Dall'8 al 12 luglio l'Atelier dell'intercultura, corso per insegnanti, mediatori e animatori. Dal 28 al 31 luglio "Africa, dove vai?"


Redazione

08/07/2008

Una serie di eventi che parlano dell’amore per gli altri, per chi non è come noi perché proviene da altri Paesi, altri mondi, altre culture. Il Coe (Centro Orientamento Educativo) con sede principale a Barzio (Lc), ma con presenze in tutta Italia e anche all’estero, èuna vera e propria fucina di idee e progetti per avvicinare gli italiani agli stranieri. E viceversa, naturalmente.

«D’altronde – spiega la presidente Rosella Scandella, valsassinese, 61 anni, volontaria da 46 e da 4 massimo dirigente, dopo 15 passati in Cameroun -, il Coe lo si scopre in conseguenza delle attività svolte nelle scuole, oppure in manifestazioni come quelle che stiamo organizzando quest’estate. Ma soprattutto al Coe si avvicinano persone interessate alla cooperazione internazionale. Si deve essere animati da un’attenzione interculturale che è il nostro specifico. Il desiderio di conoscere altre culture è sicuramente la “molla” che fa muovere ogni nostro volontario».

«Se non ci si conosce tra popoli – continua – non ci si potrà mai amare, integrare, star bene insieme. Per questo in Italia facciamo informazione e scambio culturale, ma all’estero andiamo come infermieri, medici e artigiani. I nostri progetti sono plurisettoriali, riguardano la cultura, lo sport e l’agricoltura. La nostra preoccupazione è dare attenzione allo sviluppo integrale della persona, non solo alla sua sopravvivenza».

Ecco perché i programmi Coe sono sempre molto vari e “stimolanti”. Domenica scorsa, nella parrocchiale di Barzio, una celebrazione eucaristica è stata officiata da monsignor Giuseppe Longhi in ricordo del fondatore don Francesco Pedretti nel nono anniversario della sua scomparsa.

Ma don Francesco sarebbe molto felice di poter partecipare a tutte le iniziative che il Coe ha organizzato per le prossime settimane. «Cominciamo dall’8 al 12 luglio – spiega Scandella – con l’Atelier dell’intercultura, ovvero un corso di aggiornamento per insegnanti, mediatori culturali e animatori interculturali. Il clou delle manifestazioni estive, però, sarà il seminario “Africa, dove vai?”, dal 28 al 31 luglio, con la partecipazione di importanti personalità della cultura e della politica italiana e straniera».

Dal professor Kipoy Pongo (Congo), preside alla facoltà di Antropologia filosofica all’Università Urbaniana di Roma, a padre Giulio Albanese, missionario comboniano, giornalista e direttore di Popoli e Missioni, passando per Kossi Komla-Ebri (Togo), medico, mediatore culturale e scrittore. Ma parteciperanno anche Jean Léonard Touadi (Congo), scrittore e neoeletto deputato al Parlamento italiano, e Mario Colletto, formatore dei volontari del Coe.

Si parlerà naturalmente di globalizzazione e migrazioni, ma anche di medicina e salute, di religione e spiritualità africane, di cinema “nero” e volontariato internazionale. In mezzo a tutto ciò, ogni martedì, al Coe si potrà assistere alla proiezione di un film africano: martedì 15 in programma la pellicola senegalese (2007) En attendant les hommes di Katy Lane Ndiaye. (m.v.)

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