Per quanto riguarda il tempo di preparazione alla Pasqua, il nuovo Lezionario non si discosta molto dal precedente:�la scelta�delle letture risale�direttamente ai tempi di�Ambrogio

Stefania CECCHETTI
Redazione

Con la Quaresima si entra nella parte più originale e antica della tradizione liturgica ambrosiana, un nucleo che risale ai tempi di Ambrogio se non è addirittura precedente. Per questo il nuovo Lezionario, entrato in vigore lo scorso novembre, non si discosta molto da quello a cui eravamo abituati (quello “ad experimentum” del 1976) per quanto riguarda questo tempo liturgico.
Tanto per capirsi, sentiremo ancora il Vangelo della samaritana e del cieco nato. Le domeniche di Quaresima, infatti, dopo l’apertura con le tentazioni (Mt 4,1-11), presentano per tutti e tre gli anni le grandi pagine del Vangelo di Giovanni, tanto celebri che danno il nome alle domeniche: si parla di domenica della Samaritana (Gv 4,5-42), di Abramo (Gv 8,31-59), del Cieco (Gv 9,1-38b) e di Lazzaro (Gv 11,1-53).
Nel Lezionario del ’76 erano uniche, cioè uguali per tutti e tre gli anni, anche prima lettura ed epistola. Il nuovo Lezionario introduce invece un ciclo A, B e C per le prime due letture: «Si tratta – spiega don Claudio Magnoli, Segretario della Congregazione del Rito ambrosiano – di un arricchimento che aiuta a leggere il Vangelo sotto angolazioni diverse. In generale potremmo dire che si tratta sempre di letture che hanno una valenza “battesimale”: come alle origini la Quaresima era un tempo di preparazione dei catecumeni, così oggi è un tempo di rieducazione alla spiritualità battesimale per tutti i fedeli. Come a dire: ricorda cos’è stato tuo battesimo e vivilo».
L’ultima domenica, la domenica delle Palme, che introduce nella Settimana Santa, prevede due diverse celebrazioni, spiega ancora don Magnoli: «Una celebrazione con la processione e la benedizione degli ulivi, durante al quale viene proclamato il Vangelo dell’ingresso a Gerusaleme, e una celebrazione per le altre messe del giorno, già orientata alla settimana della Passione, che prevede il Vangelo dell’unzione di Betania. Naturalmente è possibile, per esigenze pastorali, valorizzare anche questa celebrazione con un ingresso solenne e la benedizione delle palme».
Il Lezionario propone anche un percorso ad hoc per i cinque sabati di Quaresima: secondo Ambrogio, infatti, il sabato ha un valore di festa perché la scrittura antica lo celebra, tanto è vero che non si può digiunare di sabato. «Ecco quindi – spiega don Magnoli – che nella messa del primo sabato di Quaresima le letture tendono a spiegare perché non si digiuna. Dal secondo, la scelta delle tre letture segue un percorso di ulteriore approfondimento battesimale, in un itinerario complementare a quello domenicale, ma più mistagogico-sacramentale, vale a dire più teso a comprendere alcuni gesti della liturgia del battesimo».
Per quanto riguarda le messe dei giorni feriali (dal lunedì al giovedì, perché nel rito ambrosiano il venerdì è a-liturgico), hanno sempre una struttura a tre letture, ma le prime due sono tratte entrambe dall’Antico Testamento, a ciclo biennale, mentre il Vangelo è a ciclo unificato. La prima lettura è sempre tratta dalla Genesi: «Sono le grandi pagine dei patriarchi – illustra don Magnoli -, racconti esemplari per la vita cristiana, che spiegano come vivere fedeltà a Dio. La seconda lettura, dal libro dei Proverbi, propone una serie di pagine che danno la possibilità di confrontarsi con la prospettiva morale e spirituale: chi è il giusto? Come vivere nella giustizia?». Il Vangelo invece presenta la lettura integrale del cosiddetto “Discorso della montagna” (Mt, capitoli 5, 6 e 7): «Sono pagine – spiega don Magnoli – da cui emerge che Gesù è il nuovo Mosé che dà una la nuova legge sul monte delle beatitudini. Una sorta di “Magna Charta” della vita nuova in Cristo». Infine, nella quinta settimana di Quaresima, mentre continua la lettura di genesi e Proverbi, per quanto riguarda i Vangeli sono proposte pagine che avvicinano al mistero del dolore e del tradimento: «Per esempio – conclude don Magnoli – il martedì c’è l’annuncio del tradimento di Giuda e il mercoledì l’annuncio della Passione e l’incomprensione discepoli». Con la Quaresima si entra nella parte più originale e antica della tradizione liturgica ambrosiana, un nucleo che risale ai tempi di Ambrogio se non è addirittura precedente. Per questo il nuovo Lezionario, entrato in vigore lo scorso novembre, non si discosta molto da quello a cui eravamo abituati (quello “ad experimentum” del 1976) per quanto riguarda questo tempo