Questa la vocazione della città nel primo saluto rivolto dal Papa, accolto da migliaia di persone al suo arrivo davanti alla cattedrale. Il benvenuto dell'Arcivescovo: «Grazie, Beatissimo Padre, per il dono della sua visita. Ci confermi nella fede»

Papa in Piazza Duomo

«Saluto cordialmente tutti voi qui convenuti così numerosi, come pure quanti seguono questo evento attraverso la radio e la televisione. Grazie per la vostra calorosa accoglienza!». Così il Papa ha salutato la folla dei fedeli giunta in Piazza Duomo per accoglierlo. Una folla festante, di grandi e bambini, arrivati da tutto il mondo che lo ha aspettato già dalle prime ore del pomeriggio.

Il Santo Padre è arrivato poco prima delle 18, ha fatto il giro della piazza sulla Papamobile per salutare i fedeli, poi è salito sul palco. «Sono molto lieto di essere oggi in mezzo a voi – ha detto – e ringrazio Dio che mi offre l’opportunità di visitare la vostra illustre Città. Il mio primo incontro con i Milanesi avviene in questa Piazza del Duomo, cuore di Milano, dove sorge l’imponente monumento simbolo della città. Con la sua selva di guglie esso invita a guardare in alto, a Dio. Proprio tale slancio verso il cielo ha sempre caratterizzato Milano e le ha permesso nel tempo di rispondere con frutto alla sua vocazione: essere un crocevia – Mediolanum – di popoli e culture».

Di fronte a lui c’erano 60 mila persone: più di 100 mila quelli, invece, che lo hanno aspettato lungo il percorso dall’aeroporto di Milano fin dentro la città. Famiglie e fedeli arrivati da tutte le parti del mondo, che lo hanno accolto con bandiere dei loro Paesi d’origine e striscioni di saluto e che lo hanno applaudito con calore e affetto anche durante il suo discorso.

Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia ha dato il benvenuto al Santo Padre: «Santità – ha detto -, è con profonda emozione che le do il benvenuto a Milano, a nome mio e della città, e anche di tutti quegli uomini e quelle donne che arrivano da 170 Paesi del mondo e che hanno scelto Milano come luogo per vivere. Un benvenuto da parte dei cattolici, che sono la maggioranza, e di tutti i credenti, perché la Fede non è motivo di divisioni, ma di coesione. Benvenuto anche dai non credenti – ha continuato il sindaco -: le diversità non possono essere motivo di scontro ma fonte di aggregazione».

Dopo il saluto del sindaco, il cardinale Angelo Scola ha rivolto al Santo Padre il suo benvenuto: «Con commozione e con gioia in questa piazza, cuore pulsante della nostra città e dell’area metropolitana milanese, divenute ormai cosmopolite, La accogliamo oggi, Successore di Pietro giunto a confermare la nostra fede»: questo l’esordio dell’Arcivescovo.

«Beatissimo Padre, la Sua scelta di cogliere l’occasione del VII Incontro Mondiale delle Famiglie per compiere una vera e propria Visita Pastorale alla Diocesi di Milano è un dono che rende ogni fedele e ogni cittadino grato e responsabile – ha concluso il cardinale Scola -. Grazie, Beatissimo Padre, per la Sua presenza generosa e per l’insegnamento che attendiamo a cuore aperto. Ci confermi nella fede appassionandoci all’uomo».

Poi Benedetto XVI ha rivolto il suo saluto ai milanesi. La città ha saputo «coniugare sapientemente – ha osservato il Papa – l’orgoglio per la propria identità con la capacità di accogliere ogni contributo positivo che, nel corso della storia, le veniva offerto. Ancora oggi, Milano è chiamata a riscoprire questo suo ruolo positivo, foriero di sviluppo e di pace per tutta l’Italia». Nel suo discorso il Papa ha voluto rivolgere un saluto particolare ai rappresentanti delle famiglie provenienti da tutto il mondo che partecipano al VII Incontro Mondiale, e il saluto è stato ricambiato da un intenso applauso della piazza.

Il Pontefice ha quindi lodato «quanto la diocesi di Milano ha fatto e continua a fare per andare incontro concretamente alle necessità delle famiglie più colpite dalla crisi economico-finanziaria, e per essersi attivata subito, assieme all’intera Chiesa e società civile in Italia, per soccorrere le popolazioni terremotate dell’Emilia Romagna, che sono nel nostro cuore e nella nostra preghiera e per le quali invito, ancora una volta, ad una generosa solidarietà».

«Spetta ora a voi, eredi di un glorioso passato e di un patrimonio spirituale di inestimabile valore – ha sostenuto Benedetto XVI -, impegnarvi per trasmettere alle future generazioni la fiaccola di una così luminosa tradizione». «Voi – ha proseguito – ben sapete quanto sia urgente immettere nell’attuale contesto culturale il lievito evangelico. La fede in Gesù Cristo, morto e risorto per noi, vivente in mezzo a noi, deve animare tutto il tessuto della vita, personale e comunitaria, privata e pubblica, così da consentire uno stabile e autentico “ben essere”, a partire dalla famiglia, che va riscoperta quale patrimonio principale dell’umanità, coefficiente e segno di una vera e stabile cultura in favore dell’uomo». Per il Papa, “la singolare identità di Milano non la deve isolare né separare, chiudendola in se stessa». 

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