Dopo la Via Crucis del Venerdì santo, alle 22.30 speciale di Rai Vaticano su storie e luoghi del martirio e della resurrezione nel mondo, dove l’evento cristiano cambia la storia

Papa Francesco

Via Crucis, via della Croce. E la Croce è il simbolo distintivo dei cristiani da sempre. Oggi più che mai torna a essere simbolo di martirio e di sofferenza. Venerdì 25 marzo, alla 22.30 su Raiuno, dopo la Via Crucis con papa Francesco in mondovisione, Rai Vaticano propone uno speciale de “Il Giubileo di Francesco” a cura di Massimo Milone, che porta le telecamere, tra l’altro, ad Aleppo (Siria), dove una guerra senza fine provoca morte e distruzione. «Ma dove le popolazioni cristiane – spiega il francescano padre Firas Lutfi – non rinunciano alla loro testimonianza. Martiri del ventunesimo secolo i cristiani, qui, sono gli apostoli di oggi». Aleppo, nuova Sarajevo, è sotto assedio da cinque anni. Nel giorno di Pasqua 2015 la chiesa di padre Firas è andata semidistrutta. Lui, insieme a tanti volontari, l’ha ricostruita. E dal pozzo della parrocchia distribuisce acqua per tutti, cristiani e musulmani. «Misericordia per noi – ha detto il francescano a Rai Vaticano – significa cercare di provvedere ai bisogni di tutti senza farne una questione di appartenenza».

Ma la Croce è anche simbolo di riconciliazione. Dopo gli attentati di Parigi c’è chi, pur colpito, ha trovato la forza e la fede per perdonare. E si può perdonare chi ti ha ucciso un amico o la fidanzata durante un concerto in un venerdì sera? Come dover spiegare a tuo figlio che la baby-sitter italiana, che tanto amava non verrà più perché è morta durante un attentato terroristico? Nonostante la laicità della nazione, mai come in questo periodo in Francia il concetto di perdono è molto dibattuto. E l’esercito pacifico di cattolici fa sentire la propria voce anche grazie alla tecnologia: app per smartphone sono state lanciate per pregare insieme o per avvicinarsi alla confessione, come spiega nel servizio Stefano Ziantoni. E riconciliazione vuol dire anche fare e costruire la pace. È quello che fa, da decenni, la comunità di Sant’Egidio in Africa – ne parla nello speciale il presidente Marco Impagliazzo – dove opera per porre fine a guerre armate e dove promuove programmi di prevenzione dell’Aids e di registrazione anagrafica di minori.

La Croce è, poi, soprattutto simbolo di Resurrezione per chi sta al chiuso di una cella di clausura, ma è in sintonia con il mondo grazie a Facebook e Whatsapp, come le dodici Clarisse napoletane delle “Trentatrè”. Nei vicoli dell’antica città dal 1585 qui si subisce «l’agguato del Signore», come spiega suor Rosa Lupoli. E c’è chi, pur non credente come lo scrittore Erri De Luca, non smette mai di interrogarsi e confrontarsi con quel Mistero. «Quando è sul palo del supplizio Gesù dice: perdona loro», e Lui? Lui ha già perdonato. Ma il perdono di Dio – dice lo scrittore nello speciale – interviene solo quando c’è la voce a chiederlo, e così attraverso quelle parole, quella richiesta di perdono, quel palo dell’infamia diventa un altare. Quella che era un’esposizione vergognosa viene trasformata in un trampolino di lancio della Resurrezione».

Chiude lo speciale, dopo un servizio sul significato della Croce nella storia dei Giubilei della Chiesa cattolica, la grande Croce voluta dal Papa in Messico a Ciudad Juarez, al confine con gli Stati Uniti, laddove i messicani tentano di fuggire per sottrarsi alla miseria, alla violenza, alla corruzione, al narcotraffico, cercando un approdo sicuro. La Croce e la preghiera del Papa, in quella frontiera, è una denuncia e un segno di speranza per tutte le frontiere del mondo.

“Il Giubileo di Francesco”, speciale Venerdì Santo, con i servizi di Nicola Vicenti e Costanza Miriano, la consulenza di Giuseppe Corigliano, la collaborazione di Filippo Di Giacomo, le musiche originali di Giovanni Scapecchi, edizione Pier Luigi Lodi, produttore esecutivo Milvia Licari, andrà anche in replica su Rai News 24 sabato 26 marzo alle 01.00.

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