La celebrazione sul tema dell’Incontro mondiale si terrà all’insegna della semplicità e lasciando ampio spazio ai momenti di silenzio: monsignor Magnoli spiega come si svolgerà

di Luisa BOVE

Sarà un’adorazione eucaristica con le famiglie e per tutte le famiglie del mondo quella di venerdì 1° giugno alle 21.30 in Duomo durante le giornate del Family 2012. È stata preparata all’insegna della semplicità e «lasciando ampio spazio alla preghiera silenziosa secondo le indicazioni dell’Arcivescovo», dice monsignor Claudio Magnoli, responsabile in Diocesi della Pastorale liturgica.

Nella serata si alterneranno testi, canti e preghiere in una successione armonica e ben costruita. L’inizio e il momento dell’esposizione del Santissimo saranno accompagnati da un canto sul tema della famiglia, quindi seguirà «una sosta di adorazione comunitaria e l’Adoro Te devote con una litania eucaristica». Poi ci saranno tre momenti che riprendono le tre parole dello slogan del VII Incontro mondiale: famiglia, lavoro, festa. «Ognuno dei tre momenti si aprirà con una “monizione” abbastanza ampia – spiega monsignor Magnoli -, quindi seguirà la proclamazione del Vangelo o di una pagina biblica, poi ci saranno dieci minuti di silenzio e, infine, una preghiera comune».

Nel primo momento, intitolato “Il segreto di Nazareth”, verrà letto un brano dell’evangelista Luca sulla vita nascosta di Gesù nella famiglia di Nazareth, poi nella parte riservata all’adorazione silenziosa è previsto un lungo testo tratto da una delle catechesi pubblicate in preparazione dell’evento. Non sarà letto pubblicamente, ma ognuno potrà utilizzarlo a livello personale per la meditazione. Il secondo momento, dal titolo “Il lavoro risorsa della famiglia”, tocca il tema dell’occupazione. «Ci è parso bello – dice il responsabile della liturgia – sottolineare l’aspetto positivo della risorsa, a partire dal fatto che anche Gesù, crescendo, faceva il falegname, l’operaio. Il lavoro come risorsa si esprime quindi come bisogno per la famiglia di avere una dignità, ma il lavoro va anche inteso come creatività». L’ultima parte, dedicata al tema della festa, avrà come titolo “La festa tempo per il Signore” che rimanda «all’esigenza di creare uno spazio spirituale, di vita religiosa, dentro il contesto festivo». Per questa tappa verrà proposto un brano di Ratzinger (tratto da La festa della fede) che sembra dire, «noi abbiamo bisogno di un’autorizzazione alla gioia che ci viene dalla fede nella Risurrezione», commenta Magnoli. «Soltanto sapendo che il Signore della festa è colui che apre alla possibilità che la morte non sia l’ultima parola, entriamo davvero in una condizione festiva e gioiosa».

Al termine verrà letta una preghiera di Giovanni Paolo II oppure di santa Gianna Beretta Molla «che è un’invocazione al Padre, per mezzo di Gesù Cristo, per tutte le famiglie». I testi saranno in italiano, tranne alcune strofe di canti nelle diverse lingue, «se poi ci accorgiamo che in Duomo c’è la presenza significativa di una componente linguistica utilizzeremo anche le strofe dell’inno». «La conclusione è prevista con la riposizione eucaristica perché si aspetterà la grande benedizione del Papa della Messa domenicale – chiarisce monsignor Magnoli -, si è scelto quindi di non farla al termine dell’adorazione di venerdì sera. Ci è parso giusto chiudere con questa semplicità e sobrietà».

La veglia verrà celebrata anche in molte chiese delle sette Zone pastorali della diocesi.

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