Incontro di presentazione dell’iniziativa di preghiera per giovani e adulti che, nell’Anno della Misericordia, da marzo, ogni secondo lunedì del mese, sarà dedicata al carcere

di Marta VALAGUSSA

adoro il lunedì

Oggi pochi riescono ad apprezzare il valore del lunedì, spesso affrontato con fatica, a volte con rabbia, perché visto solo come interruzione del week-end. Nella vita di tutti i giorni il lunedì rappresenta la sveglia inopportuna dopo due giorni di riposo, il ritorno alla routine, lo zaino da mettere in spalla e il treno da prendere di corsa per non arrivare tardi al lavoro. Per i giovani e gli adulti dell’Azione Cattolica ambrosiana, invece, da alcuni anni il lunedì è diventata una giornata speciale, tant’è che hanno imparato a dire «Adoro il lunedì», dal titolo di una preghiera del beato Piergiorgio Frassati.

Già, perché il lunedì per i soci di Ac è il giorno in cui possono sentirsi tutti particolarmente uniti attraverso la preghiera, certi che lo stesso gesto sarà compiuto da altri soci sparsi in tutta Italia. Perché proprio il lunedì? «Se la domenica è il giorno festivo per eccellenza, il lunedì diventa allora un giorno vissuto con la stessa festa della domenica – spiega Chiara Grossi, vicepresidente di Ac ambrosiana -, l’occasione per ricordarsi il primato della contemplazione, per dire a noi stessi che gli impegni e le attività quotidiane hanno senso se sono collegati alla Sorgente che è Cristo, la perla preziosa per cui vale la pena spendere la propria esistenza».

La Stazione Centrale di Milano, simbolo della precarietà del tempo che spesso ci costringe a correre fin dal mattino, è diventata da tempo luogo di sosta e di affidamento nella preghiera: ogni lunedì mattina, dalle 7.30 alle 8.30, molti laici di Ac si ritrovano nella Cappella al Binario 21 per recitare insieme Adoro il lunedì ed essere motivo di testimonianza nei luoghi pubblici. «Ora, nell’anno della Misericordia, un lunedì al mese, un tempo prolungato di preghiera sarà dedicato a chi vive la realtà del carcere, luogo di sofferenza, solitudine, distacco dalla famiglia e perdita degli affetti – prosegue Chiara Grossi -. Una preghiera di vicinanza che aiuti i detenuti a non cadere nella disperazione, nell’oscurità che può scaturire dal non senso. Un intenso momento di preghiera, per affidare al Signore le ferite, i dolori, i desideri e i sogni di chi vive dietro le sbarre, per sostenere la loro speranza. Vorremmo che giungesse loro il nostro incoraggiamento a proseguire il cammino di riconciliazione avviato». «Anche se non potremo incontrare direttamente i carcerati, perché le celle sono chiuse, vogliamo essere una piccola luce in un luogo spesso identificato solo in un istituto di pena – dice Ilaria Fumagalli, una delle partecipanti all’iniziativa -. Vogliamo avere quel ruolo di intercessione di cui parlava il cardinale Martini: cioè stare in mezzo tra due persone. Attraverso il cappellano del carcere porteremo nella preghiera le intenzioni dei detenuti, poi incontreremo volontari e agenti penitenziari per conoscere più da vicino questa realtà». «Adoro il lunedì in carcere» ben si inserisce allora nel contesto di “Chiesa in uscita” che papa Francesco da tempo auspica, incontrando non carcerati colpevoli, ma semplicemente uomini con lo loro fatiche e le loro speranze.

Chiunque voglia vivere un momento di preghiera e di adorazione è invitato lunedì 8 febbraio alle 18.30 nella parrocchia di San Vittore (via San Vittore 25, Milano). Dal mese di marzo invece l’iniziativa continuerà proprio in carcere in forma ristretta, ogni secondo lunedì del mese.

Info e dettagli: segreteria@azionecattolicamilano.it, tel. 02.58391328.

 

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi