L'ha rilevato all'assemblea annuale della Consulta Nazionale Antiusura il presidente di Caritas Italiana monsignor Giuseppe Merisi, citando l'esempio positivo e proficuo della Fondazione San Bernardino, istituita cinque anni fa dalle dieci diocesi lombarde. Un'opera apprezzata anche da Benedetto XVI

Francesco CHIAVARINI
Redazione

Si è conclusa ieri a Roma con l’udienza pontificia e la celebrazione eucaristica in San Pietro presieduta dal segretario generale della Conferenza episcopale italiana, monsignor Mariano Crociata, l’assemblea annuale delle 27 Fondazioni aderenti alla Consulta Nazionale Antiusura. All’incontro era presente anche monsignor Giuseppe Merisi, vescovo di Lodi e presidente di Caritas Italiana, che ha incoraggiato l’attività delle Fondazioni e ha voluto, al termine dell’incontro, ricordare in particolare l’opera svolta dalla Fondazione San Bernardino, istituita esattamente cinque anni fa dalle dieci diocesi lombarde, per aiutare le persone indebitate e a rischio di usura. «In questo momento di grave difficoltà per le famiglie italiane – spiega monsignor Merisi -, l’opera delle Fondazioni può dare ossigeno e offrire un segnale di speranza a chi sta subendo più duramente gli effetti della crisi. Bene fecero cinque anni fa, in particolare, le diocesi lombarde a dare vita alla Fondazione San Bernardino che con sollecitudine in questi anni è venuta incontro alle persone gravemente indebitate».
Dall’assemblea nazionale è emersa, in particolare, la preoccupazione per l’aumento dell’indebitamento dovuto alla crisi economica. Sono, infatti, due milioni e mezzo le famiglie a rischio e più di 900 mila le vittime di usura. Secondo monsignor Alberto D’Urso, segretario della Consulta nazionale, «le persone che chiedono aiuto sono in aumento perché cresce la perdita dei posti di lavoro, così come il numero delle persone che arrivano alla terza settimana con il bilancio in rosso». Si è conclusa ieri a Roma con l’udienza pontificia e la celebrazione eucaristica in San Pietro presieduta dal segretario generale della Conferenza episcopale italiana, monsignor Mariano Crociata, l’assemblea annuale delle 27 Fondazioni aderenti alla Consulta Nazionale Antiusura. All’incontro era presente anche monsignor Giuseppe Merisi, vescovo di Lodi e presidente di Caritas Italiana, che ha incoraggiato l’attività delle Fondazioni e ha voluto, al termine dell’incontro, ricordare in particolare l’opera svolta dalla Fondazione San Bernardino, istituita esattamente cinque anni fa dalle dieci diocesi lombarde, per aiutare le persone indebitate e a rischio di usura. «In questo momento di grave difficoltà per le famiglie italiane – spiega monsignor Merisi -, l’opera delle Fondazioni può dare ossigeno e offrire un segnale di speranza a chi sta subendo più duramente gli effetti della crisi. Bene fecero cinque anni fa, in particolare, le diocesi lombarde a dare vita alla Fondazione San Bernardino che con sollecitudine in questi anni è venuta incontro alle persone gravemente indebitate».Dall’assemblea nazionale è emersa, in particolare, la preoccupazione per l’aumento dell’indebitamento dovuto alla crisi economica. Sono, infatti, due milioni e mezzo le famiglie a rischio e più di 900 mila le vittime di usura. Secondo monsignor Alberto D’Urso, segretario della Consulta nazionale, «le persone che chiedono aiuto sono in aumento perché cresce la perdita dei posti di lavoro, così come il numero delle persone che arrivano alla terza settimana con il bilancio in rosso». Il boom dell’azzardo Aumentano anche i proventi del gioco d’azzardo. Nei primi quattro mesi dell’anno è stato registrato un aumento del 10% rispetto allo stesso periodo del 2008. «Il dato è solo apparentemente in contraddizione – spiega Luciano Gualzetti, presidente della Fondazione San Bernardino -. Chi ha perso il lavoro o è finito in cassa integrazione utilizza il gioco come sostegno al reddito. Per quanto possa sembrare una risposta irrazionale alla crisi, perché espone a un aggravamento della propria situazione finanziaria, il ricorso alle scommesse è una scelta praticata da un numero crescente di persone». Monsignor D’Urso ha richiamato l’attenzione sulla ingannevole e connivente pubblicità che alimenta il ricorso al gioco d’azzardo che, da un lato, impoverisce persone di ogni età e di ogni condizione, e, dall’altro, incrementa sempre più copiosamente gli introiti nelle casse dei gestori delle sale da gioco e dello Stato.L’incontro ha avuto un momento di notevole intensità spirituale con l’udienza pontificia durante la quale il Santo Padre ha messo in evidenza «l’importante e apprezzata opera» che la Consulta Nazionale Antiusura e le Fondazioni a essa associate «svolgono accanto alle vittime dell’usura», definita dal Pontefice «flagello sociale». Il Papa ha aggiunto: «Auspico che vi sia da parte di tutti un rinnovato impegno per contrastare efficacemente il fenomeno devastante dell’usura e dell’estorsione che costituisce una umiliante schiavitù. Non manchi anche da parte dello Stato adeguato aiuto e sostegno alle famiglie disagiate e in difficoltà che trovano il coraggio di denunciare coloro che approfittano della loro spesso tragica condizione».Durante la messa in San Pietro, monsignor Crociata, ha ripreso il tema nell’ottica del comandamento dell’amore che ispira relazioni umane non di sfruttamento del prossimo, ma di solidarietà e condivisione. «Quando si perde la visione cristiana della vita – ha ricordato – si corre il rischio di sostituire i veri valori con surrogati effimeri che portano l’uomo non a usare il denaro, ma a esserne posseduti». Parole che hanno colpito i presenti, tra i quali c’erano anche molto persone che grazie all’opera delle Fondazioni, denunciando i loro aguzzini, sono state liberate dalla schiavitù dell’usura.

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