In vista del summit all'Aquila, l'associazionismo cattolico italiano si mobilita con un documento che sarà presentato a Milano il 4 luglio, al termine di una�messa presieduta dall'Arcivescovo -

Pino NARDI
Redazione

Il consesso dei rappresentanti dei Paesi maggiormente industrializzati non può limitarsi a politiche difensive, ma rendersi conto che la maggior minaccia alla pace e alla sicurezza viene oggi dall’accentuarsi del divario economico fra i popoli e che è quindi urgente operare per una equità di accesso alle risorse naturali, economiche e tecnologiche». È quanto si sostiene nell’appello “Per un’agenda di speranza” elaborato in occasione del prossimo G8 de L’Aquila. È la mobilitazione dell’associazionismo cattolico italiano con un documento sottoscritto da Focsiv, Retinopera, Azione cattolica italiana, Centro turistico giovanile, Agesci, Mcl, Unione nazionale istituti e iniziative di assistenza sociale, Acli, Rinnovamento nello Spirito, Movimento Umanità Nuova/Focolarini, Coldiretti.
L’appello mette in evidenza come ormai sia chiaro «il forte legame tra povertà, cambiamenti climatici, immigrazione, guerra per l’accaparramento delle risorse». In particolare ciò che le associazioni cattoliche chiedono ai leader che si riuniranno all’Aquila è di «adottare un’agenda di speranza che consenta di stanziare 50 miliardi di dollari per i Paesi del Sud del mondo, dei quali 25 miliardi per l’Africa; contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici con l’adozione, a Copenaghen, di un accordo Kyoto post-2012 che preveda la riduzione dell’emissione dei gas serra di almeno il 30% entro il 2020 e almeno l’80% entro il 2050 rispetto ai valori del 1990 e lo stanziamento addizionale dello 0,2% del Pil per l’adattamento dei Paesi poveri; completare la cancellazione del debito dei Paesi poveri, compreso il debito illegittimo; investire sui meccanismi multilaterali esistenti nel sistema delle Nazioni Unite affinché nelle dinamiche di governance globale sia ascoltata la voce di tutti i Paesi del mondo e della società civile; sostenere i piccoli produttori del Sud e del Nord del mondo e in generale la produzione a dimensione familiare».
Il 3 luglio l’appello sarà consegnato da una delegazione di vescovi e rappresentanti di organizzazioni, associazioni e movimenti cattolici del Sud e del Nord del mondo ai massimi rappresentanti delle istituzioni italiane. Sabato 4 luglio, invece, la delegazione verrà a Milano per il momento conclusivo dell’evento: una solenne celebrazione eucaristica presieduta dal cardinal Tettamanzi in Duomo, che avrà inizio alle 17.30 e alla fine della quale sarà presentato l’appello. Seguiranno un momento di spiritualità e una veglia di preghiera animate dalla Focsiv e dalle associazioni coinvolte in Retinopera.
«Oggi è il tempo giusto per scelte forti: il tempo di riconoscere la mutua dipendenza e trarne le conseguenze scegliendo il dialogo rispetto all’egemonia, la via della condivisione rispetto a quella della concentrazione di risorse e dei saperi – si legge nell’appello -. È possibile oggi chiedere ai responsabili delle Nazioni un cambiamento profondo e coraggioso. L’attuale crisi ci offre una formidabile occasione per crescere insieme – Paesi sviluppati e Paesi in grave difficoltà – verso un mondo più giusto e fraterno. Mancano forse le risorse per realizzare questi obiettivi? La risposta è: no. C’è un problema di volontà politica di utilizzare le risorse disponibili e orientarle agli obiettivi stabiliti». Il consesso dei rappresentanti dei Paesi maggiormente industrializzati non può limitarsi a politiche difensive, ma rendersi conto che la maggior minaccia alla pace e alla sicurezza viene oggi dall’accentuarsi del divario economico fra i popoli e che è quindi urgente operare per una equità di accesso