Riunite ad Armeno (Novara) per l’Assemblea ordinaria in corso fino all’1 maggio, venerdì alle 17 le 70 Ausiliare diocesane riceveranno la visita del cardinale Scola che, al termine dei lavori, riceverà il loro progetto apostolico. Intervista alla Sorella maggiore Susanna Poggioni

Ausiliarie-diocesane

Dopo mesi e giorni di confronto e riflessioni al loro interno, le Ausiliarie diocesane si preparano a vivere un appuntamento importante: l’Assemblea ordinaria dell’Istituto che si terrà dal 28 aprile al 1° maggio, presso una casa di spiritualità ad Armeno, in provincia di Novara. «Nel pomeriggio di venerdì, alle 17, avremo un incontro con l’Arcivescovo – spiega la Sorella maggiore Susanna Poggioni -. Saremo ancora nella fase di apertura dei lavori, anche se noi arriveremo al mattino. Il cardinale Scola viene perché riconosce che siamo una presenza qualificata in Diocesi e dunque, dice lui, è importante che io mi faccia presente, seppur brevemente, nella vostra Assemblea».
Il vostro legame profondo con l’Arcivescovo nasce da lontano…
Noi siamo un Istituto di vita consacrata al servizio della Diocesi, nato su ispirazione dell’allora arcivescovo Montini. Poi la nostra realtà è stata creata e fatta crescere dagli arcivescovi successivi: dal cardinal Colombo a Martini, da Tettamanzi a oggi Scola.
C’è una data di inizio dell’Istituto?
Alla fine degli anni Cinquanta, nella sua predicazione alle ragazze dell’Azione cattolica e alle religiose, il cardinale Montini diceva: «La vocazione delle suore di oggi è di essere vicine all’Arcivescovo nel suo lavoro pastorale, quindi vi chiederò di uscire dai vostri conventi per stare accanto a me in tutte quelle realtà dove si svolge la mia opera». Nella Pasqua 1961scrisse una lettera a Zanoni, padre spirituale del Seminario, ponendo la questione: «La presenza delle suore viene meno, tra poco tempo il problema sarà grave e insolubile, quindi è importante capire se non ci siano ragazze e donne disponibili a mettersi al servizio della Diocesi per essere presenti nelle parrocchie e in tutte quelle realtà dove il Signore chiama».
E poi?
Padre Zanoni iniziò a indagare e a raccogliere le esperienze che già esistevano, creando un gruppo misto di presenze diverse. Le prime che effettivamente fecero parte dell’Istituto sono due Sorelle che pronunciarono i primi voti nel 1972, 45 anni fa. Da qui prese il via il primo nucleo, già nell’episcopato del cardinale Colombo, e pian piano l’Istituto crebbe. Ma il boom di ingressi fu negli anni Ottanta-Novanta. Oggi siamo in 70.
Torniamo all’Assemblea. Quale sarà il tema centrale?
Abbiamo dato un titolo e preparato uno strumento di lavoro: «Verso tutti per la gioia del Vangelo». L’idea è quella di riflettere di nuovo sulla nostra missione, su come la nostra vocazione, nell’esprimersi dentro un servizio, si colloca nell’oggi della Chiesa e del mondo. L’espressione «per la gioia del Vangelo» ha un duplice significato: sia causale, sia di fine. Quindi a “causa” della gioia del Vangelo e “per” portare la gioia del Vangelo.
Come si svolgeranno le giornate?
Avremo diverse sessioni di lavoro e di confronto. Di solito, essendo l’Assemblea generale, si apre con una relazione della Sorella maggiore sul triennio passato, quindi una verifica insieme, per poi passare al confronto sullo strumento di lavoro elaborato in particolare l’anno scorso, ma frutto anche delle riflessioni, e della formazione degli anni precedenti. Per arrivare a prendere decisioni orientative, rispetto al modo di esprimere il nostro servizio, da sottoporre poi all’Arcivescovo. Ciò che noi cerchiamo di discernere è affidato al discernimento del Cardinale. Noi potremmo dire: siamo queste persone, per le nostre caratteristiche e i nostri doni ci sembra di poter svolgere questi servizi… L’idea generale è di elaborare un progetto apostolico, anche se il nostro non ha la stessa funzione di quelli degli altri istituti religiosi, perché noi ci inseriamo nell’azione pastorale del Vescovo: a partire da ciò che siamo, diciamo dove potremmo collaborare e partecipare corresponsabilmente al suo ministero.
Quali sono gli ambiti in cui già operate?
Siamo al servizio di tutta la realtà diocesana e, come avviene per i preti, la maggior parte di noi è impegnata nelle parrocchie. Poi siamo anche in ambiti specifici: per esempio, Chicca lavora nel carcere di San Vittore, altre sono nelle Cappellanie ospedaliere, Paola è al Tribunale ecclesiastico e al Consultorio, Giusy si occupa di dialogo interreligioso, poi ci sono insegnanti, abbiamo una collaborazione con le Acli, Isa è impegnata con gli stranieri e collabora con don Alberto Vitali, c’è chi svolge un servizio pastorale ordinario e lavora anche in Caritas o in Fom.

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