Ieri�l'Arcivescovo ha presieduto la Messa al termine della visita pastorale in una zona che in passato ha avuto uno sviluppo agricolo, ora trasformato in aziende all'avanguardia

di Cristina CONTI
Redazione

Sud di Milano. Appena fuori città, si trova il decanato di Melegnano. Undici parrocchie da Vizzolo a Lacchiarella. Il centro abitato che raccoglie il numero maggiore di persone è però Melegnano. Ieri, presso la parrocchia di San Gaetano, il cardinale Tettamanzi ha presieduto la celebrazione eucaristica a conclusione della visita pastorale al decanato. Una zona che in passato ha avuto un grande sviluppo agricolo e dove, un tempo, si incontravano prevalentemente cascine.
Ma chi sono le persone che vivono in qui e quali sono i problemi che affrontano ogni giorno? L’abbiamo chiesto al decano, don Renato Mariani.

Quali le caratteristiche della zona?
Le nostre sono cittadine relativamente tranquille. Molti anni fa qui avevano sede cascine dedite all’attività agricola, mentre ora alcune sono scomparse e altre si sono trasformate in aziende all’avanguardia dove si lavorano riso e mais. Gli abitanti qui sono soprattutto pendolari con Milano per motivi di lavoro. In molti hanno scelto di venire a vivere qui. Ci sono, infatti, molte aree verdi ed è una zona ben servita da strade, ferrovie e telecomunicazioni.

E i suoi problemi?
Ci sono certo alcune forme di degrado, come droga e qualche caso di bullismo tra gli adolescenti, ma è nulla rispetto a quello che succede nel capoluogo.

Com’è il rapporto con gli stranieri?
A Melegnano il 10% della popolazione è costituito da extracomunitari. Si ritrovano in piccoli gruppi e sono ben inseriti nella comunità. Ci sono molte badanti, ma anche persone che svolgono lavori differenti. E le nazionalità di provenienza sono le più varie, dai filippini ai peruviani, dai tunisini agli egiziani.

Trovare casa da voi è un problema?
No. Anzi, qui i prezzi sono molto inferiori alla città e questo è un motivo in più per cui in molti decidono di trasferirsi in queste zone.

L’emergenza povertà è sentita da voi?
La crisi si sta facendo sentire anche qui. Ma ci sono molte differenze. Abbiamo attivato il Fondo Famiglia-Lavoro e 32 persone hanno presentato domanda. Alcune di esse sono state accettate, altre no. C’è stato chi ha perso il lavoro, chi è in mobilità, chi invece è riuscito a conservare il proprio posto. Sono molto limitate, comunque, le situazioni in cui non si può fare affidamento sugli ammortizzatori sociali.

Vivono molti anziani? E quali sono le attività a loto dedicate?
Sì, ce ne sono molti, perché i nostri paesi hanno una lunga tradizione. Negli ultimi anni questa fascia è in netta crescita. Ci sono diverse attività come il Movimento Terza Età, che ha una storia di 27 anni e un gruppo che ha sede presso il Castello di Melegnano gestito dal Comune. Presso San Gaetano c’è invece Betania, che provvede due volte a settimana al pranzo per le persone che non possono uscire. Per chi si trova in condizioni fisiche problematiche c’è anche la Fondazione Castellini, fondata alla fine dell’800, che può ospitare 350 degenti, ha 15 posti di hospice e 30 per chi è in coma, in cui lavorano 250 persone.

