Luisa BOVE
Redazione

Martedì scorso una decina di gruppi di ascolto della parrocchia Santi Marco e Gregorio di Cologno Monzese si sono incontrati nelle case per seguire l’ultima catechesi quaresimale dell’Arcivescovo. Dopo la missione cittadina del 1994 sono nati infatti diversi gruppi e da allora c’è chi si ritrova tutti i mesi utilizzando il testo diocesano pubblicato da In dialogo. «I componenti del mio gruppo hanno un’età media abbastanza bassa, intorno ai 45-50 anni – dice Alberto Melzi -, soprattutto coppie con figli adolescenti». «Quest’anno il tema è stato bello e seguito molto bene – dice il coordinatore -, ho già manifestato il mio apprezzamento a chi l’ha organizzato. Anche il libretto era ben calibrato sull’incontro e le domande in sintonia con l’intervento dell’Arcivescovo». E aggiunge: «È piaciuta anche la scelta dei brani paolini che si sarebbero letti a messa la domenica successiva. La gente era infatti più attenta alla lettura perché ne aveva già discusso qualche giorno prima». «Il dibattito è sempre animato», assicura Melzi, e anche martedì sera sulla catechesi intitolata “Tenendo fisso lo sguardo su Gesù” non sono mancati gli intereventi. «Ci siamo soffermati su tre aspetti seguendo bene il testo di san Paolo», dice il coordinatore. La prima sottolineatura riguardava il fatto di «essere in compagnia» e di «non essere soli» a evangelizzare, perché «intorno a noi abbiamo altri testimoni, persone che condividono la nostra stessa scelta e membri della comunità». Qualcuno ha pure ricordato «come genitore la responsabilità di impegnarsi nella testimonianza nei confronti dei figli, che devono accorgersi di avere intorno dei testimoni». Il secondo aspetto affrontato dal gruppo toccava il tema della “corsa” ricordata da san Paolo. «Anzitutto abbiamo detto che la corsa è la nostra vita – dice Melzi -, ma è una vita “breve”, che passa velocemente, per questo deve essere ricca e il più possibile vissuta intensamente: partecipata e gustata dal punto di vista evangelico». L’ultima riflessione dei partecipanti – erano ormai quasi le dieci di sera – è andata sull’importanza di «tenere lo sguardo fisso su Gesù, perché è Lui il nostro riferimento, è Lui la nostra salvezza». E continua il coordinatore: «L’Arcivescovo ha fatto un accenno molto bello sull’immagine del Cristo del Cerano (Giovan Battista Crespi, grande maestro del ’600 lombardo, ndr), che ha molto colpito. Nelle case c’è spesso un’icona con il volto di Gesù o un crocifisso e questo aiuta la famiglia ad avere lo sguardo fisso su di Lui e a richiamare l’importanza di aggrapparsi a Lui». Martedì scorso una decina di gruppi di ascolto della parrocchia Santi Marco e Gregorio di Cologno Monzese si sono incontrati nelle case per seguire l’ultima catechesi quaresimale dell’Arcivescovo. Dopo la missione cittadina del 1994 sono nati infatti diversi gruppi e da allora c’è chi si ritrova tutti i mesi utilizzando il testo diocesano pubblicato da In dialogo. «I componenti del mio gruppo hanno un’età media abbastanza bassa, intorno ai 45-50 anni – dice Alberto Melzi -, soprattutto coppie con figli adolescenti». «Quest’anno il tema è stato bello e seguito molto bene – dice il coordinatore -, ho già manifestato il mio apprezzamento a chi l’ha organizzato. Anche il libretto era ben calibrato sull’incontro e le domande in sintonia con l’intervento dell’Arcivescovo». E aggiunge: «È piaciuta anche la scelta dei brani paolini che si sarebbero letti a messa la domenica successiva. La gente era infatti più attenta alla lettura perché ne aveva già discusso qualche giorno prima». «Il dibattito è sempre animato», assicura Melzi, e anche martedì sera sulla catechesi intitolata “Tenendo fisso lo sguardo su Gesù” non sono mancati gli intereventi. «Ci siamo soffermati su tre aspetti seguendo bene il testo di san Paolo», dice il coordinatore. La prima sottolineatura riguardava il fatto di «essere in compagnia» e di «non essere soli» a evangelizzare, perché «intorno a noi abbiamo altri testimoni, persone che condividono la nostra stessa scelta e membri della comunità». Qualcuno ha pure ricordato «come genitore la responsabilità di impegnarsi nella testimonianza nei confronti dei figli, che devono accorgersi di avere intorno dei testimoni». Il secondo aspetto affrontato dal gruppo toccava il tema della “corsa” ricordata da san Paolo. «Anzitutto abbiamo detto che la corsa è la nostra vita – dice Melzi -, ma è una vita “breve”, che passa velocemente, per questo deve essere ricca e il più possibile vissuta intensamente: partecipata e gustata dal punto di vista evangelico». L’ultima riflessione dei partecipanti – erano ormai quasi le dieci di sera – è andata sull’importanza di «tenere lo sguardo fisso su Gesù, perché è Lui il nostro riferimento, è Lui la nostra salvezza». E continua il coordinatore: «L’Arcivescovo ha fatto un accenno molto bello sull’immagine del Cristo del Cerano (Giovan Battista Crespi, grande maestro del ’600 lombardo, ndr), che ha molto colpito. Nelle case c’è spesso un’icona con il volto di Gesù o un crocifisso e questo aiuta la famiglia ad avere lo sguardo fisso su di Lui e a richiamare l’importanza di aggrapparsi a Lui».

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