Nell’ambito del progetto di approfondimento del senso liturgico, il Servizio diocesano organizza una serie di incontri zonali rivolti agli animatori musicali: ne parlano don Claudio Magnoli e don Claudio Burgio. In allegato il programma completo

di Stefania CECCHETTI

Fanciulli Cantori

Sottolineare la cura per il momento dell’Eucarestia domenicale e valorizzare il servizio degli animatori liturgico-musicali. Sono questi gli obiettivi principali degli incontri diocesani dal titolo «Canta la tua fede, Chiesa di Milano!», che si svolgeranno nelle sette Zone pastorali a partire da sabato 21 marzo (in allegato il programma). Una mezza giornata strutturata in forma di laboratorio, con la possibilità di frequentare un gruppo di lavoro specifico a seconda del servizio svolto in parrocchia: dall’organista al lettore, dal direttore di coro al chitarrista, ciascuno potrà confrontarsi con altre persone che svolgono lo stesso compito e con insegnanti preparati.

«L’iniziativa – spiega don Claudio Magnoli, responsabile del Servizio per la Pastorale liturgica della diocesi – rientra nel solco dell’attenzione particolare che la diocesi, su indicazione dell’Arcivescovo, ha voluto dedicare in quest’anno pastorale all’assemblea domenicale. Come sottolinea infatti il cardinale Scola, la messa rimane il momento più popolare di incontro tra l’annuncio del Vangelo e l’uomo di oggi. È dunque un momento di cui avere particolare cura». E sulla struttura in forma di laboratori don Magnoli aggiunge: «Sappiamo di rivolgerci a persone che svolgono il proprio servizio da molto tempo. Non abbiamo dunque la pretesa di metterci in cattedra, anche se ci saranno ottimi insegnanti che coordineranno il percorso. Piuttosto crediamo importante creare un’occasione di confronto per raccogliere i frutti delle diverse esperienze».

Don Claudio Burgio, responsabile della Sezione diocesana di Musica Sacra, ci spiega nello specifico gli argomenti dei diversi workshop: «Ci saranno due laboratori dedicati agli strumentisti: uno di organo, coordinato da alcuni organisti del Duomo, e uno di chitarra, tenuto da docenti dello strumento. Due laboratori, invece, saranno rivolti alla voce: uno sarà sull’uso della vocalità ai fini liturgici e sarà gestito da alcuni esponenti del metodo Jaque-Dalcroze; l’altro potrà avvalersi della presenza di un vero e proprio “coro-guida”, che permetterà ai partecipanti di fare esperienza circa le tecniche di conduzione di un’assemblea o di un coro liturgico».

Anche don Burgio sottolinea in particolare l’aspetto di sinergia e condivisione sul quale puntano questi incontri, in particolare per quanto riguarda i cori: «Ci sono tantissime corali che operano nelle parrocchie. Questi incontri vogliono essere il primo di una serie di appuntamenti diocesani e zonali per favorire la conoscenza reciproca e lo scambio di esperienze. Va in questa direzione anche il progetto di una pagina sul portale della diocesi in cui ogni coro potrà presentarsi attraverso un video, condividere spartiti e file audio del proprio repertorio».

Parola d’ordine “sinergia”, insomma, e non solo tra parrocchie, ma anche col territorio in cui le comunità sono inserite, come spiega ancora don Burgio: «A ottobre la diocesi farà partire quattro scuole di formazione per animatori liturgico musicali con la collaborazione di alcune scuole di musica che si sono rese disponibili a elaborare, nell’ambito dei propri corsi, una proposta specifica per gli animatori». E sempre per restare in tema di progetti futuri, don Burgio conclude: «Accarezziamo anche l’idea di attivare laboratori per compositori, che non mancano nella nostra diocesi. Pur salvaguardando l’originalità del singolo talento, abbiamo bisogno di persone che scrivano rispettando alcuni criteri: un conto è comporre, un altro comporre per la liturgia. In questo modo speriamo di poter rinnovare nel migliore dei modi il repertorio liturgico».

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