Lo ha scritto Maurizio Coletti, presidente di Itaca Europa, per aiutare mamme e papà di preadolescenti e adolescenti a capire e a trovare soluzioni e risposte


Redazione

27/03/2008

Un manualetto per genitori preoccupati perché temono o sono consapevoli che i propri figli assumono droghe. Lo ha scritto Maurizio Coletti, presidente di Itaca Europa, associazione europea degli operatori professionali delle tossicodipendenze, per rispondere a una delle domande che più assillano i genitori di preadolescenti e adolescenti: come faccio a sapere se mio figlio si droga?

Il volume, edito da Antigone Edizoni, arriva in un momento, spiega lo stesso autore, in cui «sono molto in voga i test». Ma, si chiede Coletti, «affidandosi a strumenti del genere per sapere se un ragazzo si droga, come recuperare una fiducia reciproca sicuramente incrinata dall’imposizione di un test che dovrebbe “scoprire la verità” su un figlio che mente ai genitori?».

E’ questa una delle motivazioni forti che hanno spinto lo psicologo – che dal 1970 si occupa di prevenzione, trattamenti e politiche di intervento riguardo alle droghe, ed è consulente e formatore di centri pubblici e del privato sociale che operano nel settore – a raccogliere in questo libro una serie di informazioni e suggerimenti che aiuteranno padri e madri a riflettere più serenamente sul problema e ad affrontarlo in modo più efficace.

Si parte da alcuni brevi cenni sulle droghe: i tipi, gli effetti, le modalità di assunzione. In queste pagine trova spazio anche la descrizione degli effetti dell’alcol che, scrive l’autore, «sembra assolutamente importante citare tra le droghe psicoattive e in grandissimo uso tra i giovani» e degli psicofarmaci. Utili anche i riferimenti alla normativa vigente, una bibliografia essenziale per approfondire alcuni aspetti particolari, i link ad associazioni che operano in questo settore, i numeri verdi che offrono supporto e informazioni.

Dedicato alla scoperta e alla difficoltà di individuare risposte e soluzioni il capitolo centrale del libro. Coletti indica una serie di segnali: sintomi fisici come disturbi del sonno e dell’appetito, isolamento, sbalzi di umore, che possono indurre sospetti. Ma quando arriva la certezza è il momento «di evitare errori grossolani».

Alcuni suggerimenti possono aiutare: riflettere prima di agire, evitare di trasformarsi in investigatori privati e di fare tragedie, insistere davanti alle negazioni dei figli, non negare la propria preoccupazione e dimostrare di non giudicare. Ma importante può risultare anche riuscire a mantenere la famiglia unita, non provare vergogna e per questo isolarsi.

Il libro accompagna i genitori anche nella fase dolorosa che segue la scoperta, con informazioni su terapie, interventi e trattamenti e su se e come optare per la comunità di recupero. Ma prima ancora, su come aiutare i propri figli a scegliere di chiedere aiuto.

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