Domani a Gerusalemme si concluderà il viaggio di Benedetto XVI, che oggi ha celebrato la messa a Nazareth invitando cristiani e musulmani a respingere «il potere distruttivo dell'odio e del pregiudizio»

Rita SALERNO
Redazione

Nella penultima giornata del suo dodicesimo viaggio internazionale, Benedetto XVI ha celebrato la messa nello splendido scenario del Monte del Precipizio a Nazareth, aperto ad anfiteatro sulle colline della Galilea, a conclusione dell’Anno della Famiglia indetto dalla Chiesa cattolica in Terra Santa.
Più di 45 mila i fedeli che hanno seguito il rito, nel corso del quale Papa Ratzinger ha ribadito che la famiglia «ha una missione insostituibile nella società», che va sostenuta dallo Stato. Quanto alle passate tensioni tra cristiani e musulmani a Nazareth, il Pontefice ha invitato tutti a respingere «il potere distruttivo dell’odio e del pregiudizio».
Accolto festosamente a Nazareth, la più grande città araba d’Israele e con il maggior numero di cattolici di tutta la Terra Santa, nell’omelia il Papa ha reso omaggio alla famiglia cristiana basata sul patto coniugale tra uomo e donna: «La famiglia è il primo mattone della costruzione di una società ben ordinata e accogliente, per questo lo Stato è chiamato a sostenerla nella sua missione educatrice. Così la famiglia fondata sull’amore diventa una “Chiesa domestica”, luogo di fede, di preghiera e di preoccupazione amorevole per il bene vero e durevole di ciascuno dei propri membri». E qui il Papa ha ricordato il ruolo fondamentale delle madri, dei padri e dei figli, innanzitutto guardando a Maria: «Nazareth ci ricorda il dovere di riconoscere e rispettare dignità e missione concesse da Dio alle donne, come pure i loro particolari carismi e talenti: sia come madri di famiglia che come chiamate a una vocazione religiosa. Le donne hanno un ruolo indispensabile nel creare un ambiente in cui i bambini imparino ad amare e ad apprezzare gli altri, a essere onesti e rispettosi verso tutti, a praticare la virtù della misericordia e del perdono». Nella penultima giornata del suo dodicesimo viaggio internazionale, Benedetto XVI ha celebrato la messa nello splendido scenario del Monte del Precipizio a Nazareth, aperto ad anfiteatro sulle colline della Galilea, a conclusione dell’Anno della Famiglia indetto dalla Chiesa cattolica in Terra Santa.Più di 45 mila i fedeli che hanno seguito il rito, nel corso del quale Papa Ratzinger ha ribadito che la famiglia «ha una missione insostituibile nella società», che va sostenuta dallo Stato. Quanto alle passate tensioni tra cristiani e musulmani a Nazareth, il Pontefice ha invitato tutti a respingere «il potere distruttivo dell’odio e del pregiudizio».Accolto festosamente a Nazareth, la più grande città araba d’Israele e con il maggior numero di cattolici di tutta la Terra Santa, nell’omelia il Papa ha reso omaggio alla famiglia cristiana basata sul patto coniugale tra uomo e donna: «La famiglia è il primo mattone della costruzione di una società ben ordinata e accogliente, per questo lo Stato è chiamato a sostenerla nella sua missione educatrice. Così la famiglia fondata sull’amore diventa una “Chiesa domestica”, luogo di fede, di preghiera e di preoccupazione amorevole per il bene vero e durevole di ciascuno dei propri membri». E qui il Papa ha ricordato il ruolo fondamentale delle madri, dei padri e dei figli, innanzitutto guardando a Maria: «Nazareth ci ricorda il dovere di riconoscere e rispettare dignità e missione concesse da Dio alle donne, come pure i loro particolari carismi e talenti: sia come madri di famiglia che come chiamate a una vocazione religiosa. Le donne hanno un ruolo indispensabile nel creare un ambiente in cui i bambini imparino ad amare e ad apprezzare gli altri, a essere onesti e rispettosi verso tutti, a praticare la virtù della misericordia e del perdono». A scuola di riconciliazione Benedetto XVI ha menzionato anche le tensioni degli anni scorsi tra cristiani e musulmani a Nazareth, a causa del progetto di costruire una moschea a ridosso della Basilica della Natività e ha invitato le due comunità ad adoperarsi per edificare ponti e trovare modi per una pacifica coesistenza. «Ognuno – ha ribadito – respinga il potere distruttivo dell’odio e del pregiudizio, che uccidono l’anima umana prima ancora che il corpo!». Al termine, il ringraziamento del Papa per gli sforzi della Chiesa nelle istituzioni caritative e nelle scuole. Scuole – ha detto nel suo indirizzo di saluto, il vescovo greco-melkita per la Galilea monsignor Elias Chacour, che «sono la prima priorità per la Chiesa, perché sono lo strumento per diffondere il messaggio di Gesù e la riconciliazione». Il presule ha parlato anche del doloroso fenomeno dell’esodo all’estero dei cristiani e del dramma degli sfollati di alcuni villaggi della Galilea espropriati da Israele, che chiedono di ritornare nelle proprie case, e ha denunciato difficoltà e pericoli che minacciano la presenza della Chiesa in Terra Santa.Nel pomeriggio l’incontro privato con il primo ministro israeliano Beniamin Netanyahu nel convento dei francescani di Nazareth. E infine sosta alla Basilica dell’Annunciazione, dove saluterà i capi religiosi della Galilea, e alla Grotta dell’Annunciazione. Domani il Papa concluderà il suo pellegrinaggio in Terra Santa, iniziato l’8 maggio ad Amman. La visita al Santo Sepolcro di Gerusalemme, luogo sacro più caro ai cristiani, sarà il momento centrale della giornata, che terminerà con la cerimonia di congedo a Tel Aviv alle 12.30 (ora italiana). – Il Papa ai cristiani palestinesi: «Non abbiate paura»«Gerusalemme, città della pace»«L’orrore della Shoah mai più disonori l’umanità»Benedetto XVI in Terra Santa: costruire nuovi pontiBenedetto XVI in Terra Santa alle sorgenti della fede

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