Altri 280 profughi arrivati in Stazione Centrale nel fine settimana, con alcune delicate situazioni sanitarie. Sui primi interventi di assistenza effettuati, la testimonianza di Annamaria Lodi, della cooperativa Farsi Prossimo

siriani Stazione Centrale

Un fine settimana davvero difficile, quello appena trascorso, per la situazione dei profughi siriani a Milano. Tra venerdì e sabato sono giunte alla Stazione Centrale altre 280 persone, provenienti dal Paese mediorientale attraverso l’Egitto. Si tratta in gran parte di famiglie.

Il punto della situazione nelle parole di Annamaria Lodi, presidente della cooperativa Farsi Prossimo che gestisce la casa di Monlué, dove sono stati ospitati molti profughi siriani arrivati a Milano negli ultimi mesi: «Tra le persone arrivate c’erano diverse emergenze sanitarie: molti bambini piccoli con la febbre alta, per esempio. Oppure una mamma diabetica che ha rischiato il coma glicemico. Per fortuna sabato il Comune e la Protezione civile sono riusciti ad allestire un presidio medico in Stazione per approntare le prime cure».

Insieme alle istituzioni naturalmente si sono mobilitate tutte le realtà del terzo settore da mesi impegnate su questo fronte: oltre a Farsi Prossimo, la Caritas Ambrosiana, la Casa della Carità, la Fondazione Arca, l’Opera Fratelli di San Francesco… Come spiega ancora Annamaria Lodi, con la voce provata dalla stanchezza e dalla commozione per quella che definisce «una tragedia umanitaria dall’impatto molto forte»: «Come Farsi Prossimo abbiamo accolto 77 persone a Monluè. Di queste, 8 uomini sono state poi dirottate al Rifugio Caritas di via Sammartini. Dopo un vertice in Prefettura sono stati trovati altri 75 posti di emergenza presso la Casa della Carità». 

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