Alla Casa alpina "Nostra Signora d'Europa", dal 26 luglio al 2 agosto, una settimana formativa sul futuro del continente e sul dialogo tra Occidente e Oriente

Carlo ROSSI
Redazione

Consuetudine e tradizione della Casa alpina “Nostra Signora d’Europa” di Motta di Campodolcino – di proprietà delle Acli milanesi e sede operativa del Centro ecumenico europeo per la pace – è quella di ospitare convegni e incontri formativi su temi sociali e politici, sulle domande legate agli scenari internazionali e sulle questioni ecumeniche e interreligiose.
Quest’anno l’esperienza prosegue e insieme si rinnova grazie alla Commissione internazionale delle Acli Lombardia, che propone dal 26 luglio al 2 agosto un percorso su “L’Europa tra i due millenni. Respirare con l’Europa a due polmoni sulle sponde del Mediterraneo”. La caduta del Muro di Berlino ha dischiuso le porte di un’Europa non più contrapposta in blocchi, ma aperta agli scambi culturali ed economici; in cui le tre grandi confessioni cristiane (cattolica, ortodossa e protestante) vedono ridisegnati i loro confini, nell’evidente necessità di un confronto e di una interazione maggiori rispetto al passato; in cui anche le etnie si mescolano, dove le spinte migratorie impongono margini di riconfigurazione alla stessa società. Sono passati vent’anni, ma non tutti i problemi sono stati risolti; l’acuta crisi in cui ci troviamo sembra anzi aver riacceso antiche polemiche e rinfocolato pregiudizi mai superati. Ecco allora l’utilità di tornare a riflettere su ciò che ha segnato l’epoca recente, per porre le basi di un futuro meno conflittuale e più capace di collaborazione.
È quanto verrà discusso nella settimana formativa: le prime giornate seguono il filone religioso e della multiculturalità, insistendo sul dialogo tra Oriente e Occidente (nel 2009 ricorre anche il ventennale dall’Assemblea ecumenica di Basilea, primo incontro continentale dopo secoli, capace di riunire attorno allo stesso tavolo i più alti rappresentanti delle varie confessioni cristiane) e quindi tra Cristianesimo e Islam, in un esigenza di dialogo che non può essere sottovalutata. Troppo spesso nell’altro si rischia di vedere solo l’avversario, il nemico, in ogni caso il competitore; il dialogo è invece l’arte che insegna a valorizzare le ricchezze altrui, senza che ciò rechi danno, bensì contribuendo ad accrescere l’identità di ciascuno.
La seconda parte della settimana si occupa soprattutto delle prospettive politiche, economiche e sociali dell’Europa. Sono sotto gli occhi di tutti i segni della crisi che ha scosso il mondo intero: insieme all’individuazione delle responsabilità occorre porre le premesse perché la società civile si orienti verso una convivenza fondata sulla giustizia, la solidarietà, l’equità. Questo riguarda sia le condizioni locali sia quelle globali, perché è evidente che le sperequazioni e le ingiustizie perpetrate in una determinata area geografica non rimangono senza conseguenze per rapporto agli equilibri delle regioni confinanti e del pianeta tutto.
Info: tel. 02.80298442. Consuetudine e tradizione della Casa alpina “Nostra Signora d’Europa” di Motta di Campodolcino – di proprietà delle Acli milanesi e sede operativa del Centro ecumenico europeo per la pace – è quella di ospitare convegni e incontri formativi su temi sociali e politici, sulle domande legate agli scenari internazionali e sulle questioni ecumeniche e interreligiose.Quest’anno l’esperienza prosegue e insieme si rinnova grazie alla Commissione internazionale delle Acli Lombardia, che propone dal 26 luglio al 2 agosto un percorso su “L’Europa tra i due millenni. Respirare con l’Europa a due polmoni sulle sponde del Mediterraneo”. La caduta del Muro di Berlino ha dischiuso le porte di un’Europa non più contrapposta in blocchi, ma aperta agli scambi culturali ed economici; in cui le tre grandi confessioni cristiane (cattolica, ortodossa e protestante) vedono ridisegnati i loro confini, nell’evidente necessità di un confronto e di una interazione maggiori rispetto al passato; in cui anche le etnie si mescolano, dove le spinte migratorie impongono margini di riconfigurazione alla stessa società. Sono passati vent’anni, ma non tutti i problemi sono stati risolti; l’acuta crisi in cui ci troviamo sembra anzi aver riacceso antiche polemiche e rinfocolato pregiudizi mai superati. Ecco allora l’utilità di tornare a riflettere su ciò che ha segnato l’epoca recente, per porre le basi di un futuro meno conflittuale e più capace di collaborazione.È quanto verrà discusso nella settimana formativa: le prime giornate seguono il filone religioso e della multiculturalità, insistendo sul dialogo tra Oriente e Occidente (nel 2009 ricorre anche il ventennale dall’Assemblea ecumenica di Basilea, primo incontro continentale dopo secoli, capace di riunire attorno allo stesso tavolo i più alti rappresentanti delle varie confessioni cristiane) e quindi tra Cristianesimo e Islam, in un esigenza di dialogo che non può essere sottovalutata. Troppo spesso nell’altro si rischia di vedere solo l’avversario, il nemico, in ogni caso il competitore; il dialogo è invece l’arte che insegna a valorizzare le ricchezze altrui, senza che ciò rechi danno, bensì contribuendo ad accrescere l’identità di ciascuno.La seconda parte della settimana si occupa soprattutto delle prospettive politiche, economiche e sociali dell’Europa. Sono sotto gli occhi di tutti i segni della crisi che ha scosso il mondo intero: insieme all’individuazione delle responsabilità occorre porre le premesse perché la società civile si orienti verso una convivenza fondata sulla giustizia, la solidarietà, l’equità. Questo riguarda sia le condizioni locali sia quelle globali, perché è evidente che le sperequazioni e le ingiustizie perpetrate in una determinata area geografica non rimangono senza conseguenze per rapporto agli equilibri delle regioni confinanti e del pianeta tutto.Info: tel. 02.80298442.

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