All'Assemblea conclusiva in Duomo il cardinale Tettamanzi ha annunciato alcune indicazioni per il prossimo anno pastorale

Pino NARDI
Redazione

Mercoledì scorso, all’Assemblea conclusiva del Sinodo del clero in Duomo, il cardinale Tettamanzi ha annunciato alcune indicazioni per il prossimo anno pastorale. Mercoledì scorso, all’Assemblea conclusiva del Sinodo del clero in Duomo, il cardinale Tettamanzi ha annunciato alcune indicazioni per il prossimo anno pastorale. Esercizi spirituali verso l’Anno sacerdotale «Ritengo sia da accogliere con grande gioia e con piena disponibilità la proposta del Santo Padre dell’Anno sacerdotale. Lo vorrei intendere in un duplice senso: in riferimento cioè al sacerdozio ministeriale e al sacerdozio comune dei fedeli». Per i presbiteri e i diaconi «propongo che a livello diocesano la Formazione permanente offra nel prossimo anno un’ampia possibilità di esercizi spirituali. A livello decanale penso sia utile prevedere un’iniziativa residenziale per tutti i presbiteri (e diaconi) di quel decanato, con lo scopo di arrivare a una riscrittura della carta di comunione, intesa come carta di missione». «Per i laici impegnati nelle parrocchie e nelle comunità pastorali, riprendendo iniziative già altre volte sperimentate, propongo una settimana di formazione pastorale di base da tenere a livello di zona per richiamare ai fondamenti dell’impegno pastorale laicale». Come avviare le future comunità Una maturazione più condivisa dei «cantieri aperti». Innanzitutto, le comunità pastorali: «La Commissione arcivescovile incaricata dovrà monitorare quelle già esistenti, verificando in particolare l’esistenza effettiva del progetto pastorale e della regola di vita. Ogni futura comunità pastorale potrà essere avviata solo se, sempre con l’aiuto della suddetta Commissione, sarà stata saggiamente e coralmente preparata, anzitutto con la diretta responsabilità del Vicario episcopale e insieme con un più forte coinvolgimento del presbiterio, degli operatori pastorali e delle comunità del decanato. Andranno inoltre precisate e sperimentate anche altre forme di pastorale di insieme, soprattutto a livello cittadino o di decanato, vedendo in ogni caso nelle comunità pastorali la realizzazione “principe” della pastorale di insieme, cui tutte le altre dovranno riferirsi». Sperimentazione battesimale e formazione permanente Ci sono anche gli altri cantieri aperti da proseguire. Come la riforma del Rito ambrosiano che deve concludersi con la revisione del messale, il completamento della Liturgia delle ore e la predisposizione del Rito dell’iniziazione cristiana. Quanto alla pastorale giovanile, «penso sia opportuno concludere l’iter delle diverse bozze, giungendo a un testo che abbia una certa definitività, da attuare e verificare nei prossimi anni». Da alcuni anni si stanno sperimentando nuove modalità per l’iniziazione cristiana. Già dallo scorso anno è stata acquisita la scelta della pastorale battesimale e post-battesimale. «La Commissione ha espresso, a partire dalla sperimentazione attuata, un chiaro orientamento favorevole a una proposta unitaria che in termini “catecumenali” abbracci l’intero cammino dell’inserimento nella comunità dal Battesimo all’età della preadolescenza». Per la formazione permanente «la proposta dell’Ismi per i giovani sacerdoti prosegua per altri 5 anni dopo i 4 anni di avvio nel ministero».

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