Sabato 25 l'incontro promosso dalla Consulta regionale ecclesiale per la scuola. Verrà presentato il progetto "Il punto accessibile", esperienza di alleanza tra soggetti impegnati nell'educazione nel terriotrio di Cinisello Balsamo


Redazione

17/10/2008

di Luisa BOVE

Sarà dedicata al “patto educativo” la giornata di studio del 25 ottobre in corso Venezia 11 a Milano promossa dalla Consulta regionale ecclesiale per la scuola della Lombardia. I lavori inizieranno alle 9 con il saluto di mons. Luigi Stucchi, Vescovo delegato della Cel per la scuola, e punteranno sul valore della corresponsabilità tra “scuola e famiglia”: ne parlerà Anna Maria Dominici, direttore dell’Ufficio generale scolastico regionale. È lei che ha inaugurato in Lombardia l’osservatorio regionale sul bullismo voluto dal ministro Fioroni. Don Michele Di Tolve, direttore del Servizio Irc e responsabile della Pastorale scolastica della diocesi di Milano, affronterà il tema di un’alleanza educativa ancora più allargata, capace cioè di coinvolge addirittura quattro soggetti: famiglia, scuola, parrocchia e territorio.

Ma questa non è pura teoria, perché già ad aprile è stato presentato pubblicamente a Cinisello Balsamo il progetto “Il punto accessibile”. Il tavolo di lavoro, che vede riuniti rappresentanti di due scuole statali (la Frank e la cattolica Istituto Mazzarello), della parrocchia S. Pietro Martire, del Centro di aggregazione giovanile Icaro e del Circolo centro civico, si riunisce ogni 15 giorni e, se necessario, anche con sedute straordinarie. Questa iniziativa, ormai avviata, sarà presentata anche a Milano durante la giornata di studio come modello possibile da realizzare anche altrove. «L’idea di creare un coordinamento delle diverse realtà presenti nel quartiere Crocetta di Cinisello – spiega don Di Tolve – è nata nel giugno 2007, dopo la visita pastorale dell’Arcivescovo, dalla dirigente Granito e dall’insegnante di religione Paolo Bruni che hanno coinvolto altri professori della scuola media statale del territorio».

Non si tratta di un semplice «tavolo organizzativo», chiarisce il responsabile diocesano, «ma di una vera e propria équipe educativa, che spazia dalla discussione dei casi più problematici alla progettazione di interventi mirati e condivisi». Il nome (“Punto accessibile”) scelto per questo progetto è suggestivo e prende spunto da un grande educatore, san Giovanni Bosco, il quale affermava che «in ogni ragazzo, anche nel più difficile, c’è un punto accessibile al bene». I promotori ci credono e oggi lavorano condividendo il motto: «Insieme si vince, per il bene dei ragazzi».

La nascita di questo progetto, riconosciuto anche dall’amministrazione comunale, continua Di Tolve, «ha svegliato la coscienza di altre realtà presenti sul territorio». Oggi infatti tra i sostenitori ci sono anche il coordinamento della comunità del nord Africa, la Chiesa Copta, gruppi di genitori e altri ancora.

«Questo progetto, insieme ad altri, è uno dei frutti dell’azione pastorale del nostro Arcivescovo che insiste sull’alleanza educativa – dice Di Tolve – e che il Servizio per l’insegnamento della religione cattolica sta realizzando fin dall’anno scorso». Ora la scommessa è che sul territorio della diocesi nascano altre iniziative simili dove soggetti diversi siano disposti a lavorare “in rete” per il bene dei ragazzi.

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