alle risorse naturali, economiche e tecnologiche». È quanto si sostiene nell’appello “Per un’agenda di speranza” elaborato in occasione del prossimo G8 de L’Aquila. È la mobilitazione dell’associazionismo cattolico italiano con un documento sottoscritto da Focsiv, Retinopera, Azione cattolica italiana, Centro turistico giovanile, Agesci, Mcl, Unione nazionale istituti e iniziative di assistenza sociale, Acli, Rinnovamento nello Spirito, Movimento Umanità Nuova/Focolarini, Coldiretti.L’appello mette in evidenza come ormai sia chiaro «il forte legame tra povertà, cambiamenti climatici, immigrazione, guerra per l’accaparramento delle risorse». In particolare ciò che le associazioni cattoliche chiedono ai leader che si riuniranno all’Aquila è di «adottare un’agenda di speranza che consenta di stanziare 50 miliardi di dollari per i Paesi del Sud del mondo, dei quali 25 miliardi per l’Africa; contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici con l’adozione, a Copenaghen, di un accordo Kyoto post-2012 che preveda la riduzione dell’emissione dei gas serra di almeno il 30% entro il 2020 e almeno l’80% entro il 2050 rispetto ai valori del 1990 e lo stanziamento addizionale dello 0,2% del Pil per l’adattamento dei Paesi poveri; completare la cancellazione del debito dei Paesi poveri, compreso il debito illegittimo; investire sui meccanismi multilaterali esistenti nel sistema delle Nazioni Unite affinché nelle dinamiche di governance globale sia ascoltata la voce di tutti i Paesi del mondo e della società civile; sostenere i piccoli produttori del Sud e del Nord del mondo e in generale la produzione a dimensione familiare».Il 3 luglio l’appello sarà consegnato da una delegazione di vescovi e rappresentanti di organizzazioni, associazioni e movimenti cattolici del Sud e del Nord del mondo ai massimi rappresentanti delle istituzioni italiane. Sabato 4 luglio, invece, la delegazione verrà a Milano per il momento conclusivo dell’evento: una solenne celebrazione eucaristica presieduta dal cardinal Tettamanzi in Duomo, che avrà inizio alle 17.30 e alla fine della quale sarà presentato l’appello. Seguiranno un momento di spiritualità e una veglia di preghiera animate dalla Focsiv e dalle associazioni coinvolte in Retinopera.«Oggi è il tempo giusto per scelte forti: il tempo di riconoscere la mutua dipendenza e trarne le conseguenze scegliendo il dialogo rispetto all’egemonia, la via della condivisione rispetto a quella della concentrazione di risorse e dei saperi – si legge nell’appello -. È possibile oggi chiedere ai responsabili delle Nazioni un cambiamento profondo e coraggioso. L’attuale crisi ci offre una formidabile occasione per crescere insieme – Paesi sviluppati e Paesi in grave difficoltà – verso un mondo più giusto e fraterno. Mancano forse le risorse per realizzare questi obiettivi? La risposta è: no. C’è un problema di volontà politica di utilizzare le risorse disponibili e orientarle agli obiettivi stabiliti». Sabato 4 luglio – Alle 17.30: celebrazione eucaristica nel Duomo di Milano presieduta dal cardinale Dionigi Tettamanzi. Concelebrano i Vescovi provenienti da Africa, Asia e America latina partecipanti alla Delegazione in occasione del G8.Alle 19: Veglia “Per un’agenda di speranza” nella Basilica di S. Stefano Maggiore (P.za S. Stefano), presieduta da monsignor Arrigo Miglio (vescovo di Ivrea e presidente della Commissione episcopale Cei per i problemi sociali e del lavoro, la giustizia e la pace), con testimonianze di monsignor Emmanuel Badejo (vescovo do Oyo – Nigeria), monsignor Néstor Rafael Herrera (vescovo di Machala – Ecuador e presidente della Conferenza Episcopale Ecuadoregna) e monsignor Alvaro Ramazzini (vescovo di San Marcos – Guatemala). –

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