«Fare domande a Gesù è un modo per professare la fede» così il Vicario generale monsignor Delpini ai 14enni che si preparano a celebrare o hanno già celebrato nell’anno in corso la Professione di fede

di Luca COSTAMAGNA

Sacro Monte

Anche quest’anno il Sacro Monte di Varese ha ospitato il grande raduno dei 14enni ambrosiani per quello che è un appuntamento tradizionale che “vuole unire il tema del cammino e il tema di Maria per i ragazzi che vivono un periodo di cambiamenti” ci spiega don Samuele Marelli, direttore della FOM.
Da ogni parte della nostra Diocesi sono arrivati tantissimi gruppi guidati dai propri sacerdoti ed educatori, tutti insieme saliti al Sacro Monte per vivere la conclusione dell’itinerario di preparazione alla Professione di fede “Ci credo! I segnali della fede”. In piccoli gruppi, e accompagnati dal proprio educatore, i ragazzi sono arrivati alla XIV stazione  meditando alcuni brani del Vangelo e recitando il rosario per tutta la salita. Raggiunta la fine del cammino, tutti insieme in cima, un po’ stanchi ma sempre vivaci, tutti i ragazzi si sono radunati insieme per partecipare al momento centrale di questo pomeriggio di festa nella fede. Mons. Mario Delpini, Vicario Generale della Diocesi ha rotto subito il ghiaccio dicendo di desiderare di voler essere un “grande condottiero che può contare su gente che ha voglia di fare, su un grande esercito”. Filo conduttore del pomeriggio erano le domande della vita, quelle che un ragazzo si comincia a porre perché si accorge di crescere e voler capire di più gli altri e il mondo. Durante il suo intervento, il vicario generale ha detto che esistono tanti tipi di domande da farsi, quelle “bambine, complessate e armate, fatte più per l’ossessione di farle, più che per accettare a ricevere delle risposte. Le domande cristiane, invece, sono quelle che si rivolgono a Gesù e che nascono dalla sua persuasione. Fare domande a Gesù è un modo per professare la fede. E’ un modo per dire – mi fido di te, perciò ti rivolgo domande! – Le domande cristiane dicono il mio desiderio di essere felice dipende da un altro, da Gesù. E’ una domanda simile. E’ come se Gesù dicesse: – voi cosa dite di me? – come se dicesse -dalle vostre risposte dipende se la mia missione è un fallimento o ha raggiunto il suo scopo”. Dopo l’omelia, la preghiera è continuata con la recita del Regina Coeli per tutte le attese e le domande dei ragazzi  in questo momento fondamentale per la loro vita: la fine delle scuole medie in particolare e tutto ciò che accompagna l’inizio dell’adolescenza. Infine c’è stato il momento del “mandato”, ovvero della consegna delle croci da parte degli educatori, segno da portare non solo al collo, ma ogni giorno della nostra vita. E proprio questo legame fede-vita ad essere il punto centrale per don Martino Mortola, giovane originario della parrocchia San Luca Evangelista di Milano, sacerdote dallo scorso Giugno che ha portato i suoi 60 ragazzi della comunità pastorale San Maurizio di Cassano Magnago: “accompagnare i ragazzi al Sacro Monte, come prete significa sperimentare un senso di paternità verso di loro: la fede centra con tutto e può aiutarci a vivere ed affrontare le domande importanti della vita, come ci ha detto Monsignor Delpini”. L’incontro si è concluso con il canto e le tantissime foto che ogni gruppo ha voluto fare per ricordare una giornata ricca di spunti di riflessione, di domande e di gioia. Al termine del cammino un gruppetto di ragazzi dell’Azione Cattolica Ragazzi si sono fermati ospiti del vicino oratorio di Casciago come ci ha detto don Luca Ciotti, assistente spirituale: “dopo il momento diocesano insieme alle nostre parrocchie abbiamo pensato a un momento aggiuntivo per continuare a condividere la festa attraverso una caccia al tesoro e una testimonianza e poi, davanti all’Eucaristia, a turno, questa notte porteremo le nostre domande, anche quelle che ci danno più fatica”.

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