La visita�del Papa�sancisce�il legame tra i due Pontefici: per il vescovo Monari «l'elezione di Ratzinger porta a compimento il sogno�di Paolo VI�di un annuncio del Vangelo a una società in continua trasformazione, con la fedeltà alla tradizione, ma anche con la capacità di confrontarsi con i temi e le sfide culturali di oggi»


Redazione

La Chiesa bresciana accoglie oggi Benedetto XVI. «Quello che ci aspettiamo dal Papa – dichiara il vescovo monsignor Luciano Monari, in un’intervista sul magazine allegato all’ultimo numero del settimanale diocesano La Voce del Popolo – è che compia anche a Brescia quella che è la sua missione, ossia l’annuncio del Vangelo. Il fatto di sentire questo annuncio dalla voce di Pietro ha per noi una forza e un significato particolare. Ma continua a essere il Vangelo la cosa più importante e il Papa viene a Brescia per servirlo».
Un percorso in tre tappe. Dopo l’arrivo, previsto per le 9.30 all’aeroporto di Ghedi, il Santo Padre andrà nella chiesa parrocchiale di Botticino a venerare le spoglie di Sant’Arcangelo Tadini, il parroco che lo stesso Pontefice ha indicato a tutta la Chiesa come intercessore e modello, dichiarandolo santo il 26 aprile scorso. Benedetto XVI si recherà quindi a Brescia, dove alle 10.30 presiederà la concelebrazione eucaristica in piazza Duomo, cui seguirà l’Angelus. Nel pomeriggio il trasferimento alle 16.45 a Concesio per la visita della casa che diede i natali a Papa Montini, l’incontro con alcuni familiari del Pontefice e l’inaugurazione della nuova sede dell’Istituto Paolo VI. Alle 19 la partenza da Ghedi.
La visita papale a Brescia si svolge nel solco della tradizione di Sant’Arcangelo Tadini e di Paolo VI. Quanto al primo, che molto fece per dare dignità al lavoro e ai lavoratori, il vescovo Monari rammenta che la Chiesa deve «custodire il senso vero del lavoro» richiamando costantemente «a un’economia rispettosa della dignità umana, a reale servizio dell’uomo», ma ricorda anche «la creatività sorprendente» del sacerdote, «che nasceva da una totale adesione a Cristo e alla Chiesa» e che fa del santo un modello particolarmente significativo nell’Anno sacerdotale voluto da Benedetto XVI.
Sul legame tra l’attuale Pontefice e Papa Montini, monsignor Monari nota che «l’elezione di Ratzinger al soglio pontificio porta in qualche modo a compimento il sogno di Paolo VI di un annuncio del Vangelo a una società in continua trasformazione, con la fedeltà alla tradizione, ma anche con la capacità di confrontarsi con i temi e le sfide culturali di oggi». Del resto «la Chiesa bresciana è fiera di poter vantare Papa Montini tra i suoi figli»; ne custodisce la memoria e «si impegna a divulgarla». «Spero – conclude il vescovo – che la presenza del Papa a Brescia possa aiutare» il cammino di beatificazione di Paolo VI e soprattutto la diffusione del suo «tesoro di spiritualità». La Chiesa bresciana accoglie oggi Benedetto XVI. «Quello che ci aspettiamo dal Papa – dichiara il vescovo monsignor Luciano Monari, in un’intervista sul magazine allegato all’ultimo numero del settimanale diocesano La Voce del Popolo – è che compia anche a Brescia quella che è la sua missione, ossia l’annuncio del Vangelo. Il fatto di sentire questo annuncio dalla voce di Pietro ha per noi una forza e un significato particolare. Ma continua a essere il Vangelo la cosa più importante e il Papa viene a Brescia per servirlo».Un percorso in tre tappe. Dopo l’arrivo, previsto per le 9.30 all’aeroporto di Ghedi, il Santo Padre andrà nella chiesa parrocchiale di Botticino a venerare le spoglie di Sant’Arcangelo Tadini, il parroco che lo stesso Pontefice ha indicato a tutta la Chiesa come intercessore e modello, dichiarandolo santo il 26 aprile scorso. Benedetto XVI si recherà quindi a Brescia, dove alle 10.30 presiederà la concelebrazione eucaristica in piazza Duomo, cui seguirà l’Angelus. Nel pomeriggio il trasferimento alle 16.45 a Concesio per la visita della casa che diede i natali a Papa Montini, l’incontro con alcuni familiari del Pontefice e l’inaugurazione della nuova sede dell’Istituto Paolo VI. Alle 19 la partenza da Ghedi.La visita papale a Brescia si svolge nel solco della tradizione di Sant’Arcangelo Tadini e di Paolo VI. Quanto al primo, che molto fece per dare dignità al lavoro e ai lavoratori, il vescovo Monari rammenta che la Chiesa deve «custodire il senso vero del lavoro» richiamando costantemente «a un’economia rispettosa della dignità umana, a reale servizio dell’uomo», ma ricorda anche «la creatività sorprendente» del sacerdote, «che nasceva da una totale adesione a Cristo e alla Chiesa» e che fa del santo un modello particolarmente significativo nell’Anno sacerdotale voluto da Benedetto XVI.Sul legame tra l’attuale Pontefice e Papa Montini, monsignor Monari nota che «l’elezione di Ratzinger al soglio pontificio porta in qualche modo a compimento il sogno di Paolo VI di un annuncio del Vangelo a una società in continua trasformazione, con la fedeltà alla tradizione, ma anche con la capacità di confrontarsi con i temi e le sfide culturali di oggi». Del resto «la Chiesa bresciana è fiera di poter vantare Papa Montini tra i suoi figli»; ne custodisce la memoria e «si impegna a divulgarla». «Spero – conclude il vescovo – che la presenza del Papa a Brescia possa aiutare» il cammino di beatificazione di Paolo VI e soprattutto la diffusione del suo «tesoro di spiritualità». Nuova sede per l’Istituto dedicato a Montini – A testimoniare l’intensità del rapporto tra i due Papi è la partecipazione di Benedetto XVI all’inaugurazione della nuova sede dell’Istituto dedicato a Montini, edificato a Concesio presso la casa natale di quest’ultimo, e che raccoglie il patrimonio dell’Istituto che finora si trovava a Brescia. «La piena vicinanza all’Istituto Paolo VI del card. Ratzinger prima e di Benedetto XVI poi, non è di oggi», afferma il presidente dell’organismo, Giuseppe Camadini, ricordando la partecipazione dell’allora Cardinale al primo dei Colloqui internazionali promossi dall’Istituto, quello che si svolse nel 1980 a Roma sulla prima enciclica di Paolo VI, Ecclesiam suam. Nell’occasione verrà consegnato il Premio internazionale dedicato al Papa bresciano. Il comitato scientifico e quello esecutivo dell’Istituto hanno assegnato all’unanimità questa edizione alla collana francesce Sources Chétiennes. Con questa scelta, destinata all’ambito educativo, la sesta edizione del prestigioso premio è un riconoscimento all’impegno profuso dalla storica collana nella riscoperta delle fonti cristiane antiche e medievali.

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