È la convinzione che ha animato il meeting annuale dell’associazione sul tema “Dentro il cambiamento d’epoca. Bene della persona, bene comune”. Avviata una campagna a favore della popolazione di Aleppo (Siria)

di Filippo MAGNI

Giampaolo Silvestri

«Il cambiamento epocale che stiamo vivendo tocca tutti e anche noi di Avsi dobbiamo metterci in gioco. Convinti che c’è spazio per iniziative di sviluppo, se si punta sulla centralità dell’uomo»: così Giampaolo Silvestri, segretario generale di Avsi, sintetizza la settimana di lavori che l’associazione ha vissuto a Milano.

Da lunedì, 70 delegati da 30 Nazioni hanno partecipato al meeting annuale, il cui racconto si può seguire anche su twitter con l’hashtag #AAM16. «Sono stati giorni intensi di dialogo interno ad Avsi – conferma Silvestri -. Le testimonianze dei delegati, italiani e stranieri, ci hanno aiutato a interpretare l’attualità nella chiave del titolo del meeting: “Dentro il cambiamento d’epoca. Bene della persona, bene comune”». Non solo: «Ospiti esterni ci hanno accompagnato in approfondimenti specifici, come i professori dell’Università Cattolica Silvano Petrosino e Riccardo Redaelli, che hanno proposto rispettivamente una lettura antropologica e geopolitica dell’oggi».

In particolare, sul tema delle migrazioni. «Avsi è presente anche in Libano, Giordania, Siria: la condizione dei profughi siriani è nostra preoccupazione quotidiana, senza approcci emergenziali», specifica il segretario generale. Perché «non è una questione che si risolverà a breve e sarà un argomento dei prossimi decenni – avverte -. In Italia vediamo le migliaia di profughi che arrivano nel nostro Paese, ma non sono nulla in confronto a quelli presenti in Libano, solo per citare uno dei casi che conosciamo bene».

Nasce per questo, per esempio, la campagna #10forSyria, recentemente avviata da Avsi per permettere agli abitanti di Aleppo di non fuggire. Seconda città della Siria, una delle più antiche del mondo, oggi «vive nella morsa di un assedio spietato – spiegano dall’associazione -: divisa in aree controllate da fazioni diverse che si combattono incessantemente, viene bombardata ogni giorno ed è priva di acqua e di elettricità. L’80% degli abitanti di Aleppo ha perso il lavoro e vive di stenti. Dal 2011 in Siria sono state uccise 250 mila persone». La stragrande maggioranza dei cristiani è fuggita, perseguitata dai terroristi. La campagna (su avsi.org) vuole ricordare come possano bastare anche solo 10 euro per dare un aiuto e sostiene il centro d’accoglienza di Aleppo, presso la parrocchia di San Francesco, nel quartiere di Azizieh, che accoglie oltre 200 sfollati al giorno. Qui le famiglie trovano un posto per dormire, cibo, indumenti, medicine, ma soprattutto un luogo di pace e di accoglienza.

Una settimana di dibattiti, racconti, incontri, che hanno confermato una convinzione, conclude Silvestri: «Oggi c’è in gioco la concezione di uomo. Se riusciremo a mettere al centro l’uomo, potremo favorire lo sviluppo anche nei Paesi più complessi». Non da soli, però. «In questi giorni abbiamo sempre più rilevato la necessità di partnership, con altre associazioni o anche con istituzioni e aziende. Quest’ultimo è un fronte che stiamo iniziando ad avviare e sembra promettente, nonostante le naturali difficoltà di una cosa che si esplora per la prima volta, come è la collaborazione tra Avsi e le aziende. Ma è la strada da percorrere».

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