L'Europa come "modello" di libertà

a cura di Riccardo BENOTTI
Redazione

Un dibattito duro e serrato che ha portato a una riscrittura praticamente completa del testo. La risoluzione discussa dall’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, che avrebbe dovuto restringere l’obiezione di coscienza, di fatto si è rivelata un testo che ne stabilisce la tutela.
Nel corso della discussione parlamentare di giovedì 7 ottobre, in circa un’ora e mezza di confronto, è stato persino cambiato il titolo del documento: da Accesso delle donne alle cure mediche legittime: il problema dell’uso non regolamentato dell’obiezione di coscienza a Il diritto all’obiezione di coscienza nelle cure mediche legittime. La risoluzione è stata approvata con una maggioranza numericamente stretta (56 voti a 51, 4 astenuti) e con un totale di 89 emendamenti. La raccomandazione per il Comitato dei ministri dei 47 Paesi membri, invece, non ha raggiunto il quorum della maggioranza qualificata dei due terzi necessario per la ratifica.
Già nei giorni precedenti all’approvazione del testo, si erano sollevate le polemiche di giuristi e cattolici che temevano una delibera “contro la libertà di coscienza”. Tra i maggiori cambiamenti introdotti, la cancellazione del richiamo all’obbligo per i medici d’informare i pazienti su tutte le opzioni di cura disponibili, indipendentemente dal fatto che tali informazioni possano indurre il paziente a seguire una cura a cui l’operatore sanitario obietta. È stato poi inserito un paragrafo che afferma che «nessuna persona o ospedale o istituzione può essere obbligata o ritenuta responsabile o discriminata se rifiuta per qualsiasi motivo di eseguire o assistere un aborto, anche quello spontaneo, interventi di eutanasia o un altro atto che possa causare la morte di un feto o di un embrione».
Del testo approvato e della situazione attuale dell’obiezione di coscienza per i medici, parlato Lucio Romano, copresidente dell’associazione Scienza & Vita.

Come valuta il riconoscimento, da parte del Consiglio d’Europa, della difesa dell’obiezione di coscienza per i medici?
Non si può che considerare in termini positivi il riconoscimento di un diritto naturale di cui la stessa civiltà giuridica dovrebbe avvalersi. L’obiezione di coscienza, infatti, significa far valere i diritti del foro interiore rispetto a una qualsiasi legge positiva che impone una negazione del diritto alla vita. E allora guai se il Consiglio d’Europa avesse approvato una limitazione del diritto alla libertà di coscienza perché avrebbe significato, per lo stesso Consiglio, la negazione assoluta di un diritto fondamentale.

A Strasburgo la discussione è stata accesa e ha portato alla riscrittura completa del titolo del documento…
È un traguardo importante che si riverbera sui vari Paesi dell’Unione europea e testimonia l’impegno di quei politici che sono a favore della vita, promuovendo la difesa dei diritti fondamentali come quello all’obiezione di coscienza. In tal senso, l’associazione Scienza & Vita esprime il proprio pieno plauso alla perseveranza di tutti coloro che, all’interno del Consiglio d’Europa, si sono battuti con attenzione e con sagacia a difesa e a tutela dell’obiezione di coscienza. È stato un risultato raggiunto con efficacia ed efficienza.

Tra i cambiamenti introdotti nel testo, la cancellazione del richiamo all’obbligo per i medici d’informare i pazienti su tutte le opzioni di cura disponibili…
È un paragrafo della risoluzione significativo e del tutto condivisibile. L’obiettore di coscienza, infatti, non deve soltanto contrapporsi a quelle che sono le posizioni che tendono a offendere e a distruggere la vita stessa. Una delle sue priorità è non dar luogo a una partecipazione e a una collaborazione anche indiretta a comportamenti e azioni che sono in contrapposizione all’obiezione di coscienza.

La risoluzione del Consiglio d’Europa arriva in un momento delicato della discussione relativa all’obiezione di coscienza in Italia…
Si tratta di un riconoscimento a pieno titolo dell’obiezione di coscienza “senza se e senza ma”, molto importante per tutte quelle dinamiche nazionali che avrebbero invece auspicato un’inversione di rotta. Bene, questa volta si può dire in maniera piena e ufficiale che l’Europa si è posta veramente in una posizione di tutela di un diritto fondamentale alla vita e all’obiezione di coscienza. L’Europa, in questo caso, fa da modello.

