L’emozionante esperienza della passeggiata notturna dei giovani con l’urna dal Duomo a Sant’Agostino: «Don Bosco ci ha cercato e ci ha trovati, per darci un grande segno di speranza»

di Giuseppe OLIVERIO
Oratorio Sant'Agostino

don bosco milano notte

Oggi Don Bosco è qui, a Milano, e ci sorprende perché ancora una volta è venuto lui a trovare noi giovani. Dopo quasi 200 anni è ancora lui a venire a cercarci per parlare al cuore di ognuno di noi.
Don Bosco arriva a Milano nel primo pomeriggio, adattandosi benissimo alle abitudini milanesi. Il suo arrivo a bordo di un tram storico in piazza Fontana è una festa bellissima, con tanti ragazzi degli oratori ambrosiani che lo aspettano. Le emozioni nel cuore di ognuno crescono, e quando Don Bosco scende dal tram, ecco la prima esplosione di gioia contagiosa, fino al suo ingresso al Duomo.
Ecco i primi brividi che ci assalgono. La cattedrale è colma di gente che attende solo lui, il padre maestro e amico dei giovani di tutto il mondo: circa 5000 persone creano un’atmosfera magnifica, che testimonia la grandezza di quest’uomo senza fine, di un uomo che ha dato la vita per i giovani.
Mi viene proprio da dire che Don Bosco ci ha cercato e ci ha trovati, e ci ha cercato per darci un grande segno di speranza, come ha detto con forza il Vicario generale della diocesi monsignor Mario Delpini: «Impariamo a guardare alla vita con lo sguardo pieno di speranza e di gioia di San Giovanni Bosco».
Ma Don Bosco non vuole essere solo un visitatore, ed ecco che a mezzanotte inizia una bellissima camminata, dove lui viene accompagnato per le vie della città da più di 300 giovani, che affrontano incuranti la pioggia e che rinunciano con gioia alla classica serata del sabato sera per far festa con il loro padre.
Durante la “passeggiata notturna con Don Bosco”, si susseguono diversi momenti di riflessione, intervallati con canti, balli e tanta festa, proprio come diceva sempre Don Bosco ai suoi ragazzi: «Noi facciamo consistere la Santità nello stare sempre allegri e fare sempre e bene il nostro dovere».
Questo momento è entusiasmante; il trasporto è incredibile; giovani che cantano e che pregano; ragazzi che portano fieri striscioni, fiaccole e palloncini e rendono visibile a tutta Milano la forza lampante della vita magnifica di un santo che ha dato sempre fiducia ai giovani, valorizzandoli e rendendoli unici, regalando loro la speranza in un futuro dove ognuno può e deve essere il protagonista. Questa sera tutti i giovani presenti testimoniavano proprio questo.
La passeggiata si svolge attraverso alcuni dei punti principali della città, passando per via Manzoni e piazza Cavour – dove i ragazzi dell’oratorio Sant’Agostino si esibiscono in un esilarante flash mob sulle note dell’inno dell’ultimo confronto Mgs “Gioia” – e continuando poi per via Turati e piazza della Repubblica. Successivamente l’urna viene accolta dalla parrocchia di San Gioachimo, dove alcuni giocolieri inscenano un divertente spettacolo.
La presenza di quest’urna tanto speciale ci ribadisce con fermezza che Don Bosco è qui per camminare con noi e per guidarci lungo la via senza lasciarci mai soli. Don Bosco è qui per dirci che ci ama e che siamo importanti agli occhi di Dio. Don Bosco è qui per farci vivere nella gioia, per darci la fiducia in quello che siamo e rappresentiamo per la società in cui viviamo, ricordandoci sempre che dobbiamo essere «buoni cristiani e onesti cittadini». Don Bosco è qui per donarci la speranza, come afferma anche Papa Francesco: «Un giovane senza speranza non è giovane, è invecchiato troppo presto». E infine Don Bosco è qui per farci incontrare Gesù nella vita di ogni giorno.
Questa passeggiata emozionante e bellissima si conclude prima nel cortile dell’oratorio e successivamente nella basilica di Sant’Agostino. Qui i ragazzi si susseguono davanti all’urna anche solo per salutare l’uomo che più di tutti li ha saputi prendere per mano, così come ha fatto anche questa sera per le strade di Milano, e che è entrato in maniera “devastante” nei cuori di tutti, parlando come solo lui sa fare.
In conclusione, per la meravigliosa accoglienza e partecipazione ricevuta, possiamo affermare con gioia che Don Bosco non passa invano e che ancora una volta ha vinto lui.

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