Per la Giornata Mondiale del migrante e del rifugiato a Milano una Messa, un film e una mostra fotografica, a cura di Caritas Ambrosiana e Pastorale dei Migranti, con il contributo della Fondazione Prima Spes. Don Davanzo: «Il Papa ci invita a non avere paura. L’accoglienza e la libertà di stampa valori della nostra civiltà: un errore rinunciarvi»

«Chiesa senza frontiere, madre di tutti» è il tema della 101ª Giornata Mondiale del migrante e del rifugiato, che si celebra domenica 18 gennaio. A Milano sono previste alcune iniziative promosse da Caritas Ambrosiana e Pastorale dei Migranti, con il contributo della Fondazione Prima Spes.

Ecco il programma. Alle 10.30 la Santa Messa nella Chiesa di Santo Stefano Maggiore (piazza Santo Stefano), punto di riferimento per gli immigrati latinoamericani, una delle tante comunità di stranieri che vivono a Milano. Alle 14.30, nel salone Mons. Bicchierai della Caritas Ambrosiana (via San Bernardino 4), proiezione del film Come il peso dell’acqua di Andrea Segre. Andato in onda su Rai3 il 3 ottobre 2014, un anno dopo la strage di Lampedusa dove morirono 366 persone e altre 20 furono disperse, dà voce alle paure e alle speranze di tre donne: Gladys che lascia il Ghana, attraversa il deserto e poi la Libia per arrivare a Lampedusa; Semhar che in fuga dalla Libia ottiene lo status di rifugiata in Italia ma niente di più, e Nasreem che cerca di attraversare sola con due figli l’Italia nel disperato tentativo di andare da Siracusa in Germania. Marco Paolini e Giuseppe Battiston spiegano il contesto geopolitico e danno voce anche allo smarrimento degli italiani.

Alla proiezione farà seguito un dibattito con gli interventi del regista e di Giovanni Cobianchi, autore della mostra fotografica “Je Reviens”, allestita presso la chiesa di Santo Stefano Maggiore, che attraverso le immagini ripercorre a ritroso il viaggio di molti migranti per giungere in Italia. ll progetto fotografico è nato dopo l’incontro dell’autore con alcuni ragazzi ospiti di una comunità per minori stranieri non accompagnati di Verona. Dopo aver ascoltato le loro drammatiche testimonianze sulle violenze subite nel deserto del Ténéré e nelle carceri libiche, Cobianchi ha deciso di mettersi sulle loro tracce, ripercorrendo al contrario il tragitto che avevano fatto.  «È stato un viaggio molto duro e allo stesso tempo molto bello – afferma –. Ho trovato persone che mi hanno accolto a braccia aperte anche se il loro paese era in ginocchio e la situazione ormai fuori controllo. Sono stato ospite di persone che vivono in un campo profughi abbandonato tra la Libia e la Tunisia, mi hanno aperto la tenda e dato da mangiare. L’idea del mio lavoro è quella di dare un punto di vista totalmente diverso al fenomeno della migrazione». 

Al termine poi una degustazione di piatti etnici preparati da donne straniere che hanno compiuto lo stesso viaggio dei protagonisti dei due racconti e dopo aver vissuto nei centri di accoglienza per rifugiati politici di Milano, hanno fondato una cooperativa di catering “M’ama Food”, grazie all’aiuto degli operatori di Caritas Ambrosiana.

«La Chiesa allarga le sue braccia per accogliere tutti i popoli, senza distinzioni e senza confini e per annunciare a tutti che “Dio è amore” (1 Gv 4,8.16)… La Chiesa senza frontiere, madre di tutti, diffonde nel mondo la cultura dell’accoglienza e della solidarietà, secondo la quale nessuno va considerato inutile, fuori posto o da scartare. Se vive effettivamente la sua maternità, la comunità cristiana nutre, orienta e indica la strada, accompagna con pazienza, si fa vicina nella preghiera e nelle opere di misericordia» scrive Papa Francesco nel messaggio per la giornata.

«Parole che assumono un significato ancora più potente dopo i fatti violenti di Parigi e che stanno capitando nel mondo – osserva il direttore di Caritas Ambrosiana, don Roberto Davanzo -. L’accoglienza e il dialogo al pari della libertà di stampa sono i valori fondanti della civiltà europea. Rinunciarvi, perché sotto la minaccia dei terroristi, sarebbe una sconfitta. Il modo migliore per garantire la sicurezza dei cittadini italiani e europei è continuare ad aiutare quei musulmani che rifiutano la violenza perché ne sono essi stessi vittime e per questa ragione scappano dai loro Paesi».

Le cooperative di Caritas Ambrosiana gestiscono dal 2007 5 centri di accoglienza per richiedenti asilo del Comune di Milano per un totale di 300 posti circa. Inoltre per fare fronte agli arrivi dei profughi siriani, che non possono accedere a questi centri perché non chiedono asilo in Italia, Caritas ha aggiunto altre due strutture: una a Milano, Casa Suraya, da 100 posti, un’altra a Magenta sempre da 100 posti. Nei primi centri attivati sull’onda dell’emergenza e poi in queste strutture, dall’ottobre del 2013 ad oggi, Caritas Ambrosiana ha accolto poco meno di 11 mila persone. 

Info: tel.: 02.76037337; stranieri@caritasambrosiana.it; www.caritasambrosiana.it

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