Dall'8 novembre appuntamenti a livello decanale. «Si tratta di una forma di accompagnamento della Chiesa di Milano», sottolinea mons. Eros Monti

di Pino NARDI
Redazione

Partono in Avvento i tradizionali incontri di spiritualità per i cristiani impegnati nelle realtà sociali e politiche. Il tema sarà “‘Il Signore stesso vi darà un segno’. Segni dello Spirito nella vita della Chiesa e della società (Isaia 7,1-16)”. I primi appuntamenti sono a Cologno Monzese domenica 8 novembre, dalle 9 alle 13, presso la parrocchia dei SS. Marco e Gregorio (via San Marco), dove predicherà don Gianfranco Bottoni; mentre ad Abbiategrasso sabato 14 novembre, dalle 9 alle 12, presso l’Abbazia di Moribondo, interverrà don Luca Violoni.
Per chi è sulla frontiera socio-politica questo è un momento significativo per andare alle fonti spirituali del proprio impegno. Sono infatti oltre 800 le persone che partecipano alle meditazioni diffuse sul territorio della diocesi. «Questa è una forma di accompagnamento della Chiesa di Milano propriamente cristiana – sottolinea monsignor Eros Monti, vicario episcopale per la Vita sociale -. Lo scopo è continuare ad alimentare la fede di chi si impegna senza volere influire sul suo vissuto, ma per nutrire la sua coerenza. È uno dei modi con cui noi Chiesa ci facciamo carico di questo aspetto».
L’esperienza degli anni scorsi è positiva: «Sono circa una quarantina gli incontri a livello decanale o per più decanati – afferma il Vicario -. Va sottolineata la presenza significativa anche dei giovani che partecipano alle scuole di formazione all’impegno socio-politico, nonostante di per sé l’incontro si riferisca ai già impegnati. Ovviamente come partecipanti invitiamo anche i giovani, perché nel momento formativo intendiamo dare una dimensione spirituale: non facciamo soltanto lezioni tecniche».
A partire dallo scorso anno pastorale, la novità è una proposta simile anche in Quaresima. Si è partiti approfondendo la figura di Giuseppe Lazzati, in occasione del centenario della nascita. Nella Quaresima 2010 verrà proposta la stessa modalità, incentrata sulla figura di Giorgio La Pira, annuncia monsignor Monti, «in quanto politico cristiano, sindaco, ma capace di uno sguardo aperto al mondo; di unire l’attenzione al suo Comune, al territorio locale e al tempo stesso ai problemi della mondialità. Ci sembra molto attuale oggi vedere insieme questi due aspetti».
La traccia, realizzata da don Franco Manzi, prevede la lettura del testo biblico, l’esegesi e l’attualizzazione degli spunti della Scrittura. Accompagnati anche da sollecitazioni proposte da chi già è impegnato in questo difficile ambito. «I nostri maestri (penso soprattutto a Mounier, ma non solo) ci hanno insegnato che esiste nel lavoro sociale un “polo profetico” da non trascurare, accanto al “polo politico” – sottolinea uno di loro -. Abbiamo insomma sia il compito di fare concretamente quel che si può, ma anche di annunciare, con le parole, i gesti e le scelte quel che potrebbe essere. Se sono un politico devo realizzare, ma se sono cristiano devo anche “profetizzare”, andare oltre l’immediato, a costo di non essere compreso, a costo di seminare un germe di cui non riuscirò a vedere il frutto. Come si costituisce questa polarità nel quotidiano del lavoro politico?».
