Sabato l’Arcivescovo celebra la Messa in San Biagio, dopo l’assemblea mattina che farà il punto sui cinque anni di vita della Comunità Ascensione del Signore. Parla il parroco don Marco Oneta

di Veronica TODARO

San Biagio_Monza

È un invito aperto a tutti,quello che don Marco Oneta, responsabile della Comunità pastorale Ascensione del Signore di Monza, lancia ai suoi parrocchiani. «Si avvicina il grande giorno, sabato 24 maggio. Credo non sia necessario insistere sul bellissimo dono che riceveremo dal cardinale Scola, che alle 18 presiederà l’Eucaristia vespertina in San Biagio. Celebrare l’Eucaristia con l’Arcivescovo ci aiuterà a vivere il nostro cammino di Chiesa in un orizzonte più grande nel tempo, la tradizione, e nello spazio, l’appartenenza alla Diocesi e alla Chiesa universale. Mi sembra invece importante insistere perché tutti si sentano invitati all’assemblea della mattina, nella quale tracceremo un bilancio di questi cinque anni, partendo da tre relazioni su tre diversi ambiti della vita pastorale: il rapporto tra i preti e la comunità, il mondo della carità, la pastorale dei ragazzi. Sarà presente monsignor Luca Bressan, vicario episcopale e teologo pastoralista, che già ci aveva aiutato nella riflessione all’inizio del nostro cammino. L’auspicio è che, attraverso l’ascolto e il confronto, crescano in tutti, non solo negli “addetti ai lavori”, il senso di appartenenza alla comunità e il desiderio di testimoniare la gioia di essere cristiani. È questo il dono più significativo che possiamo portare all’altare durante l’Eucaristia celebrata dal nostro Arcivescovo».

Sarà quindi una giornata intensa per la Comunità pastorale, di cui fanno parte le parrocchie di San Biagio, San Pio X e Santa Gemma, con i loro 22.613 abitanti. Nel salone del teatro dell’oratorio di San Biagio, alle 10, si terranno le relazioni per sviluppare il dibattito sulla Comunità pastorale. Alle 11.15 l’intervento di monsignor Bressan, per arrivare infine all’appuntamento tanto atteso con il cardinale Scola alle 18.

La nascita della Comunità pastorale “Ascensione del Signore”, risalente all’8 gennaio 2009, è stata favorita dal fatto che il suo territorio, in origine, costituiva un’unica parrocchia: le tre parrocchie avevano quindi un ceppo comune, anche se poi ciascuna ha avuto una sua storia e ha assunto caratteristiche proprie. «In questi anni sono state tante le trasformazioni socio-demografiche – continua don Marco -. Sono in forte crescita gli anziani sopra i 65 anni (che oggi rappresentano il 28% della popolazione), sono in calo i giovani adulti, in leggero calo anche il numero dei bambini. Aumentano gli stranieri, con una popolazione più che raddoppiata, impiegata, secondo le stime, prevalentemente nei servizi e nell’assistenza alle persone». Particolarmente sensibile l’aumento degli stranieri nella zona di S. Pio X.

La composizione dei nuclei familiari è varia: aumentano sensibilmente quelli composti da una/due persone, con un corrispondente calo di quella che una volta era considerata la famiglia “tradizionale”. Crescono le realtà individuali (divorziati/separati, vedovi e single, nubili o celibi), che rappresentano ormai il 15% della popolazione. «In attesa di tracciare un bilancio più completo dopo l’assemblea del 24 maggio – conclude don Marco -, è già possibile affermare che, nonostante le fatiche tuttora emergenti, la decisione di aggregare le parrocchie nella Comunità pastorale, se non ha suscitato entusiasmo, sostanzialmente ha però trovato comprensione. Il compito più urgente, per cui attendiamo indicazioni dall’Arcivescovo è uno solo: quali itinerari e linguaggi possibili per un annuncio efficace e credibile?».

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