Indagine Acli sulle coppie con figli fino a dodici anni: una su due risparmia sul cibo, il 72% considera la casa un rifugio, il 35,6% si rivolgerebbe alla parrocchia per chiedere aiuto

Carlo ROSSI
Redazione

Colpite dalla crisi, costrette a stringere sui consumi di base (pane, pasta e beni necessari), risparmiano sui vestiti e sulle vacanze, litigano per l’educazione dei figli, solo dentro le mura domestiche si sentono al sicuro. È il ritratto delle giovani famiglie italiane disegnato da un’indagine promossa dalle Acli e dalla Caritas sulle coppie sposate con figli fino a dodici anni. Si tratta delle anticipazioni di alcuni dati tratti dall’Agenda delle famiglie italiane 2009, progetto di ricerca dell’Istituto Iref.
L’indagine, volta a ricostruire l’agenda dei nuclei famigliari in un periodo critico a livello economico e sociale, sarà completata con tre rilevazioni nel corso dell’anno su un campione rappresentativo di tutte le tipologie di nuclei. I dati anticipati si riferiscono alle famiglie con figli fino a dodici anni, il 20% degli intervistati nell’ambito della prima rilevazione su 1660 famiglie tra il 29 aprile e il 15 maggio 2009.
La recessione taglia le gambe alle famiglie. È quello che emerge dalle risposte fornite dal campione, che sottolineano una contrazione dei consumi. Il 52% ha dovuto risparmiare sulla spesa alimentare, di cui il 46% ha fatto economia sull’acquisto di pane, pasta e carne. Il 57,5% ha tagliato sull’abbigliamento e i viaggi. La metà degli intervistati dice di risparmiare su svaghi e tempo libero.
Lo stile di vita è dunque più sobrio, con l’acquisto di prodotti a basso costo (63,4%), il 38% ha rinunciato a un bene di consumo necessario, più di un quinto ha ridotto i consumi domestici di luce, acqua e gas. L’educazione dei figli è il primo motivo di discussione tra i partner (18,3%) per quasi una coppia su cinque. Ma anche la scelta di come spendere i soldi causa litigi in famiglia (10,4%), così come la divisione del lavoro domestico (10,3%) e la decisione di avere altri figli (7,6%).
Altissima la percezione di insicurezza e la paura. La casa è il rifugio per il 72,6 % degli intervistati, che, rivela l’Iref, si sente al sicuro solo dentro le mura domestiche. Solo il 20% dei nuclei preferisce stare tra la gente, il resto si sente in pericolo sia dentro sia fuori casa. Per rispondere al disorientamento, ben il 35,6% si rivolgerebbe alla parrocchia in caso di bisogno, il 29,9% ai servizi sociali del comune e il 15,5% al volontariato. Colpite dalla crisi, costrette a stringere sui consumi di base (pane, pasta e beni necessari), risparmiano sui vestiti e sulle vacanze, litigano per l’educazione dei figli, solo dentro le mura domestiche si sentono al sicuro. È il ritratto delle giovani famiglie italiane disegnato da un’indagine promossa dalle Acli e dalla Caritas sulle coppie sposate con figli fino a dodici anni. Si tratta delle anticipazioni di alcuni dati tratti dall’Agenda delle famiglie italiane 2009, progetto di ricerca dell’Istituto Iref.L’indagine, volta a ricostruire l’agenda dei nuclei famigliari in un periodo critico a livello economico e sociale, sarà completata con tre rilevazioni nel corso dell’anno su un campione rappresentativo di tutte le tipologie di nuclei. I dati anticipati si riferiscono alle famiglie con figli fino a dodici anni, il 20% degli intervistati nell’ambito della prima rilevazione su 1660 famiglie tra il 29 aprile e il 15 maggio 2009.La recessione taglia le gambe alle famiglie. È quello che emerge dalle risposte fornite dal campione, che sottolineano una contrazione dei consumi. Il 52% ha dovuto risparmiare sulla spesa alimentare, di cui il 46% ha fatto economia sull’acquisto di pane, pasta e carne. Il 57,5% ha tagliato sull’abbigliamento e i viaggi. La metà degli intervistati dice di risparmiare su svaghi e tempo libero.Lo stile di vita è dunque più sobrio, con l’acquisto di prodotti a basso costo (63,4%), il 38% ha rinunciato a un bene di consumo necessario, più di un quinto ha ridotto i consumi domestici di luce, acqua e gas. L’educazione dei figli è il primo motivo di discussione tra i partner (18,3%) per quasi una coppia su cinque. Ma anche la scelta di come spendere i soldi causa litigi in famiglia (10,4%), così come la divisione del lavoro domestico (10,3%) e la decisione di avere altri figli (7,6%).Altissima la percezione di insicurezza e la paura. La casa è il rifugio per il 72,6 % degli intervistati, che, rivela l’Iref, si sente al sicuro solo dentro le mura domestiche. Solo il 20% dei nuclei preferisce stare tra la gente, il resto si sente in pericolo sia dentro sia fuori casa. Per rispondere al disorientamento, ben il 35,6% si rivolgerebbe alla parrocchia in caso di bisogno, il 29,9% ai servizi sociali del comune e il 15,5% al volontariato.

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