La Messa presieduta in Sant’Ambrogio da monsignor De Scalzi nel 6° anniversario della morte, per i Focolari è stata anche l’occasione per festeggiare il primo anno di pontificato di papa Francesco

di Giorgia BRESCIANI

Chiara Lubich

Ricordare Chiara Lubich e festeggiare papa Francesco. Due i motivi che hanno visto ieri centinaia di membri del Movimento dei Focolari affollare Sant’Ambrogio. Il 14 marzo infatti ricorre il 6° anniversario della morte della fondatrice dell’Opera di Maria (questo il nome ufficiale del Movimento), e ieri sera è stata celebrata per lei una messa presieduta dall’abate della Basilica, monsignor Erminio De Scalzi, alla presenza del Vicario episcopale di zona 1, monsignor Carlo Faccendini. Il ricordo di Chiara Lubich dunque, come ha sottolineato proprio De Scalzi nell’omelia, si è unito a quello di papa Francesco, che saliva al soglio pontificio il 13 marzo di un anno fa. «L’impressione è che in questi dodici mesi si siano fatti molti passi avanti, riducendo quel ritardo di cui parlava il cardinale Martini», ha sottolineato il vescovo, mettendo in evidenza come Bergoglio abbia il desiderio «che il Vangelo arrivi a tutto il mondo». E questo desiderio è condiviso dal Movimento dei Focolari, ha osservato il presule citando una frase di Chiara, una sorta di testamento: «Lascia a chi ti segue solo il Vangelo». Il Vangelo vissuto, però, ha aggiunto De Scalzi, che ha esortato tutti i presenti a percorrere quelle strade di prossimità, di vicinanza alle persone che fanno sentire la concretezza dell’amore. «La vostra deve essere una testimonianza umile, dove le parole seguono ai fatti – ha detto l’abate -. L’annuncio del Vangelo attrae se è bello, se è gioioso», ha osservato ancora, ricordando l’importanza dell’incontro con persone vere: «E quale persona vera è stata Chiara», ha commentato.

Una storia di incontri, di dialogo nelle più varie direzioni, quella di Chiara Lubich e del suo movimento, che proprio quest’anno sta celebrando i settant’anni di vita. Uno sguardo aperto sul mondo che ieri è stato testimoniato dalla presenza di personalità della politica e della cultura milanese e lombarda, di esponenti di associazioni e movimenti ecclesiali come l’Azione Cattolica e la Comunità di Sant’Egidio, di protagonisti del dialogo ecumenico (citiamo per tutti l’Archimandrita Theofilactos Vitsos, parroco della Chiesa  greco-ortodossa e presidente del Consiglio delle chiese cristiane di Milano).

«Fino all’amore reciproco», è stato scritto su un foglio consegnato a tutti i presenti, sul quale è stato riportato un pensiero di Chiara Lubich: «Farsi uno: ecco l’amore. Farsi uno con quanti incontriamo nella giornata. Farsi uno finché chi è così amato comprende l’amore e vuole amare a sua volta. E nasce così l’amore reciproco, il distintivo valido ancora oggi, come ai tempi dei primi seguaci di Cristo, dei cristiani».

Nella diocesi si terranno anche altre iniziative per ricordare Chiara Lubich. Celebrazioni eucaristiche sono in programma il 14 marzo a Merate (Lc) e il 15 marzo a Lecco (presiederà il Vicario episcopale monsignor Maurizio Rolla). A Vimercate (MB), il 10 aprile, sarà presentato il libro Oltre il velo. Nel cuore del Pakistan di Daniela Bignone.

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