I contributi raccolti in larga parte sono già stati distribuiti. Va continuata la raccolta per poter aiutare più famiglie in difficoltà, in vista di un autunno che si annuncia molto "caldo"

Pino NARDI
Redazione

Fine luglio, tempo ormai di vacanze per quasi tutti. Eppure molti quest’anno non se lo potranno proprio permettere: sono le migliaia di lavoratori che hanno perso il lavoro. Anche se alcuni un po’ di sollievo lo hanno ricevuto con i versamenti del Fondo famiglia-lavoro istituito oltre sei mesi fa dalla diocesi di Milano, dopo l’intuizione e la proposta del cardinale Tettamanzi nella notte di Natale.
Al 30 giugno hanno fatto richiesta 2061 famiglie: la metà (1087) aveva le caratteristiche per poter accedere agli aiuti. E a settembre saranno decisi ulteriori stanziamenti. La raccolta comunque prosegue: al 23 luglio il totale delle entrate è stato di 4.986.410,48 euro, le offerte di privati sono 1960.
Un risultato notevole, che però va ulteriormente potenziato. Infatti, con le prossime decisioni del Consiglio di gestione sarà stato utilizzato quasi l’intero capitale. Perciò l’appello è quello di continuare a contribuire con versamenti, magari prima di partire per le vacanze o subito dopo per alimentare il Fondo e poter dare un aiuto concreto ad ancora più famiglie. Anche perché i segnali di un autunno molto “caldo” non mancano, con la crisi che si farà sentire maggiormente.
In questi sei mesi hanno chiesto aiuto in uguale misura italiani e stranieri, per la maggioranza maschi (73%), coniugati (66%), per oltre un terzo (36,5%) con età compresa tra i 41 e i 50 anni, per quasi i tre quarti (72%) con figli minori a carico. In maggioranza sono operai specializzati o generici (61,2%), disoccupati da meno di un anno (67,3%). Le problematiche lavorative riguardano: licenziamento (30%), fine del contratto di lavoro a termine (29%), cassa integrazione (13%).
Ma c’è qualche segno di speranza. Come il caso di un parroco che ha ritirato la domanda di una persona che ne aveva fatto richiesta, perché nel frattempo ha trovato un lavoro. Fine luglio, tempo ormai di vacanze per quasi tutti. Eppure molti quest’anno non se lo potranno proprio permettere: sono le migliaia di lavoratori che hanno perso il lavoro. Anche se alcuni un po’ di sollievo lo hanno ricevuto con i versamenti del Fondo famiglia-lavoro istituito oltre sei mesi fa dalla diocesi di Milano, dopo l’intuizione e la proposta del cardinale Tettamanzi nella notte di Natale.Al 30 giugno hanno fatto richiesta 2061 famiglie: la metà (1087) aveva le caratteristiche per poter accedere agli aiuti. E a settembre saranno decisi ulteriori stanziamenti. La raccolta comunque prosegue: al 23 luglio il totale delle entrate è stato di 4.986.410,48 euro, le offerte di privati sono 1960.Un risultato notevole, che però va ulteriormente potenziato. Infatti, con le prossime decisioni del Consiglio di gestione sarà stato utilizzato quasi l’intero capitale. Perciò l’appello è quello di continuare a contribuire con versamenti, magari prima di partire per le vacanze o subito dopo per alimentare il Fondo e poter dare un aiuto concreto ad ancora più famiglie. Anche perché i segnali di un autunno molto “caldo” non mancano, con la crisi che si farà sentire maggiormente.In questi sei mesi hanno chiesto aiuto in uguale misura italiani e stranieri, per la maggioranza maschi (73%), coniugati (66%), per oltre un terzo (36,5%) con età compresa tra i 41 e i 50 anni, per quasi i tre quarti (72%) con figli minori a carico. In maggioranza sono operai specializzati o generici (61,2%), disoccupati da meno di un anno (67,3%). Le problematiche lavorative riguardano: licenziamento (30%), fine del contratto di lavoro a termine (29%), cassa integrazione (13%).Ma c’è qualche segno di speranza. Come il caso di un parroco che ha ritirato la domanda di una persona che ne aveva fatto richiesta, perché nel frattempo ha trovato un lavoro.

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