lavorare (fin quando il lavoro c’è). Eppure non perdo la fiducia, perché ieri come oggi vedo padri e madri lottare. A volte però lottano senza che il mondo intorno sembra ascoltarli».

«In questi tempi difficili che stiamo vivendo il VII Incontro mondiale con l’arrivo del Papa a Milano è un momento che aiuta a ritrovare il senso della nostra esistenza – dice Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano -. È un momento che fa bene alla nostra città che diventa crocevia di esperienze, di domande e di aspettative importanti per credenti e non credenti. È un momento atteso anche dalle nostre imprese fatte da uomini – imprenditori e lavoratori – che si confrontano con la grande crisi economica. Imprese attente alla famiglia, perché a Milano 7 su 10 sono familiari, e considerano un valore e un vantaggio esserlo. Da lunedì prossimo, sono sicuro, questa consapevolezza avrà radici ancora più profonde».

Ma tutelare la famiglia vuol dire anche rivolgere lo sguardo ai bisogni primari. Come sottolinea Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia: «Sulla famiglia, che rimane il pilastro portante della società, si scaricano le tensioni più pesanti. Mai come ora sembra necessario un richiamo forte, un indirizzo per gli smarriti, laici o cattolici che siano, una visione di speranza: una risposta può essere offerta dal VII Incontro mondiale voluto da Benedetto XVI. Uno dei problemi concreti che affligge soprattutto la componente più sensibile ed esposta della società, i giovani – oltre al lavoro – è la casa. Assoedilizia, che rappresenta questo bene primario, sollecita i nostri decisori, nazionali e locali, a risolverlo incentivando la funzione sociale dei privati nell’offerta in locazione e con concreti programmi di edilizia sociale».

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