A�un anno�dall'introduzione del nuovo Lezionario,�il bilancio della�parrocchia di San Vittore a Ceriano Laghetto è positivo�

Stefania CECCHETTI
Redazione

Èda più di un anno che su questo Portale parliamo della grande novità del Lezionario ambrosiano. Ma com’è cambiata la celebrazione eucaristica in concreto e nella quotidianità delle parrocchie della diocesi?
Ne parliamo con Pierangelo Pagani, segretario dell’Ufficio liturgico e animatore delle celebrazioni nella sua chiesa, San Vittore a Ceriano Laghetto. «Certamente la novità più tangibile è la Messa vespertina del sabato – spiega Pagani -, che noi celebriamo di norma in forma semplice, ma in forma solenne nelle occasioni particolari, per esempio la prima domenica di Avvento. Naturalmente l’assemblea ha subito notato la particolarità della nuova celebrazione, con la proclamazione del Vangelo prima delle altre letture. Devo dire, però, che fin dalle prime volte ha partecipato attentamente e attivamente».
«Educare l’assemblea è molto importante – prosegue Pagani -. Per questo abbiamo pensato, insieme al parroco, a piccole didascalie lette durante la Messa. Interventi brevi, che avevano lo scopo di spiegare ai fedeli come rispondere».
La nuova celebrazione, che include anche la recita del Vespro, ha comportato un impegno nuovo anche dal punto di vista dei canti. Tuttavia, spiega ancora Pagani, l’attenzione per la Liturgia delle Ore era già precedente in parrocchia: «Per pregare non esiste solo la Messa, ma ci sono altri importanti momenti di aggregazione liturgica. Anche perché Lodi e Vespri possono essere presieduti da un laico o da un ministro straordinario: una bella occasione per valorizzare il ruolo dei fedeli laici nella liturgia».
Per quanto riguarda invece la proclamazione dalla Parola, Pagani sottolinea la grande ricchezza di passi insoliti offerta dal nuovo Lezionario: «Una novità che non è passata inosservata. In particolare sono state apprezzate le tre letture della Messa feriale durante l’Avvento e il riferimento al Vangelo della resurrezione nella liturgia della Vigilia».
Insomma, fatta salva qualche inevitabile critica prevalentemente incentrata sulla complessità della riforma, Pagani racconta l’esperienza positiva di una comunità che è arrivata preparata anche grazie a una serie di incontri di preparazione, promossi dal Consiglio pastorale, che hanno preceduto il cambiamento. Èda più di un anno che su questo Portale parliamo della grande novità del Lezionario ambrosiano. Ma com’è cambiata la celebrazione eucaristica in concreto e nella quotidianità delle parrocchie della diocesi?Ne parliamo con Pierangelo Pagani, segretario dell’Ufficio liturgico e animatore delle celebrazioni nella sua chiesa, San Vittore a Ceriano Laghetto. «Certamente la novità più tangibile è la Messa vespertina del sabato – spiega Pagani -, che noi celebriamo di norma in forma semplice, ma in forma solenne nelle occasioni particolari, per esempio la prima domenica di Avvento. Naturalmente l’assemblea ha subito notato la particolarità della nuova celebrazione, con la proclamazione del Vangelo prima delle altre letture. Devo dire, però, che fin dalle prime volte ha partecipato attentamente e attivamente».«Educare l’assemblea è molto importante – prosegue Pagani -. Per questo abbiamo pensato, insieme al parroco, a piccole didascalie lette durante la Messa. Interventi brevi, che avevano lo scopo di spiegare ai fedeli come rispondere».La nuova celebrazione, che include anche la recita del Vespro, ha comportato un impegno nuovo anche dal punto di vista dei canti. Tuttavia, spiega ancora Pagani, l’attenzione per la Liturgia delle Ore era già precedente in parrocchia: «Per pregare non esiste solo la Messa, ma ci sono altri importanti momenti di aggregazione liturgica. Anche perché Lodi e Vespri possono essere presieduti da un laico o da un ministro straordinario: una bella occasione per valorizzare il ruolo dei fedeli laici nella liturgia».Per quanto riguarda invece la proclamazione dalla Parola, Pagani sottolinea la grande ricchezza di passi insoliti offerta dal nuovo Lezionario: «Una novità che non è passata inosservata. In particolare sono state apprezzate le tre letture della Messa feriale durante l’Avvento e il riferimento al Vangelo della resurrezione nella liturgia della Vigilia».Insomma, fatta salva qualche inevitabile critica prevalentemente incentrata sulla complessità della riforma, Pagani racconta l’esperienza positiva di una comunità che è arrivata preparata anche grazie a una serie di incontri di preparazione, promossi dal Consiglio pastorale, che hanno preceduto il cambiamento.

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