È attivo il volontariato?
Le associazioni di volontariato sono diverse e si sviluppano principalmente in ambito parrocchiale. Abbiamo un gruppo dedicato agli handicappati, che li intrattiene al pomeriggio. Per gli stranieri sono, invece, attive la Caritas cittadina e un centro d’ascolto dedicato all’aiuto nel disbrigo delle pratiche burocratiche e delle necessità più immediate. La parrocchia ha anche due case di accoglienza, di cui una è gestita dal gruppo parrocchiale San Martino in collaborazione con il Comune, per le persone che non hanno una casa dove andare. Per i ragazzi più giovani, invece, è attivo un gruppo scout molto frequentato. Dato l’alto numero di coloro che decidono di trasferirsi fuori città per godere del verde e della tranquillità di queste zone, questa fascia d’età è particolarmente presente e sono molti coloro che frequentano l’oratorio e le altre attività per il tempo libero. Sud di Milano. Appena fuori città, si trova il decanato di Melegnano. Undici parrocchie da Vizzolo a Lacchiarella. Il centro abitato che raccoglie il numero maggiore di persone è però Melegnano. Ieri, presso la parrocchia di San Gaetano, il cardinale Tettamanzi ha presieduto la celebrazione eucaristica a conclusione della visita pastorale al decanato. Una zona che in passato ha avuto un grande sviluppo agricolo e dove, un tempo, si incontravano prevalentemente cascine.Ma chi sono le persone che vivono in qui e quali sono i problemi che affrontano ogni giorno? L’abbiamo chiesto al decano, don Renato Mariani.Quali le caratteristiche della zona?Le nostre sono cittadine relativamente tranquille. Molti anni fa qui avevano sede cascine dedite all’attività agricola, mentre ora alcune sono scomparse e altre si sono trasformate in aziende all’avanguardia dove si lavorano riso e mais. Gli abitanti qui sono soprattutto pendolari con Milano per motivi di lavoro. In molti hanno scelto di venire a vivere qui. Ci sono, infatti, molte aree verdi ed è una zona ben servita da strade, ferrovie e telecomunicazioni.E i suoi problemi?Ci sono certo alcune forme di degrado, come droga e qualche caso di bullismo tra gli adolescenti, ma è nulla rispetto a quello che succede nel capoluogo.Com’è il rapporto con gli stranieri?A Melegnano il 10% della popolazione è costituito da extracomunitari. Si ritrovano in piccoli gruppi e sono ben inseriti nella comunità. Ci sono molte badanti, ma anche persone che svolgono lavori differenti. E le nazionalità di provenienza sono le più varie, dai filippini ai peruviani, dai tunisini agli egiziani.Trovare casa da voi è un problema?No. Anzi, qui i prezzi sono molto inferiori alla città e questo è un motivo in più per cui in molti decidono di trasferirsi in queste zone.L’emergenza povertà è sentita da voi?La crisi si sta facendo sentire anche qui. Ma ci sono molte differenze. Abbiamo attivato il Fondo Famiglia-Lavoro e 32 persone hanno presentato domanda. Alcune di esse sono state accettate, altre no. C’è stato chi ha perso il lavoro, chi è in mobilità, chi invece è riuscito a conservare il proprio posto. Sono molto limitate, comunque, le situazioni in cui non si può fare affidamento sugli ammortizzatori sociali.Vivono molti anziani? E quali sono le attività a loto dedicate?Sì, ce ne sono molti, perché i nostri paesi hanno una lunga tradizione. Negli ultimi anni questa fascia è in netta crescita. Ci sono diverse attività come il Movimento Terza Età, che ha una storia di 27 anni e un gruppo che ha sede presso il Castello di Melegnano gestito dal Comune. Presso San Gaetano c’è invece Betania, che provvede due volte a settimana al pranzo per le persone che non possono uscire. Per chi si trova in condizioni fisiche problematiche c’è anche la Fondazione Castellini, fondata alla fine dell’800, che può ospitare 350 degenti, ha 15 posti di hospice e 30 per chi è in coma, in cui lavorano 250 persone.È attivo il volontariato?Le associazioni di volontariato sono diverse e si sviluppano principalmente in ambito parrocchiale. Abbiamo un gruppo dedicato agli handicappati, che li intrattiene al pomeriggio. Per gli stranieri sono, invece, attive la Caritas cittadina e un centro d’ascolto dedicato all’aiuto nel disbrigo delle pratiche burocratiche e delle necessità più immediate. La parrocchia ha anche due case di accoglienza, di cui una è gestita dal gruppo parrocchiale San Martino in collaborazione con il Comune, per le persone che non hanno una casa dove andare. Per i ragazzi più giovani, invece, è attivo un gruppo scout molto frequentato. Dato l’alto numero di coloro che decidono di trasferirsi fuori città per godere del verde e della tranquillità di queste zone, questa fascia d’età è particolarmente presente e sono molti coloro che frequentano l’oratorio e le altre attività per il tempo libero. Undici parrocchie in sei Comuni – Il decanato di Melegnano si trova nella VI Zona pastorale. È formato da 11 parrocchie distribuite in 6 Comuni (Melegnano, Carpiano, Lacchiarella, Locate Triulzi, Siziano e Vizzolo Predabissi). Complessivamente abitano circa 48 mila persone. Sono state costituite tre Unità pastorali: a Lacchiarella (S. Maria Assunta e a Casirate Olona, Santi Donato e Carpoforo); a Locate Triulzi (S. Vittore e a Gnignano, Santi Giacomo e Lorenzo); a Siziano (S. Bartolomeo Ap. e S. Francesco d’Assisi). – Vispe, da oltre 30 anni al servizio del Terzo Mondo

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