Guardando un servizio al telegiornale sulla Gmg di Colonia è rimasta stupita nel vedere la gioia dei ragazzi e ha confidato alle amiche il desiderio di voler partecipare al raduno mondiale di Sydney


Redazione

16/05/2008

di Teresa
Parrocchia S. Ildefonso – Milano

Ciao! Sono una ragazza di 16 anni e questa estate, insieme ad altri dieci adolescenti del mio oratorio, parteciperò alla Giornata Mondiale della Gioventù. Devo ammettere che la scelta di intraprendere questa avventura non è stata improvvisa, bensì è stata meditata molto profondamente.

Conobbi la GMG nell’estate del 2005, vedendo un servizio al telegiornale sull’arrivo del Papa a Colonia. Ne sentivo parlare per la prima volta e rimasi un po’ stupita dalle immagini che vidi in televisione: migliaia di giovani di paesi diversi, inni di gioia, canti di festa, bandiere colorate e ragazzi che pregavano. Era davvero possibile provare una così grande allegria? Davvero Dio donava questa gioia?

Fino ad allora i miei momenti di vita cristiana si erano sempre limitati all’ambito della parrocchia e l’idea che migliaia di giovani, di nazioni e culture diverse, si trovassero da ogni parte del mondo per vivere insieme la fede mi sconcertava. Mi sconcertava e mi incuriosiva. Cominciai a pensare di poter partecipare alla successiva GMG e confidai il mio sogno (sì, era proprio un sogno) di andare a Sidney nel 2008 ad alcune mie amiche. Trovai in loro uno stesso desiderio di provare nuove esperienze e di conoscere nuove persone.

Tuttavia, come ho detto, per ragazze di quattordici anni, il viaggio a Sidney era più che altro un sogno: Sidney è dall’altra parte del globo terrestre; l’impresa era decisamente impossibile. Ma siamo state fortunate. Il nostro don capì che sentivamo l’esigenza di nuove esperienze e ci propose una prova di “GMG in piccolo”, ossia di trascorrere qualche giorno nella comunità ecumenica di Taizè, in Francia. Accettammo con gioia quella che fu per me un’esperienza indimenticabile. Tanto per farvi capire quanto sono rimasta affezionata a quel piccolo paesino della Borgogna, sappiate che questo inverno sono andata là per la seconda volta.

La preghiera comune, gli incontri biblici con ragazzi stranieri, i canti, i giochi, i silenzi: questo è ciò che trovo a Taizè. In quel luogo ho scoperto la bellezza del silenzio. Infatti, il silenzio è un po’ come una calamita che attira a sé tutti i pensieri, i dubbi irrisolti, che durante la vita quotidiana tendiamo ad allontanare. Inoltre ho scoperto questo: che avere dei dubbi sulla propria fede e sul proprio rapporto con Dio è non solo normale, ma in una qualche maniera giusto.

Porto sempre nel cuore ciò che mi disse il mio don: “Se avete dei dubbi, vuol dire che siete sulla strada giusta! Noi siamo come persone che camminano nel buio: possiamo andare diritti per il nostro sentiero senza problemi; oppure possiamo cambiare strada e inciampare in degli ostacoli, in sassi, alberi o case: solo andandoci addosso si può scoprire il mondo reale. La fede è un po’ così: solo ponendosi delle domande, degli interrogativi, solo mettendosi in gioco si può arrivare a conoscere la Verità, a conoscere Dio”.

Ecco perché andrò a Sidney: perché voglio conoscere la Verità, incontrare il Signore! E sono convinta che la Giornata Mondiale della Gioventù sia un’ottima occasione per poter compiere questa ricerca insieme ai nostri amici, insieme ai giovani di tutto il mondo! Ragazzi, giovani, adolescenti, teenagers…ci rivedremo a Sidney!

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