Beatrice Barbato, giovane napoletana trasferitasi a Milano, racconta il suo percorso formativo, dalla laurea alla scuola Iulm, fino alle esperienze a Tgcom24 e Sky Tg24, inseguendo un sogno che sta per diventare realtà

di Beatrice BARBATO

Beatrice Barbato
Beatrice Barbato

Ho iniziato più volte a scrivere questo articolo alla ricerca delle parole più giuste. Amo scrivere, ma meno quando si tratta di me.

Mi chiamo Beatrice Barbato, sono nata a Napoli, e il giornalismo è la mia passione più grande, che inseguo da quando, poco più che adolescente, scrivevo per il giornale della scuola. Non ho mai avuto dubbi su quale fosse la mia strada. A 18 anni avevo già le idee chiare, nonostante mio padre mi immaginasse da sempre con indosso un camice bianco. Mi ripeteva che avrei potuto fare il medico e allo stesso tempo scrivere articoli. Ma nella vita sono certa che sia necessario fare una cosa sola e nel miglior modo possibile. E io avevo un unico obiettivo: alzarmi al mattino senza rimpianti.

Così mi sono iscritta al corso di laurea triennale in Lettere classiche. Ho conseguito il titolo il 15 luglio 2015 e nel frattempo ho iniziato a collaborare per la testata Eco di Caserta, grazie alla quale ho potuto completare la mia iscrizione all’albo dei giornalisti pubblicisti. Ho proseguito i miei studi con il corso di laurea magistrale in Filologia, Letterature e Civiltà del mondo antico, sempre a Napoli, laureandomi il 16 novembre 2017. Tradurre i grandi classici mi ha insegnato ad avere rispetto per le parole altrui, a dare peso a tutte le sfumature lessicali, ma soprattutto a capire che conoscere il passato è necessario per costruire il futuro.  E il mio lo avevo già deciso da tempo.

Con grandi aspettative, ma il cuore pesante, ho lasciato la mia terra e sono partita per Milano per frequentare la scuola di giornalismo della Libera Università di Lingue e Comunicazione – Iulm. Grazie all’esperienza dei docenti e ai mezzi a disposizione, ho arricchito le mie competenze tecniche e ho avuto modo di scoprire il mondo dell’informazione a 360°, dal giornalismo radiofonico a quello televisivo, dalle inchieste video ai fotoreportage. Ho imparato a usare una telecamera, a parlare a un microfono chiusa in una stanza insonorizzata, a scrivere di sport e di economia, ma soprattutto a condividere aspettative e paure con i miei colleghi. Insieme abbiamo vissuto due mesi di formazione presso la redazione di Tgcom24, dove abbiamo toccato con mano cosa significhi lavorare in un canale all news. A settembre, invece, ho iniziato lo stage a Sky Tg24 e lì ho capito di aver imboccato la strada giusta.

Sono valsi tutti i sacrifici, i mesi passati a studiare, i giornali letti e consumati, i treni presi e quelli persi per tonare a casa. Ho trovato una famiglia che mi ha insegnato quanta umanità possa esserci al di là di una telecamera. Sono uscita da lì con due spalle più forti e più innamorata di prima di questo lavoro. Per ora ho ancora tanta strada da fare, ma sono pronta, perché credo in questo lavoro e in chi voglio essere.

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