liturgico.Tanto per capirsi, sentiremo ancora il Vangelo della samaritana e del cieco nato. Le domeniche di Quaresima, infatti, dopo l’apertura con le tentazioni (Mt 4,1-11), presentano per tutti e tre gli anni le grandi pagine del Vangelo di Giovanni, tanto celebri che danno il nome alle domeniche: si parla di domenica della Samaritana (Gv 4,5-42), di Abramo (Gv 8,31-59), del Cieco (Gv 9,1-38b) e di Lazzaro (Gv 11,1-53).Nel Lezionario del ’76 erano uniche, cioè uguali per tutti e tre gli anni, anche prima lettura ed epistola. Il nuovo Lezionario introduce invece un ciclo A, B e C per le prime due letture: «Si tratta – spiega don Claudio Magnoli, Segretario della Congregazione del Rito ambrosiano – di un arricchimento che aiuta a leggere il Vangelo sotto angolazioni diverse. In generale potremmo dire che si tratta sempre di letture che hanno una valenza “battesimale”: come alle origini la Quaresima era un tempo di preparazione dei catecumeni, così oggi è un tempo di rieducazione alla spiritualità battesimale per tutti i fedeli. Come a dire: ricorda cos’è stato tuo battesimo e vivilo».L’ultima domenica, la domenica delle Palme, che introduce nella Settimana Santa, prevede due diverse celebrazioni, spiega ancora don Magnoli: «Una celebrazione con la processione e la benedizione degli ulivi, durante al quale viene proclamato il Vangelo dell’ingresso a Gerusaleme, e una celebrazione per le altre messe del giorno, già orientata alla settimana della Passione, che prevede il Vangelo dell’unzione di Betania. Naturalmente è possibile, per esigenze pastorali, valorizzare anche questa celebrazione con un ingresso solenne e la benedizione delle palme».Il Lezionario propone anche un percorso ad hoc per i cinque sabati di Quaresima: secondo Ambrogio, infatti, il sabato ha un valore di festa perché la scrittura antica lo celebra, tanto è vero che non si può digiunare di sabato. «Ecco quindi – spiega don Magnoli – che nella messa del primo sabato di Quaresima le letture tendono a spiegare perché non si digiuna. Dal secondo, la scelta delle tre letture segue un percorso di ulteriore approfondimento battesimale, in un itinerario complementare a quello domenicale, ma più mistagogico-sacramentale, vale a dire più teso a comprendere alcuni gesti della liturgia del battesimo».Per quanto riguarda le messe dei giorni feriali (dal lunedì al giovedì, perché nel rito ambrosiano il venerdì è a-liturgico), hanno sempre una struttura a tre letture, ma le prime due sono tratte entrambe dall’Antico Testamento, a ciclo biennale, mentre il Vangelo è a ciclo unificato. La prima lettura è sempre tratta dalla Genesi: «Sono le grandi pagine dei patriarchi – illustra don Magnoli -, racconti esemplari per la vita cristiana, che spiegano come vivere fedeltà a Dio. La seconda lettura, dal libro dei Proverbi, propone una serie di pagine che danno la possibilità di confrontarsi con la prospettiva morale e spirituale: chi è il giusto? Come vivere nella giustizia?». Il Vangelo invece presenta la lettura integrale del cosiddetto “Discorso della montagna” (Mt, capitoli 5, 6 e 7): «Sono pagine – spiega don Magnoli – da cui emerge che Gesù è il nuovo Mosé che dà una la nuova legge sul monte delle beatitudini. Una sorta di “Magna Charta” della vita nuova in Cristo». Infine, nella quinta settimana di Quaresima, mentre continua la lettura di genesi e Proverbi, per quanto riguarda i Vangeli sono proposte pagine che avvicinano al mistero del dolore e del tradimento: «Per esempio – conclude don Magnoli – il martedì c’è l’annuncio del tradimento di Giuda e il mercoledì l’annuncio della Passione e l’incomprensione discepoli». – I venerdì aliturgici – Le ceneri – Nella liturgia romana il Rito delle ceneri si celebra il mercoledì precedente la prima domenica di Quaresima. Il fatto di avere un giorno particolare dedicato, durante il quale i fedeli sono invitati a recarsi apposta in chiesa, ha contribuito a dare forza a questo gesto penitenziale.Nel Rito ambrosiano, invece, il mercoledì delle ceneri cade ancora nella settimana di Carnevale, si usa quindi celebrarlo nella prima domenica. Ma di per sé la domenica non è un giorno di penitenza, nemmeno in Quaresima. Per questo la Guida liturgica suggerisce di dedicare alle ceneri un momento ad hoc durante la messa feriale del lunedì. Anche se per esigenze pastorali può essere opportuno continuare a celebrare l’imposizione delle ceneri di domenica. Il cardinal Dionigi Tettamanzi condurrà il Rito delle ceneri in Duomo durante l’Eucarestia serale di domenica 4 marzo.

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