Sirio 22-29 febbraio 2024
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Quirinale

L’Ac sul nuovo Capo dello Stato: alto profilo istituzionale, rigore morale, garante della Costituzione

La Presidenza diocesana in merito all’elezione del successore di Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica

La Presidenza dell’Azione Cattolica Ambrosiana

19 Gennaio 2022
Il palazzo del Quirinale

Settimana prossima il Parlamento italiano si riunirà in seduta comune per l’elezione del successore di Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica, secondo il dettato costituzionale degli art. 83 e seguenti.

Si tratta di un passaggio cruciale per il nostro Paese, alle prese con la quarta ondata della pandemia causata dal Covid-19, con la crisi economica a essa correlata, e con un clima sociale appesantito da mesi di sfibranti polemiche, tira e molla infiniti su provvedimenti e misure da adottare, divisioni politiche più o meno accentuate.

Nel ringraziare il Presidente Mattarella per l’alto e apprezzato servizio svolto in questi anni, sottolineiamo come l’occasione che l’Italia si trova ad affrontare a breve è di quelle che “ricapitano una volta soltanto nella vita”: il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e le risorse economiche che il nostro Paese riceverà dall’Unione europea per rilanciarsi dopo la pandemia e per trasformare in profondità le proprie strutture e i propri modelli di sviluppo richiedono un’unità d’intenti e una capacità di dialogo uniche, oltre che uno sforzo aggiuntivo delle forze politiche per superare steccati ideologici e scomuniche reciproche.

Il banco di prova per testare le qualità della nostra classe politica sarà certamente anche l’elezione del prossimo inquilino del Quirinale, per il quale auspichiamo fin da subito un metodo di confronto e dialogo largamente condiviso, senza imposizioni d’ogni sorta o fughe in avanti controproducenti.

La personalità che dovrà ricoprire questo incarico, donna o uomo che sia, dovrà avere elevata statura istituzionale, rigore morale indiscusso, etica forte ed esemplarità nei comportamenti riconosciuta da tutti; dovrà essere stimata e riconosciuta come credibile in Europa e sulla scena internazionale, capace di rappresentare degnamente e unire insieme l’Italia.

Garante della Costituzione

Il nuovo Presidente, quindi, avrà l’alto compito di rispettare ed essere garante della Costituzione, la piattaforma di diritto che è il grande patto fra tutte/i noi, cittadine e cittadini italiani. Dovrà richiamare e far rispettare i primi 12 articoli della Costituzione (i principi fondamentali) come vincolanti e imprescindibili per qualsiasi azione politica veramente umana e rispettosa della dignità delle persone. Proprio perché il Pnrr è un’occasione storica per il Paese, diventerà essenziale ricordare quale sia il compito precipuo della Repubblica, quello cioè di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese” (art. 3).

Oltre a questo, richiamiamo alcune caratteristiche a nostro avviso imprescindibili: il nuovo Presidente dovrà riconoscersi nell’art. 1, che indica nel lavoro lo strumento per concorrere alla crescita della comunità nazionale; dovrà difendere e promuovere la legalità come baluardo di uguaglianza e precondizione per uno sviluppo dignitoso della Nazione, e rispettare l’autonomia della magistratura e del potere giudiziario (in un frangente nei quali essi sono chiamati a rinnovarsi e superare gli scandali e le polemiche degli ultimi anni). Dovrà sostenere e promuovere con fermezza la scelta europeista dell’Italia in modo che l’Unione europea diventi per tutti orizzonte d’impegno e ideale da costruire giorno per giorno: sarà chiamato a garantire l’unità indivisibile della nazione e promuovere la pace e il dialogo contro ogni guerra e sopruso. Il Presidente dovrà difendere la dignità di ogni persona (cittadina italiana o straniera che sia), affinché l’Italia possa essere considerata un Paese accogliente.

Confidiamo che il prossimo Presidente della Repubblica possa rappresentare tutte queste aspirazioni e sappia realmente incarnare i valori di pace e solidarietà che la nostra Costituzione difende e proclama. Perché, come diceva il presidente Scalfaro (messaggio di fine anno 1997): «se questa Carta la amiamo, se la viviamo, se ognuno di noi si impegna a farla vita, allora, certo, ci sarà più giustizia, ci sarà più capacità di pensare agli altri, più capacità di fratellanza, più capacità di camminare insieme, più capacità di amore».