I giovani dell’Ac che un giorno alla settimana portano loro la colazione li hanno invitati per il 2 giugno in via Sant’Antonio. E al termine è arrivato anche il Cardinale

di Claudio URBANO

Scola_clochard

Una serata in cui sentirsi tutti italiani, quella di ieri, anche per molti clochard milanesi, quelli che si raccolgono nelle vie intorno al Duomo. In occasione della Festa della Repubblica, infatti, i giovani dell’Azione Cattolica che durante l’anno una mattina alla settimana fanno il giro delle vie del centro per portare la colazione a chi dorme per strada hanno invitato tutti per un momento di festa nel chiostro del centro Schuster, in via Sant’Antonio. Qualche panino, le bibite, ma soprattutto c’è stata l’occasione per apprezzare alcuni brani di buona musica nella seicentesca chiesa che si affaccia sulla via: La Cavalleria rusticana, le note di Nuovo cinema paradiso, l’Ave Maria di Gournod, per concludere naturalmente con l’Inno d’Italia, quando Raul, un rumeno dalla battuta sempre pronta, in Italia ormai da dieci anni, ha invitato tutti a mettersi la mano sul cuore.

A sorpresa, anche il cardinale Scola, di ritorno dalla festa a San Siro con i cresimandi, è voluto passare per un saluto. Una stretta di mano con tutti, prima della benedizione. Poi, come ultimo atto della serata, ciascuno ha lasciato l’impronta della propria mano, verde o rossa, su un telo che è diventato una bandiera italiana. Un modo per sentirsi fratelli, uniti dal condividere le stesse strade della città, e un segno che i giovani dell’Azione Cattolica consegneranno al sindaco Pisapia.

«È stato un bel momento per stare insieme. Apprezzo la generosità di chi ci accoglie e non chiedo di più», dice a fine serata Raul, che per guadagnare qualcosa arbitra nei tornei che i sudamericani organizzano nel fine settimana, ma vorrebbe essere chiamato ad arbitrare i tornei del Csi. L’ultimo week-end ha diretto quattro partite, ma quasi tutti i soldi li manda ai due figli in Romania, che ormai hanno 15 e 18 anni. Qui, insomma, sa come andare avanti, ma, spiega con amarezza, «se ci avessero detto che qui non sarebbe stato facile come sembrava non sarei neanche partito…». Gli altri – Carlo, Costantino, Elena, Abdul, Mario, Michele – sono anch’essi sempre in movimento: dalla Sicilia, dal Marocco, o ancora dalla Romania.

I giovani che li hanno invitati hanno lanciato ormai da tempo l’iniziativa delle “3P”, ovvero pane, Parola e poveri, per provare a portare un sorriso all’inizio della giornata a chi si sveglia nelle strade che, pochi istanti dopo, diventano le vie degli uffici e del mondo del lavoro. Nei mesi scorsi hanno invitato altre due volte i senza dimora per una serata e un concerto nella chiesa di San Giorgio in via Torino, con il musicista Matteo Galli. Ieri, dopo l’invito consegnato su un piccolo biglietto, in via Sant’Antonio sono arrivate più di venti persone.

«Naturalmente non cambiamo molto nelle loro vite – spiega Matteo Masciovecchio, neolaureato in ingegneria tra i giovani che hanno organizzato la serata -. Piuttosto, a cambiare è qualcosa in te: se sai che alla mattina hai portato la colazione a tre persone che hanno dormito proprio in quell’angolo di strada, quando ripassi di lì non vai più di fretta, li guardi con occhio diverso».

«Intanto questa sera – continua Matteo – con la musica oltre che con panini abbiamo provato a nutrire anche l’anima. E ci siamo detti, nel giorno della festa nazionale, che siamo tutti fratelli».

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