Sul territorio già attivi 21 centri a cui presentare le domande. Le offerte pervenute ammontano a 3.411.910 euro

Carlo ROSSI
Redazione

Oltre mille persone hanno già preso contatto con la Segreteria del Fondo Famiglia-lavoro, istituito dal cardinale Dionigi Tettamanzi il 25 dicembre 2008, per avviare le pratiche per ottenere i contributi, destinati alle famiglie dove almeno uno dei componenti ha perso il lavoro a causa della crisi.
Per ottenere i benefici del Fondo occorre presentare una domanda alla Segreteria del Fondo (tel. 02.58.431212) e ai centri territoriali� che si stanno costituendo sul territorio. Al momento sono attivi 21 sportelli informativi sparsi in tutto il territorio della Diocesi. A breve l’obiettivo è di arrivare a 74, uno per decanato.
In questi centri il personale – debitamente formato – aiuterà il richiedente a compilare la documentazione necessaria e sarà aiutato ad accedere agli altri contributi e ammortizzatori sociali attivati dalle Istituzioni pubbliche. Tutti gli operatori lavorano a titolo gratuito e nelle scorse settimane hanno partecipato a uno specifico programma di formazione.
Nel frattempo cresce anche l’importo del Fondo famiglia-lavoro, che a oggi ha raggiunto la somma di 3.411.910 euro. Dopo il milione di euro stanziato dall’Arcivescovo a seguito dell’annuncio dato nella notte di Natale e il milione di euro stanziato dalla Fondazione Cariplo, ammonta a 1.411.910 euro l’importo raccolto dalla donazione di semplici cittadini, dalla parrocchie e dagli decanati, dagli ordini religiosi, da alcune imprese. Al momento le parrocchie che hanno già versato contributi sono 259, mentre le offerte giunte da privati sono 809. La previsione è che il Fondo si incrementi ulteriormente: tante iniziative locali sono in programma nei prossimi mesi.
Nei primi giorni di aprile il Comitato di gestione del Fondo provvederà ad assegnare i primi contributi ai richiedenti in regola con i requisiti. A consegnare gli assegni saranno – nella massima discrezione – i sacerdoti delle parrocchie nelle quali risiedono i beneficiari.
Nelle parrocchie intanto proseguono le iniziative di sensibilizzazione per raccogliere i contributi, gli appuntamenti di formazione per riflettere sulle cause della crisi, sugli stili di vita improntati alla sobrietà e sul dovere della solidarietà. Oltre mille persone hanno già preso contatto con la Segreteria del Fondo Famiglia-lavoro, istituito dal cardinale Dionigi Tettamanzi il 25 dicembre 2008, per avviare le pratiche per ottenere i contributi, destinati alle famiglie dove almeno uno dei componenti ha perso il lavoro a causa della crisi.Per ottenere i benefici del Fondo occorre presentare una domanda alla Segreteria del Fondo (tel. 02.58.431212) e ai centri territoriali� che si stanno costituendo sul territorio. Al momento sono attivi 21 sportelli informativi sparsi in tutto il territorio della Diocesi. A breve l’obiettivo è di arrivare a 74, uno per decanato.In questi centri il personale – debitamente formato – aiuterà il richiedente a compilare la documentazione necessaria e sarà aiutato ad accedere agli altri contributi e ammortizzatori sociali attivati dalle Istituzioni pubbliche. Tutti gli operatori lavorano a titolo gratuito e nelle scorse settimane hanno partecipato a uno specifico programma di formazione.Nel frattempo cresce anche l’importo del Fondo famiglia-lavoro, che a oggi ha raggiunto la somma di 3.411.910 euro. Dopo il milione di euro stanziato dall’Arcivescovo a seguito dell’annuncio dato nella notte di Natale e il milione di euro stanziato dalla Fondazione Cariplo, ammonta a 1.411.910 euro l’importo raccolto dalla donazione di semplici cittadini, dalla parrocchie e dagli decanati, dagli ordini religiosi, da alcune imprese. Al momento le parrocchie che hanno già versato contributi sono 259, mentre le offerte giunte da privati sono 809. La previsione è che il Fondo si incrementi ulteriormente: tante iniziative locali sono in programma nei prossimi mesi.Nei primi giorni di aprile il Comitato di gestione del Fondo provvederà ad assegnare i primi contributi ai richiedenti in regola con i requisiti. A consegnare gli assegni saranno – nella massima discrezione – i sacerdoti delle parrocchie nelle quali risiedono i beneficiari.Nelle parrocchie intanto proseguono le iniziative di sensibilizzazione per raccogliere i contributi, gli appuntamenti di formazione per riflettere sulle cause della crisi, sugli stili di vita improntati alla sobrietà e sul dovere della solidarietà.

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