Un altro sottolinea in particolare la sensazione di solitudine: «Spesso questa è l’esperienza del politico: una volta eletto non ha più nessuno intorno. Gli altri, assorbiti da degnissimi impegni di ogni genere, delegano le decisioni a chi ha ricevuto il mandato. In una certa misura ciò è normale, ma apre un problema grosso: come decidere, soprattutto in quei casi in cui capisci che non puoi riuscire a realizzare del tutto i valori che difendi, ma occorre scendere a compromessi e mediazioni?». Partono in Avvento i tradizionali incontri di spiritualità per i cristiani impegnati nelle realtà sociali e politiche. Il tema sarà “‘Il Signore stesso vi darà un segno’. Segni dello Spirito nella vita della Chiesa e della società (Isaia 7,1-16)”. I primi appuntamenti sono a Cologno Monzese domenica 8 novembre, dalle 9 alle 13, presso la parrocchia dei SS. Marco e Gregorio (via San Marco), dove predicherà don Gianfranco Bottoni; mentre ad Abbiategrasso sabato 14 novembre, dalle 9 alle 12, presso l’Abbazia di Moribondo, interverrà don Luca Violoni.Per chi è sulla frontiera socio-politica questo è un momento significativo per andare alle fonti spirituali del proprio impegno. Sono infatti oltre 800 le persone che partecipano alle meditazioni diffuse sul territorio della diocesi. «Questa è una forma di accompagnamento della Chiesa di Milano propriamente cristiana – sottolinea monsignor Eros Monti, vicario episcopale per la Vita sociale -. Lo scopo è continuare ad alimentare la fede di chi si impegna senza volere influire sul suo vissuto, ma per nutrire la sua coerenza. È uno dei modi con cui noi Chiesa ci facciamo carico di questo aspetto».L’esperienza degli anni scorsi è positiva: «Sono circa una quarantina gli incontri a livello decanale o per più decanati – afferma il Vicario -. Va sottolineata la presenza significativa anche dei giovani che partecipano alle scuole di formazione all’impegno socio-politico, nonostante di per sé l’incontro si riferisca ai già impegnati. Ovviamente come partecipanti invitiamo anche i giovani, perché nel momento formativo intendiamo dare una dimensione spirituale: non facciamo soltanto lezioni tecniche».A partire dallo scorso anno pastorale, la novità è una proposta simile anche in Quaresima. Si è partiti approfondendo la figura di Giuseppe Lazzati, in occasione del centenario della nascita. Nella Quaresima 2010 verrà proposta la stessa modalità, incentrata sulla figura di Giorgio La Pira, annuncia monsignor Monti, «in quanto politico cristiano, sindaco, ma capace di uno sguardo aperto al mondo; di unire l’attenzione al suo Comune, al territorio locale e al tempo stesso ai problemi della mondialità. Ci sembra molto attuale oggi vedere insieme questi due aspetti».La traccia, realizzata da don Franco Manzi, prevede la lettura del testo biblico, l’esegesi e l’attualizzazione degli spunti della Scrittura. Accompagnati anche da sollecitazioni proposte da chi già è impegnato in questo difficile ambito. «I nostri maestri (penso soprattutto a Mounier, ma non solo) ci hanno insegnato che esiste nel lavoro sociale un “polo profetico” da non trascurare, accanto al “polo politico” – sottolinea uno di loro -. Abbiamo insomma sia il compito di fare concretamente quel che si può, ma anche di annunciare, con le parole, i gesti e le scelte quel che potrebbe essere. Se sono un politico devo realizzare, ma se sono cristiano devo anche “profetizzare”, andare oltre l’immediato, a costo di non essere compreso, a costo di seminare un germe di cui non riuscirò a vedere il frutto. Come si costituisce questa polarità nel quotidiano del lavoro politico?».Un altro sottolinea in particolare la sensazione di solitudine: «Spesso questa è l’esperienza del politico: una volta eletto non ha più nessuno intorno. Gli altri, assorbiti da degnissimi impegni di ogni genere, delegano le decisioni a chi ha ricevuto il mandato. In una certa misura ciò è normale, ma apre un problema grosso: come decidere, soprattutto in quei casi in cui capisci che non puoi riuscire a realizzare del tutto i valori che difendi, ma occorre scendere a compromessi e mediazioni?».

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