Non c’è più tempo: Caritas sta moltiplicando gli sforzi e intensificando gli interventi in atto. Raccolta fondi per sostenere gli aiuti

emergenza Sahel

L’allarme dal Sahel sta diventando sempre più drammatico: sono a rischio malnutrizione 16 milioni di persone e altre 10 milioni si trovano già in stato di insicurezza alimentare. Particolarmente grave è la situazione dei bambini. Otto i paesi coinvolti: Ciad, Burkina Faso, Mauritania, Mali, Niger, Nigeria del Nord, Camerun e Senegal. Niger e Mail sono quelli più colpiti.

Da tempo ormai le popolazioni locali – duramente colpite da siccità, aumento dei prezzi dei beni alimentari, assenza di servizi sanitari di base e condizioni igienico sanitarie disperate – hanno iniziato a vendere gli animali e a muoversi alla ricerca di condizioni migliori. La situazione è aggravata dalla crisi politica in Mali dove il recente colpo di stato e il conflitto con i gruppi tuareg indipendentisti del Nord ha già provocato oltre 200 mila sfollati e profughi.

Desta molta preoccupazione la timidezza e la lentezza con cui si stanno muovendo i governi dei Paesi più ricchi, con un copione già visto nel Corno d’Africa dove l’indifferenza ha provocato la morte di oltre 100 mila persone. II Sahel è una regione tra le più povere al mondo dove la siccità è ricorrente, l’indigenza è strutturale e dove già perdono la vita 200 mila bambini ogni anno a causa della povertà. Senza i necessari interventi la situazione rischia di peggiorare ulteriormente.

La rete Caritas, attiva da anni in Sahel con programmi di prevenzione e sviluppo, è da tempo mobilitata per rispondere alla crisi in atto, ha ampliato il suo impegno lanciando nuovi appelli di emergenza in Mali, Niger, Burkina Faso e Senegal per oltre 600.000 persone. Le attività principali sono la distribuzione di cibo e sementi gratuite, o a prezzi agevolati, il rifornimento dei granai di riserva dei villaggi, il sostegno a piccole attività generatrici di reddito e a sistemi di assistenza alternativi, quali “denaro per lavoro” (cash for work) e “cibo per lavoro” (food for work), l’assistenza sanitaria, interventi di riabilitazione idrica e azioni di riabilitazione nel medio termine per aumentare la capacità della popolazione di fronteggiare le avverse condizioni climatiche.

Caritas Italiana partecipa al piano di intervento nei diversi paesi ed ha già messo a disposizione oltre 100 mila euro in risposta agli appelli di emergenza.

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