Due uomini sono entrati sparando nella redazione del settimanale satirico (noto per alcune vignette contro l’Islam) e hanno ucciso almeno 12 persone, tra cui il direttore

Stephan Charbonnier

Sono ricercati in tutta la Francia i due uomini armati di kalashnikov che questa mattina a Parigi hanno fatto irruzione nella sede del settimanale satirico Charlie Hebdo, sparando indiscriminatamente contro i presenti nella redazione, uccidendo almeno 12 persone – tra cui 4 dei vignettisti del giornale: il direttore Stephan Charbonnier (in arte Charb), Jean Cabut (Cabu), Tignous e Georges Wolinski – e ferendone una decina, di cui la metà gravemente. Gli attentatori erano incappucciati e vestiti di nero e, secondo quanto si è potuto ascoltare da alcuni audio e video pubblicati in rete, parlavano perfettamente il francese e hanno sparato gridando «Allah u akbar» (Dio è grande). Una volta usciti dalla sede, i due uomini hanno ucciso due poliziotti e sono fuggiti con un auto in seguito ritrovata a nord della capitale francese.

Charlie Hebdoè stato fondato nel 1969: notissimo in Francia per la sua irriverenza e la ruvidezza del linguaggio, era noto in tutto il mondo dopo la scelta (nel 2006) di pubblicare le caricature del profeta Maometto diffuse per prima volta dal quotidiano danese Jyllands-Posten. Il giornale era stato più volte vittima di minacce e di attentati: il più grave fino a oggi si era verificato nel 2011, quando la sede era stata distrutta da un incendio doloso. Nello stesso anno era stato preso di mira il sito web del giornale, sulla cui home page erano apparsi una foto della Mecca e alcuni versi del Corano. L’ultima vignetta firmata “Charb” in questi giorni era stata tristemente profetica: «Ancora nessun attentato in Francia», si legge sotto il disegno, mentre un talebano armato risponde: «Aspettate. Abbiamo tempo fino a fine gennaio per farci gli auguri».

La condanna del Papa

«Il Santo Padre esprime la più ferma condanna per l’orribile attentato che ha funestato questa mattina la città di Parigi con un alto numero di vittime, seminando la morte, gettando nella costernazione l’intera società francese, turbando profondamente tutte le persone amanti della pace, ben oltre i confini della Francia». È quanto si legge in una nota diffusa dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi. «Papa Francesco partecipa nella preghiera alla sofferenza dei feriti e delle famiglie dei defunti ed esorta tutti ad opporsi con ogni mezzo al diffondersi dell’odio e di ogni forma di violenza, fisica e morale, che distrugge la vita umana, viola la dignità delle persone, mina radicalmente il bene fondamentale della convivenza pacifica fra le persone e i popoli, nonostante le differenze di nazionalità, di religione e di cultura». «Qualunque possa esserne la motivazione – prosegue la nota della Sala Stampa -, la violenza omicida è abominevole, non è mai giustificabile, la vita e la dignità di tutti vanno garantite e tutelate con decisione, ogni istigazione all’odio va rifiutata, il rispetto dell’altro va coltivato. Il Papa esprime la sua vicinanza, la sua solidarietà spirituale e il suo sostegno per tutti coloro che, secondo le loro diverse responsabilità, continuano ad impegnarsi con costanza per la pace, la giustizia e il diritto, per guarire in profondità le sorgenti e le cause dell’odio, in questo momento doloroso e drammatico, in Francia e in ogni parte del mondo segnata da tensioni e violenze».

In una precedente nota la Santa Sede aveva espresso «esecrazione» per l’attentato, parlando di «un atto che merita una doppia condanna, sia perché lede la libertà religiosa, sia perché è un atto che minaccia e offende la libertà di stampa».

I vescovi francesi: «Emozione e orrore»

I vescovi francesi hanno espresso «profonda emozione e orrore» di fronte all’attentato. Scrive in una nota monsignor Olivier Ribadeau Dumas, segretario generale e portavoce della Conferenza episcopale francese: «La Chiesa di Francia si rivolge innanzitutto alle famiglie e agli amici delle vittime che si trovano di fronte all’orrore e all’incomprensibile ed esprime anche alla redazione e all’equipe di Charlie Hebdo la sua profonda tristezza. Un tale orrore è evidentemente inqualificabile. Nulla può giustificare una tale violenza. Essa tocca inoltre la libertà di espressione, elemento fondamentale della nostra società». La società francese – fa notare il segretario generale dei vescovi francesi – è «costituita da diversità di ogni sorta e deve lavorare continuamente alla costruzione della pace e della fraternità. La barbarie così espressa da questo assassinio ci ferisce tutti. In questa situazione in cui ci può invadere la collera, dobbiamo invece più che mai raddoppiare la misura della nostra fraternità sebbene sia fragile e consolidare sempre di più la pace».

Le reazioni dei musulmani francesi

L’attentato ha ovviamente suscitato emozione e reazioni in tutto il mondo. Il presidente francese François Hollande si è recato sul posto, definendo l’azione come indubbiamente terroristica e rivelando che nelle scorse settimane sono stati sventati in Francia diversi altri attentati. Reazioni di cordoglio e sdegno stanno arrivando da molti governi e organizzazioni. Tra queste, come riporta il quotidiano La Croix, una delle più immediate è stata quella del Consiglio francese del culto musulmano (Cfcm), che ha immediatamente condannato «con la più grande determinazione» questo atto «barbaro contro la democrazia e la libertà di stampa». Dal canto suo l’Unione delle organizzazioni islamiche di Francia (Uoif), vicina ai Fratelli musulmani, ha condannato «nella maniera più ferma questo attacco criminale e questi orribili omicidi». Condanna anche da parte della Ligue Arabe e dall’università Al-Azhar.

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