Figure dell’esperienza credente e il dono di Gesù nell’Iniziazione cristiana al centro delle Quattro Giorni 2012, in programma in 16 sedi

Quattro Giorni Catechisti 2012

L’immagine contenuta all’inizio della lettera apostolica che Benedetto XVI ha scritto per l’indizione dell’Anno della Fede («La “porta della fede” (cfr At 14,27) che introduce alla vita di comunione con Dio e permette l’ingresso nella sua Chiesa è sempre aperta per noi») illustra la proposta di formazione rivolta ai catechisti nella tradizionale Quattro Giorni di settembre, in programma in 16 sedi nelle sette Zone pastorali sul tema “La fede nasce dall’ascolto”.

Come scrive don Antonio Costabile, responsabile del Servizio per la Catechesi, presentando l’iniziativa, «la fede ha un suo inizio, un suo punto di partenza significativo proprio attraverso quella porta che viene varcata da chi è accompagnato all’incontro con Cristo Gesù… È bello pensare che la porta della fede è la stessa soglia che noi abbiamo varcato o varca chi diventa cristiano con il dono del Battesimo… Gesù è la porta che ci fa entrare nel tempio vivo che è lui stesso per entrare progressivamente in comunione di amore con il Padre».

È questo il contenuto fondamentale della fede annunciata, celebrata e vissuta nel cammino dell’Iniziazione cristiana: introdurre alla vita cristiana è introdurre all’incontro con Gesù, lasciarsi prendere per mano e accompagnare all’incontro con Cristo nella Chiesa.

Alla base della riflessione proposta e dello scambio possibile nella Quattro Giorni c’è il tentativo di chiarire alcuni punti: l’effettiva consapevolezza della fede di molti adulti; il cammino che i catechisti sono chiamati a percorrere per essere a loro volta “porta” che introduce all’incontro con Cristo; la formazione richiesta a chi si prende cura della fede dei “piccoli”; la possibilità di dar vita nelle diverse comunità a équipe di persone che facciano da riferimento per l’accompagnamento di genitori e ragazzi; la comprensione di quei genitori che si professano credenti non praticanti, in rapporto al loro compito educativo e al loro legame affettivo coi figli; l’attenzione alle dinamiche psicologiche e pedagogiche della crescita dei ragazzi e alla corretta relazione da costruire con loro in famiglia e nella comunità cristiana.

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