Prima scadenza importante che si pone a famiglie e studenti: le iscrizioni,
con la scelta in particolare delle Superiori

di Alberto CAMPOLEONI

scuola

In questi giorni riparte la scuola, con il rientro nelle classi dopo la lunga pausa delle vacanze natalizie. La ripartenza, all’inizio di un nuovo anno solare, porta con sé un forte significato simbolico: si tratta non solo di riaccendere i motori della passione e dell’intelligenza – insieme alle caldaie degli istituti scolastici – ma soprattutto di immaginare un orizzonte di riferimento, una meta cui orientare l’attività, sostenuti anche dall’entusiasmo che porta con sé, inevitabilmente, ogni “nuovo inizio”.

La necessità di “orientamento” è sottolineata dalla prima scadenza importante che si pone a famiglie e studenti: le iscrizioni, con la scelta della scuola in particolare per chi si trova al “valico” tra terza media e prima superiore. Un passaggio importante, che ha il valore di sguardo sul futuro, di “scommessa” e investimento.

L’avvio del nuovo anno, per la scuola, è poi parte di un nuovo avvio per il Paese. non si può, infatti, non avvertire il clima generale di richiesta di cambiamento, dalla politica all’economia, al più complesso ambito delle relazioni sociali che pure si respira in Italia. Un Paese stanco, messo duramente alla prova da tempi difficili e specialmente da un 2013 che il presidente Napolitano, nel discorso di fine anno ha definito come «tra i più pesanti e inquieti che l’Italia ha vissuto da quando è diventata Repubblica. Tra i più pesanti sul piano sociale, tra i più inquieti sul piano politico e istituzionale». Un’Italia, tuttavia, non rassegnata, che confida nella ripresa e che lo stesso presidente invita a guardare «con serenità e con coraggio al nuovo anno». Nel quale – si augura Napolitano e noi con lui – si possa vedere «decisamente avviato un nuovo percorso di crescita, di lavoro e di giustizia per l’Italia e almeno iniziata un’incisiva riforma delle istituzioni repubblicane».

In questo clima la scuola ha una parte importante da svolgere. Anzitutto continuando a fare il proprio “mestiere” di formazione dei più giovani, impegnandosi cioè, con competenze e passioni alla prova, a far crescere “buoni cittadini”, persone adulte e positive, talenti che sono risorsa per la società intera. Un mestiere difficile, spesso sottovalutato o incompreso, ma insostituibile, a fianco di quel motore della società che sono le famiglie. E qui la scuola, nel nuovo anno può dare un altro segnale importante: la necessità e centralità della partecipazione e della condivisione. Non si cresce e non si educa se non insieme. Anche la scuola, che ha spesso patito iniziative e fughe in avanti (o indietro) poco partecipate, può e deve rinnovare la dimensione cooperativa. In questa direzione, tra l’altro, vale l’impegno espresso dal Ministro a convocare una “Costituente” della scuola, un percorso di dialogo con tutte le componenti del mondo scolastico (genitori e studenti inclusi), in vista di possibili riforme. È una necessità, per rispondere in modo adeguato ai cambiamenti interni che coinvolgono direttamente la scuola (anche quelli legati a didattiche e tecnologie, ad esempio). E insieme diventa un messaggio all’esterno, al Paese intero.

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