Il testo, dunque, potrà risultare un passaggio importante nell’affermazione del diritto di libertà di coscienza in ambito medico?
È una manifestazione tangibile della tutela di tutti coloro che praticano l’obiezione di coscienza. Persone che non devono essere discriminate e tantomeno devono sentirsi ghettizzate nella loro piena e totale affermazione di un diritto fondamentale. Un dibattito duro e serrato che ha portato a una riscrittura praticamente completa del testo. La risoluzione discussa dall’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, che avrebbe dovuto restringere l’obiezione di coscienza, di fatto si è rivelata un testo che ne stabilisce la tutela.Nel corso della discussione parlamentare di giovedì 7 ottobre, in circa un’ora e mezza di confronto, è stato persino cambiato il titolo del documento: da Accesso delle donne alle cure mediche legittime: il problema dell’uso non regolamentato dell’obiezione di coscienza a Il diritto all’obiezione di coscienza nelle cure mediche legittime. La risoluzione è stata approvata con una maggioranza numericamente stretta (56 voti a 51, 4 astenuti) e con un totale di 89 emendamenti. La raccomandazione per il Comitato dei ministri dei 47 Paesi membri, invece, non ha raggiunto il quorum della maggioranza qualificata dei due terzi necessario per la ratifica.Già nei giorni precedenti all’approvazione del testo, si erano sollevate le polemiche di giuristi e cattolici che temevano una delibera “contro la libertà di coscienza”. Tra i maggiori cambiamenti introdotti, la cancellazione del richiamo all’obbligo per i medici d’informare i pazienti su tutte le opzioni di cura disponibili, indipendentemente dal fatto che tali informazioni possano indurre il paziente a seguire una cura a cui l’operatore sanitario obietta. È stato poi inserito un paragrafo che afferma che «nessuna persona o ospedale o istituzione può essere obbligata o ritenuta responsabile o discriminata se rifiuta per qualsiasi motivo di eseguire o assistere un aborto, anche quello spontaneo, interventi di eutanasia o un altro atto che possa causare la morte di un feto o di un embrione».Del testo approvato e della situazione attuale dell’obiezione di coscienza per i medici, parlato Lucio Romano, copresidente dell’associazione Scienza & Vita.Come valuta il riconoscimento, da parte del Consiglio d’Europa, della difesa dell’obiezione di coscienza per i medici?Non si può che considerare in termini positivi il riconoscimento di un diritto naturale di cui la stessa civiltà giuridica dovrebbe avvalersi. L’obiezione di coscienza, infatti, significa far valere i diritti del foro interiore rispetto a una qualsiasi legge positiva che impone una negazione del diritto alla vita. E allora guai se il Consiglio d’Europa avesse approvato una limitazione del diritto alla libertà di coscienza perché avrebbe significato, per lo stesso Consiglio, la negazione assoluta di un diritto fondamentale.A Strasburgo la discussione è stata accesa e ha portato alla riscrittura completa del titolo del documento…È un traguardo importante che si riverbera sui vari Paesi dell’Unione europea e testimonia l’impegno di quei politici che sono a favore della vita, promuovendo la difesa dei diritti fondamentali come quello all’obiezione di coscienza. In tal senso, l’associazione Scienza & Vita esprime il proprio pieno plauso alla perseveranza di tutti coloro che, all’interno del Consiglio d’Europa, si sono battuti con attenzione e con sagacia a difesa e a tutela dell’obiezione di coscienza. È stato un risultato raggiunto con efficacia ed efficienza.Tra i cambiamenti introdotti nel testo, la cancellazione del richiamo all’obbligo per i medici d’informare i pazienti su tutte le opzioni di cura disponibili…È un paragrafo della risoluzione significativo e del tutto condivisibile. L’obiettore di coscienza, infatti, non deve soltanto contrapporsi a quelle che sono le posizioni che tendono a offendere e a distruggere la vita stessa. Una delle sue priorità è non dar luogo a una partecipazione e a una collaborazione anche indiretta a comportamenti e azioni che sono in contrapposizione all’obiezione di coscienza.La risoluzione del Consiglio d’Europa arriva in un momento delicato della discussione relativa all’obiezione di coscienza in Italia…Si tratta di un riconoscimento a pieno titolo dell’obiezione di coscienza “senza se e senza ma”, molto importante per tutte quelle dinamiche nazionali che avrebbero invece auspicato un’inversione di rotta. Bene, questa volta si può dire in maniera piena e ufficiale che l’Europa si è posta veramente in una posizione di tutela di un diritto fondamentale alla vita e all’obiezione di coscienza. L’Europa, in questo caso, fa da modello.Il testo, dunque, potrà risultare un passaggio importante nell’affermazione del diritto di libertà di coscienza in ambito medico?È una manifestazione tangibile della tutela di tutti coloro che praticano l’obiezione di coscienza. Persone che non devono essere discriminate e tantomeno devono sentirsi ghettizzate nella loro piena e totale affermazione di un diritto fondamentale.

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