L’idea di una “Comunità seminaristica liceale” per ragazzi dai 16 ai 19 anni, con sede a Seveso, arriva direttamente dall’Arcivescovo. Il rettore Maffi: «Preliminarmente accerteremo la presenza di un numero congruo di domande. In estate un primo bilancio»

di Luisa BOVE

Con una lettera consegnata prima ai Decani e poi spedita a tutti i preti ambrosiani, prende il via in Diocesi il progetto – ancora tutto da verificare – dell’apertura di un Seminario minore. «L’idea è dell’Arcivescovo – spiega monsignor Peppino Maffi, Rettore del Seminario arcivescovile di Milano -. Parlando al Consiglio episcopale milanese il cardinale Scola ha chiesto di prendere in serio esame l’opportunità del ripristino del Seminario minore». In realtà preferisce chiamarla “Comunità seminaristica liceale”, e vi potranno arrivare studenti che stanno compiendo anche studi differenti.

Come viene motivata questa decisione?
L’Arcivescovo dice che undici anni fa, nel 2002, il Seminario minore era stato chiuso per mancanza di richieste, non per motivi ideologici. A partire da qui, ora desideriamo verificare se in questo momento esiste un’attesa diversa rispetto al Seminario minore. Non si aprirà in via sperimentale, ma prima si verificherà se ci sono persone che esprimono questa domanda. Se ci fosse un numero congruo, una decina di ragazzi, allora si avvierebbe l’esperienza.

Siamo quindi alla fase di diffusione della proposta…
Esatto. Ora si chiede a tutti i sacerdoti, in particolare ai responsabili di Pastorale giovanile, di compiere un passo molto concreto: là dove pensano sia possibile, dovranno rivolgere un invito chiaro e essere generosi per attuare una vicinanza sapiente a chi avesse “dentro” questa domanda.

Ai ragazzi di quale età va rivolto l’invito?
A quelli del triennio delle scuole superiori, quindi dai 16 ai 19 anni. È fondamentale che si compia una seria ricerca e sia rivolto un serio invito: saranno i sacerdoti stessi a “filtrare” la domanda. Ogni colloquio iniziale, atto a verificare la possibilità di inserimento al Seminario minore, sarà rivolta a me in quanto Rettore (tel. 0331.867650).

Vi siete dati una scadenza per la verifica?
Una data precisa non l’abbiamo indicata, ma è certo che l’iniziativa è voluta quest’anno. Se poi arriveranno anche solo due o tre richieste se ne terrà conto e intanto si procederà nella ricerca. All’inizio dell’estate, comunque, verificheremo se il progetto potrà già partire o se verrà dilazionato.

Quale sarà la sede? Chi saranno gli insegnanti, gli educatori, le guide spirituali?
Si pensa a Seveso, dove ha sede il biennio teologico che a settembre verrà trasferito a Venegono Inferiore. Il progetto deve essere ancora definito, ma nel caso le persone incaricate saranno scelte più avanti dall’Arcivescovo.

Perché oggi un ragazzo dovrebbe entrare nel Seminario minore?
In Diocesi abbiamo già percorsi vocazionali: una dozzina di ragazzi delle medie stanno compiendo il cammino della Comunità San Martino con incontri mensili il sabato e la domenica guidati da don Alberto Colombo e don Tommaso Castiglioni, responsabili della Pastorale vocazionale. Una trentina di adolescenti fanno un percorso alla ricerca della loro vocazione avendo all’orizzonte anche l’essere preti diocesani.

Ma questa proposta è diversa…
Il Seminario minore non è, come il Gruppo Samuele, funzionale a scoprire la propria vocazione, ma è rivolto a chi è già orientato a verificare se la sua scelta è quella dell’essere prete.

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