La preghiera di bambini, giovani e adulti davanti alla Grotta della parrocchia di S. Maria di Lourdes -

Luisa BOVE
Redazione

Nel mese di maggio la parrocchia milanese di S. Maria di Lourdes promuove iniziative per grandi e piccoli. I bambini delle elementari, prima della catechesi, si ritrovano per una preghiera nella storica Grotta adiacente alla chiesa, sorta prima ancora della basilica. I ragazzi delle medie, invece, dopo il loro incontro settimanale e la cena, si raccolgono per una preghiera mariana più prolungata. I giovani hanno la possibilità di partecipare alla recita del Rosario che si svolge ogni sera con gli adulti sempre davanti alla Grotta, «punto di riferimento che raggiunge il suo culmine nella festa dell’11 febbraio, quando c’è una grande mobilitazione della città, con gruppi che vengono anche da fuori», spiega don Emilio Scarpellini.

Quali aspetti della spiritualità mariana trasmettete ai ragazzi?
Abbiamo due possibilità: la prima legata alla figura di Maria, la seconda alle apparizioni di Lourdes. Dal punto di vista biblico, educhiamo i ragazzi (e gli adulti) a comprendere la realizzazione del progetto di Dio avvenuto nell’incarnazione di Gesù. Maria suggerisce a ciascuno l’amore profondo, la gratuità di Dio a favore dell’umanità con l’incarnazione di Cristo come elemento di salvezza nei confronti dell’umanità. Domenica scorsa, con i ragazzi di terza elementare siamo andati alla Sinagoga di via Guastalla per comprendere come la fedeltà di Dio attraverso un popolo diventa fedeltà di Dio all’umanità, la stessa fedeltà di Maria.

Cos’altro insegna la Madre di Gesù?
Ci invita a guardare alla disponibilità dell’uomo nell’accogliere il progetto di Dio, la dedizione, l’umiltà, la fiducia, la fede, la preghiera, la speranza… Questi sono soli alcuni elementi, ma ce ne sono molti altri.

E rispetto all’esperienza di Lourdes?
Ricorrono tanti temi: la speranza legata alla sofferenza, il dolore non fine a se stesso, ma sorgente di incontro con il Signore, l’attesa del Regno di Dio. La parrocchia promuove quasi ogni anno pellegrinaggi che coinvolgono soprattutto gli adulti, ma che hanno una ricaduta anche sui ragazzi e sui giovani. La figura di Maria e l’esperienza di Lourdes consolidano il binomio Dio-umanità.

E il “sì” definitivo di Maria che cosa insegna ai giovani che dovranno compiere una scelta definitiva nella loro vita?
Il tema vocazionale è quello che la Chiesa e ogni parrocchia, in particolare l’oratorio, devono con coraggio e bellezza offrire ai giovani. Per noi questo è un tempo di grazia perché il 13 giugno sarà ordinato sacerdote don Luca Fossati, che è un nostro giovane, mentre Paolo Campanari, che ha collaborato a lungo in oratorio, farà la vestizione l’8 settembre, festa della Natività di Maria. Il tema vocazionale non solo è trattato come accoglienza del progetto di Dio, ma è anche visibilmente comprensibile nell’esperienza di questi giovani che stanno giocando la loro vita per realizzare la vocazione alla quale il Signore li ha chiamati.

A S. Maria di Lourdes non c’è devozionismo…
Questo mi ha colpito molto. Pensavo che si facesse fatica a distinguere tra una fede adulta e una emozionale, devozionale o addirittura superstiziosa. Invece devo dire che la sintesi della spiritualità mariana in questa parrocchia-santuario è una fede vera, semplice, biblica, una fede adulta, che si interroga, ricerca. È una fede che ricorda quella di Maria. Questo è motivo anche per me di meditazione, di riflessione e che fa bene al cuore. Nel mese di maggio la parrocchia milanese di S. Maria di Lourdes promuove iniziative per grandi e piccoli. I bambini delle elementari, prima della catechesi, si ritrovano per una preghiera nella storica Grotta adiacente alla chiesa, sorta prima ancora della basilica. I ragazzi delle medie, invece, dopo il loro incontro settimanale e la cena, si raccolgono per una preghiera mariana più prolungata. I giovani hanno la possibilità di partecipare alla recita del Rosario che si svolge ogni sera con gli adulti sempre davanti alla Grotta, «punto di riferimento che raggiunge il suo culmine nella festa dell’11 febbraio, quando c’è una grande mobilitazione della città, con gruppi che vengono anche da fuori», spiega don Emilio Scarpellini.Quali aspetti della spiritualità mariana trasmettete ai ragazzi?Abbiamo due possibilità: la prima legata alla figura di Maria, la seconda alle apparizioni di Lourdes. Dal punto di vista biblico, educhiamo i ragazzi (e gli adulti) a comprendere la realizzazione del progetto di Dio avvenuto nell’incarnazione di Gesù. Maria suggerisce a ciascuno l’amore profondo, la gratuità di Dio a favore dell’umanità con l’incarnazione di Cristo come elemento di salvezza nei confronti dell’umanità. Domenica scorsa, con i ragazzi di terza elementare siamo andati alla Sinagoga di via Guastalla per comprendere come la fedeltà di Dio attraverso un popolo diventa fedeltà di Dio all’umanità, la stessa fedeltà di Maria.Cos’altro insegna la Madre di Gesù?Ci invita a guardare alla disponibilità dell’uomo nell’accogliere il progetto di Dio, la dedizione, l’umiltà, la fiducia, la fede, la preghiera, la speranza… Questi sono soli alcuni elementi, ma ce ne sono molti altri.E rispetto all’esperienza di Lourdes?Ricorrono tanti temi: la speranza legata alla sofferenza, il dolore non fine a se stesso, ma sorgente di incontro con il Signore, l’attesa del Regno di Dio. La parrocchia promuove quasi ogni anno pellegrinaggi che coinvolgono soprattutto gli adulti, ma che hanno una ricaduta anche sui ragazzi e sui giovani. La figura di Maria e l’esperienza di Lourdes consolidano il binomio Dio-umanità.E il “sì” definitivo di Maria che cosa insegna ai giovani che dovranno compiere una scelta definitiva nella loro vita?Il tema vocazionale è quello che la Chiesa e ogni parrocchia, in particolare l’oratorio, devono con coraggio e bellezza offrire ai giovani. Per noi questo è un tempo di grazia perché il 13 giugno sarà ordinato sacerdote don Luca Fossati, che è un nostro giovane, mentre Paolo Campanari, che ha collaborato a lungo in oratorio, farà la vestizione l’8 settembre, festa della Natività di Maria. Il tema vocazionale non solo è trattato come accoglienza del progetto di Dio, ma è anche visibilmente comprensibile nell’esperienza di questi giovani che stanno giocando la loro vita per realizzare la vocazione alla quale il Signore li ha chiamati.A S. Maria di Lourdes non c’è devozionismo…Questo mi ha colpito molto. Pensavo che si facesse fatica a distinguere tra una fede adulta e una emozionale, devozionale o addirittura superstiziosa. Invece devo dire che la sintesi della spiritualità mariana in questa parrocchia-santuario è una fede vera, semplice, biblica, una fede adulta, che si interroga, ricerca. È una fede che ricorda quella di Maria. Questo è motivo anche per me di meditazione, di riflessione e che fa bene al cuore.

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