I dati del Rapporto dell’Istituto Toniolo. Problematico il capitolo Chiesa: la promuovono solo i credenti, ma sono ben visti sacerdoti, missionari e insegnanti di religione. «Segno che la fiducia passa attraverso la relazione», sottolinea Pierpaolo Triani, docente della Cattolica

di Federica VERNÒ

Pierpaolo Triani

Si fidano della scuola e delle forze dell’ordine. Promuovono uomini e donne di Chiesa (sacerdoti, missionari e insegnanti di religione), ma i consensi diminuiscono verso la Chiesa come istituzione nel suo complesso. In un quadro di sfiducia generalizzata nei confronti delle istituzioni, 6 giovani lombardi credenti su 10 promuovono la Chiesa, mentre estendendo il dato anche ai non credenti le bocciature aumentano. Questa la sintesi del nuovo segmento del Rapporto Giovani (www.rapportogiovani.it), la grande indagine su 9 mila giovani italiani promossa dall’Istituto Toniolo in collaborazione con la Fondazione Cariplo, curata da un gruppo di docenti dell’Università cattolica e realizzata dalla Ipsos. Anche il dato relativo alla Lombardia è in linea con quello nazionale, anzi in alcuni casi è migliore.

Secondo il campione analizzato, la maggioranza dei giovani lombardi (oltre il 60%), dà alla scuola e all’università un voto positivo. Promosse anche le forze dell’ordine. Anche in questo caso più del 57% dei ragazzi lombardi intervistati mostra fiducia nei confronti di chi indossa una divisa.

Il capitolo dedicato alla Chiesa è maggiormente articolato sia a livello italiano sia lombardo. Innanzitutto si distingue il segmento dei giovani lombardi credenti: tra questi quasi il 56% esprime un giudizio positivo. Il dato diminuisce considerando anche i non credenti (33%). A livello nazionale da considerare con attenzione i fattori della geografia (nell’ambito dei credenti il valore dei consensi supera il 50% in tutte le aree geografiche tranne che nel Centro, dove scende al 45%); dell’istruzione (la percentuale dei voti favorevoli alla Chiesa aumenta con il titolo di studio, 51,5% tra i laureati); e del genere, con una maggiore fiducia registrata tra le donne (50,3%) rispetto agli uomini (48,9%).

Come per tutte le istituzioni, i giovani tendono a premiare maggiormente le figure più vicine, con le quali interagiscono quotidianamente e concretamente «segno che la fiducia passa attraverso la relazione – spiega Pierpaolo Triani, docente di Metodologia dell’educazione e dell’insegnamento all’Università cattolica -. Il dato sulla Chiesa come istituzione sollecita la comunità cristiana a una riflessione perché la sfiducia generale nella Chiesa risente della sfiducia nelle istituzioni, ma l’attenzione maggiore verso le figure vicine ci spinge a investire nella relazione. Lo stesso vale per la scuola: dove c’è un contatto diretto e il giovane si sente coinvolto allora la fiducia aumenta. Cercano concretezza e capacità di dialogo che evidentemente non trovano nelle istituzioni nazionali percepite da loro come lontane».

Il giudizio, insomma, migliora quando dal generale si passa al particolare. Altre ricerche condotte sul territorio evidenziano, ad esempio, come la percentuale di consensi tenda a salire, rispetto alla voce generica di Chiesa, quando si chiede il grado di fiducia nei missionari, nei sacerdoti, negli insegnanti di religione. Maggior apprezzamento inoltre viene espresso per le parrocchie e, in particolare, per la funzione degli oratori che vengono considerati luoghi non solo di formazione, ma di svago e di amicizia. Non vanno bene i sindacati che ottengono, in media, il 29% dei consensi, meno di 3 su 10 sia a livello nazionale sia a livello lombardo.

Il nuovo segmento del Rapporto completa il capitolo dedicato alle istituzioni. Fra i giovani lombardi bassissima è la fiducia nei partiti, anche più bassa rispetto al dato nazionale (la percentuale dei voti positivi non arriva all’8%), leggermente migliore, anche se rimane scarsa, la fiducia nel governo, che sfiora il 21% di voti d’approvazione. La fiducia nel Capo dello Stato arriva a toccare il 39%.

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