Redazione

Pomeriggio di venerdì 31: la pioggia non ha rovinato la festa ai giovani accorsi ad Ancona ad incontrare il cardinale di Milano Dionigi Tettamanzi in occasione del gemellaggio tra la diocesi lombarda e quella marchigiana. Canti, cori, applausi hanno unito i giovani provenienti da Milano, Como, Ancona e Sicilia, come se fossero amici da sempre: nulla lasciava immaginare che si fossero incontrati solo poche ore prima. «I tanti giovani che sono qui stasera sono la dimostrazione evidente che si possa essere spensierati e divertirsi senza dimenticare la serietà», ha ricordato ai presenti l’arcivescovo di Milano appena prima di celebrare l’Eucaristia.

di Alessandro Basilico

“Tutti pazzi per Tettamanzi!” Così cantavano le migliaia di giovani accorsi alla cerimonia del gemellaggio tra la diocesi di Ancona-Osimo e quelle di Milano, Como nonché con i salesiani della Sicilia. La celebrazione si sarebbe dovuta tenere in piazza Cavour e le vie del capoluogo marchigiano si sarebbero dovute riempire di colori e voci festanti. Da mesi Ancona si stava facendo bella per questo evento, grazie al lavoro di decine di generosi volontari. Purtroppo un violento nubifragio si è abbattuto sulla riviera del Conero nel pomeriggio di venerdì ed ha costretto gli organizzatori a spostare la Messa e i festeggiamenti successivi nel capiente palazzetto dello sport cittadino. Tuttavia questo non ha sminuito l’entusiasmo dei giovani che hanno fatto tremare con il loro entusiasmo le mura del pala Rossini.

I volti dei ragazzi esprimevano sincera felicità per l’incontro con i loro pastori, il vescovo di Ancona-Osimo mons. Edoardo Menichelli e l’arcivescovo di Milano cardinale Tettamanzi. Ma soprattutto la gioia era dovuta all’incontro reciproco tra gli stessi ragazzi che, ormai immemori della loro provenienza, sin dal primo pomeriggio cantavano e scherzavano insieme, quasi appartenessero ad un’unica diocesi e si conoscessero da tempo.

Don Fausto, responsabile della pastorale giovanile della diocesi ospitante e animatore del pomeriggio, non ha avuto nessuna difficoltà a far partire una ola che ha subito contagiato il pala Rossini. Una vera e propria ovazione ha poi accolto l’ingresso del cardinale Tettamanzi e di mons. Menichelli. “Tutti pazzi per Tettamanzi!” e “Uno di noi, Edoardo è uno di noi!” scandivano i giovani a beneficio dei loro pastori. Questi non si sono sottratti all’abbraccio dei loro fedeli e hanno percorso le gradinate stringendo mani ed elargendo sorrisi. In questo pomeriggio anconetano il cardinale Tettamanzi ha annullato il tempo, ritornando per alcune ore il vescovo di questa terra che, a detta dei suoi stessi abitanti, è restia a lasciarsi andare in manifestazioni di affetto, ma quando si lascia conquistare è capace di mostrare un amore e una riconoscenza infinita.

Prima dell’inizio della celebrazione eucaristica l’arcivescovo si è trattenuto alcuni minuti con i giornalisti: “I tanti giovani che sono qui stasera sono la dimostrazione evidente che si possa essere spensierati e divertirsi senza dimenticare la serietà. L’Agorà è l’incontro dei giovani; ma anche gli adulti dovrebbero incontrarsi e prestare maggiore attenzione a questi ragazzi. Viviamo in una società che rivolge lo sguardo a modelli fallaci e dimentica i suoi giovani” . Sua Eminenza ha poi ringraziato gli anconetani per la loro grande ospitalità. La qualità dell’accoglienza allestita dalla città di Ancona è ricordata anche da mons. Severino Pagani, vicario episcopale per la pastorale giovanile della diocesi di Milano: “Nessuno si è lamentato, anzi molti hanno fatto sapere di essere soddisfatti della sistemazione nelle famiglie e presso le parrocchie”.

A margine della cerimonia, il sindaco di Ancona ha salutato a nome delle istituzioni locali le alte autorità ecclesiastiche presenti ed ha donato all’arcivescovo di Milano un volume sulle bellezze della città. All’ingresso della comunicazione eucaristica si è poi tenuto un momento particolare, con l’ingresso del quadro della Madonna custodito solitamente del duomo cittadino, una pittura protagonista di un miracolo: si racconta che il volto dipinto, di fronte a Napoleone entrato nella chiesa per distruggere l’opera, abbia socchiuso gli occhi, impressionando il generale francese e dissuadendolo dal compiere quel gesto empio.

Le preghiere rivolte a Maria all’inizio della Messa hanno rappresentato il più tangibile collegamento tra questi tre giorni di gemellaggio interdiocesano> e le prossime due giornate, che saranno certo illuminate dalla luce della Madonna di Loreto. A termine della celebrazione eucaristica, durante la quale la concentrazione ed il meditativo silenzio sono stati rotti solamente dall’applauso tributato dai giovani al cardinale Tettamanzi al termine della sua omelia, si è scatenata la festa. Sul palco, accanto al gruppo anconetano dei “King’s head”, hanno suonato numerose band provenienti dalle diocesi gemellate.

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