Si può dire che la procedura è ormai entrata a regime. Un passo avanti nel rapporto tra le famiglie e la burocrazia del mondo scolastico

di Alberto CAMPOLEONI

scuola digitale

Sono terminate le iscrizioni al nuovo anno scolastico, con la procedura online che è ormai diventata una prassi consolidata e abbastanza gradita. Almeno a giudicare dai numeri diffusi dal Ministero.

Le domande attese erano 1.567.657, quelle effettuate sono state 1.550.266 (pari cioè 98,9%). Se si considerano poi le domande registrate, cioè acquisite correttamente dal sistema, il numero è di 1.558.246, cioè il 99,4% delle attese. La quasi totalità. Le domande registrate ma non ancora trasmesse e dunque completate correttamente sono 7.980. Per queste famiglie si rende necessario un passaggio successivo: saranno contattate dalle scuole per completare la procedura nei giro di breve tempo.

Sempre guardando i numeri (che naturalmente, si riferiscono alla scuola statale, poiché per le non statali paritarie non vigeva l’obbligo di adesione alla procedura elettronica): alla scuola primaria sono pervenute 508.557 domande di iscrizione. Alla media 524.986, e 516.723 sono le domande arrivate alle superiori.

Si può dire, dunque, che la procedura di iscrizioni online è ormai entrata a regime: quasi il 70% delle famiglie ha effettuato l’iscrizione online da sé (68,51% è la media nazionale), senza recarsi nelle scuole. Anche se, a ben vedere, resta il gap Nord-Sud: in Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia Romagna, ad esempio, più dell’80% delle famiglie ha inviato la domanda da casa, mentre in Puglia, Calabria, Sicilia e Campania si scende a circa la metà.

Non solo. Sembra che la procedura, oltre che funzionale, sia anche abbastanza gradita da chi ne deve usufruire. Secondo un sondaggio effettuato dal Miur, infatti, ben il 59,97% delle famiglie trova il servizio molto vantaggioso in termini di risparmio di tempo, per il 25,90% lo è abbastanza. Soltanto il 5,86% degli utenti non ha riscontrato questo vantaggio. Oltre il 43% delle famiglie, inoltre, rileva che la procedura online è molto facile, per il 37,41% lo è abbastanza. E quasi l’80% delle famiglie ritiene che il funzionamento del servizio online sia stato molto o abbastanza efficiente, avendo riscontrato pochi problemi di collegamento, scollegamento improvviso o lentezza del sistema.

Insomma, un passo avanti. Anche se gli osservatori meno ottimisti rilevano che non c’è stato un progresso significativo rispetto all’anno scorso e i numeri sono variati di poco. Tuttavia – e il gradimento delle famiglie lo conferma – la procedura online pare proprio un “guadagno” nel cammino della macchina burocratica che accompagna il mondo scolastico. Un modo di utilizzare la tecnologia per semplificare le cose e progredire – anche in questo caso, perché no? – sulla strada di quella scuola 2.0 che dalla tecnologia informatica dovrebbe poter essere servita. Non solo con i tablet sui banchi.

Anche qui però il digital divide deve far pensare. La mancanza di infrastrutture – reti wireless, pc casalinghi nel caso delle iscrizioni, una cultura tecnologica adeguata, soprattutto in alcune parti del Paese – lascia intravedere una strada impegnativa da percorrere. Rinnovare la scuola, migliorarla, si può senz’altro. Anche partendo dai margini. Si possono/si devono muovere disponibilità ed entusiasmi – per le iscrizioni è stato così con le famiglie – ma occorre creare le condizioni, con investimenti corposi per le infrastrutture e per la formazione. Il nuovo Governo ha già detto di voler andare in questa direzione. Auguri.

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