Il Cardinale e l'Arcivescovo greco-ortodosso di Italia e Malta interverranno al convegno tra esponenti delle due confessioni in programma dal 28 al 30 gennaio

di Rosangela VEGETTI

L'arcivescovo Gennadios

Un appuntamento da non perdere, l’evento ecumenico che si svolgerà al Centro pastorale ambrosiano di Seveso nei prossimi giorni, con un convegno tra sacerdoti ambrosiani e ortodossi (28-29 gennaio) e gli interventi, nel pomeriggio di giovedì 29 gennaio, del cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano, e del Metropolita Gennadios, Arcivescovo greco-ortodosso di Italia e Malta, prima della conclusione, venerdi 30 gennaio alle 10, con la divina liturgia nella chiesa di Santa Maria Podone (piazza Borromeo, Milano), con i rappresentanti della Chiesa ambrosiana e di varie Chiese ortodosse presenti in città e non solo.

Un’iniziativa che si inserisce nelle intese avviate dal cardinale Scola nel corso della sua visita a Istanbul lo scorso anno. In quell’occasione, in un colloquio con l’arcivescovo Gennadios, furono poste le basi per approfondire la conoscenza e la condivisione tra sacerdoti cattolici ambrosiani ed esponenti ortodossi. Il frutto è questo convegno di Seveso, che ha una valenza pastorale, oltre che di impostazione di dialogo. Due giorni con relazioni “in parallelo” tra ortodossi e cattolici, su temi comuni per cogliere differenze e unità su questioni che toccano le Chiese, con preghiere ortodosse e cattoliche e musiche della tradizione bizantina e ambrosiana.

«È la prima volta che ci si ritrova per affrontare le problematiche della pastorale e le varie questioni poste dalla società odierna, con situazioni talora anche drammatiche, in cui viviamo insieme e in cui dobbiamo dare una testimonianza che non ci consente più di stare separati – afferma l’archimandrita greco-ortodosso padre Teofilatto Vitsos -. Il convegno è rivolto ai sacerdoti, ma anche ad altre persone che possono intervenire per vedere come si può lavorare insieme». Senza contare che il Metropolita Gennadios è in Italia da oltre cinquant’anni e ha vissuto questo lungo tempo di trasformazioni sociali ed ecclesiali.

Il convegno è ad ampio raggio. I temi comprendono sia gli aspetti storici dei rapporti tra cattolicesimo e ortodossia, sia un raffronto tra la pastorale cattolica e quella ortodossa a proposito del ruolo del sacerdote come ponte di unità, del sacramento del matrimonio, dei rapporti tra Chiese ortodosse e comunità della Riforma e nuove comunità evangelicali e pentecostali: un ampio ventaglio di esperienze ecumeniche, senza dimenticare che in diversi contesti sociali i cristiani sono sempre più in minoranza.

Un arcobaleno di prospettive e di speranze. Si può ritenere quasi un preliminare per avviare ulteriori aperture con altre Chiese, nel clima della ricerca d’unità. «Ci si aspetta di portare innovazioni soprattutto nella pastorale – continua padre Teofilatto -. Emerge in particolare il problema dei matrimoni misti: il nostro è un ecumenismo presente nelle famiglie, dato che la maggior parte dei nostri fedeli vive matrimoni misti, quindi con la fatica di gestire una duplice appartenenza». Ricadute di questo tema, forse, si potranno portare anche al prossimo Sinodo dei vescovi sulla famiglia, a cui prenderà parte il cardinale Scola.

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