A soli tre anni dalla morte della testimone delle apparizioni di Fatima, il Papa ha concesso (in anticipo) l'apertura della fase diocesana del processo, come è già avvenuto per madre Teresa di Calcutta e Giovanni Paolo II


Redazione

15/02/2008

di Rita SALERNO

A soli tre anni dalla morte, papa Benedetto XVI ha concesso l’autorizzazione per l’avvio della fase diocesana della causa di beatificazione di suor Lucia dos Santos, in deroga al quinquennio disposto dalla norma canonica. A darne notizia è un comunicato della sala stampa vaticana che riferisce della messa celebrata nella cattedrale di Coimbra in Portogallo dal prefetto della congregazione delle cause dei santi, cardinale Josè Saraiva Martins, nel terzo anniversario della religiosa carmelitana.

È stato lo stesso porporato a dare l’annuncio, a conclusione del rito, ai presenti. Il Papa, come già accaduto in passato per madre Teresa di Calcutta e Giovanni Paolo II, ha disposto una deroga ai cinque anni per l’inizio della causa di beatificazione di suor Lucia, accogliendo l’istanza presentata dal vescovo di Coimbra, monsignor Albino Mamede Cleto e condivisa da numerosi vescovi e fedeli di ogni parte del mondo.

Si tratta, infatti, della stessa disposizione voluta da Giovanni Paolo II per il processo di beatificazione di madre Teresa di Calcutta e che lo stesso Benedetto XVI ha approvato per avviare rapidamente la causa di Karol Wojtyla. La notizia è stata accolta con gioia in Portogallo. A testimoniarlo ai microfoni di Radio Vaticana il vescovo di Leiria-Fatima, monsignor Antonio Augusto dos Santo Marto.

Parlando anche a nome del santuario mariano e dei pellegrini ha dichiarato che: “E’ il riconoscimento del significato della Santità di un testimone delle apparizioni e del messaggio di Fatima, che ha vissuto in prima persona quella Santità a cui richiama lo stesso messaggio di Fatima. E’ stata veramente una gioia proprio perché risalta anche l’importanza del messaggio di Fatima”. E a proposito delle virtù che hanno contraddistinto la religiosa, ha aggiunto: “Suor Lucia è stata testimone e memoria viva del messaggio di Fatima lungo quasi un secolo, perché è morta a 97 anni di età. La sua virtù principale è che lei stessa ha cercato di vivere il messaggio nella sua semplicità”.

Per il presule, dunque, la religiosa carmelitana, “è stata una innamorata della bellezza di Dio, come si legge nelle sue memorie e anche nell’esempio di vita. L’ha vissuta con la semplicità e allo stesso tempo con la gioia dell’innamoramento di Dio, ed in questo è stata contagiosa perché il popolo l’ha sentito e per questo accorreva a vederla e a sentirla, anche, quando era possibile. Questo si è visto quando sono stati celebrati i funerali a Coimbra: c’è stata una moltitudine di fedeli che l’ha accompagnata. Questa santità così semplice, popolare in quanto accessibile a tutti, che lei ha testimoniato, e anche le meditazioni che ci ha lasciato nei libri che ha scritto, fanno vedere la trasparenza della sua anima, del suo cuore che ha cercato di comunicare ai fedeli”.

Suor Lucia dos Santos, l’ultima dei tre pastorelli di Fatima, aveva solo 10 anni quando vide per la prima volta, il 13 maggio 1917, l’apparizione della Madonna alla Cova da Iria, assieme ai cugini Francisco e Jacinta Marto, entrambi proclamati beati il 13 maggio del 2000, da Giovanni Paolo II, a Fatima. Il 13 ottobre del 1930, l’allora vescovo di Leira, monsignor Josè Alves Correira da Silva, in una lettera pastorale, dichiarò degne di fede le apparizioni di Fatima e ne riconobbe il culto pubblico. Da allora, il santuario è diventato un centro di grande devozione e di fama internazionale. La religiosa si spense nel monastero di Santa Teresa di Coimbra il 13 febbraio 2005, all’età di novantasette anni.

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